{"id":6306,"date":"2012-01-30T00:02:12","date_gmt":"2012-01-29T22:02:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6306"},"modified":"2012-10-11T01:32:00","modified_gmt":"2012-10-10T23:32:00","slug":"piu-forti-del-dolore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6306","title":{"rendered":"Pi\u00f9 forti del dolore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left; font-size: 11px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3568\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/funerali-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/funerali-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/funerali.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u201cLa mia citt\u00e0 \u00e8 in rovine&#8230;<br \/>\nE ora con queste mani<br \/>\ncon queste mai<br \/>\ncon queste mani<br \/>\nio prego il Signore<br \/>\nPrego il Signore per avere fede<br \/>\nPrego il Signore per avere forza<br \/>\nForza! Forza! Forza!<br \/>\nForza risolleviamoci!\u201d (Bruce Springsteen, <em>My city of ruins<\/em>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tutte le morti sono uguali. Diverso \u00e8 il modo di percepirle ed elaborarle. La morte, per gli uomini, non \u00e8 mai stato il fatto bruto del non esistere pi\u00f9: \u00e8 sempre stata caricata di contenuti simbolici talvolta fortissimi la morte. Questo \u00e8 successo nel caso di Claudio Morabito.<!--more--><br \/>\nCome hanno spiegato bene quelli che lo conoscevano (<a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3502\">Gaetano<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=3539\">Greta<\/a> dalle colonne di Siderlandia) Claudio era una sorta di \u201ccollante generazionale\u201d, che teneva assieme tante e diverse esperienze: il tifo e la politica, la questione ambientale e quella sociale, lo sport popolare e la musica. Claudio era un crocevia, dal quale ogni giovane che volesse vivere davvero la propria citt\u00e0 \u2013 e non da spettatore passivo \u2013 doveva passare. Per il semplice fatto che lui era dappertutto.<br \/>\nQuesto basta a spiegare la valanga emotiva che si \u00e8 sprigionata alla notizia della sua morte? L&#8217;afflusso continuo e disperato al Santissima Annunziata, i funerali diventati corteo \u2013 una cosa che Taranto mai ha conosciuto di recente e forse mai pi\u00f9 conoscer\u00e0 \u2013, le miriadi di dediche lasciate sulle bacheche di facebook&#8230; Io credo di no, credo che tutto questo non lo si possa spiegare con la semplice \u201cpopolarit\u00e0\u201d di Claudio. Azzardo: questa morte rappresenta un punto di svolta per la mia, per la nostra generazione. O ne usciremo rafforzati o perderemo del tutto energia e voglia di fare.<br \/>\nAnzitutto, questa morte ha un retroterra. Chi \u00e8 giovane a Taranto \u00e8 pi\u00f9 o meno conscio di vivere in una condizione \u201ccatacombale\u201d. Le cose che fa \u2013 a meno che non si tratti di violazioni della legge (rapine o manifestazioni non autorizzate) \u2013 sono sistematicamente destinate a non conquistare le prime pagine dei giornali. Quanto alla politica&#8230;si direbbe che le \u201cpolitiche giovanili\u201d siano solo una bella definizione destinata ad arricchire le nomenclature delle giunte comunali e provinciali. Il nostro \u00e8 \u201cun mondo sotto il mondo\u201d, ignorato e tenuto a bada vuoi dal clientelismo vuoi dal manganello.<br \/>\nNell&#8217;underground non si vive poi tanto male, ma quello che si impara molto presto \u00e8 camminare in punta di piedi, sgattaiolando da una caverna all&#8217;altra senza destare troppi sospetti. E soprattutto si impara che il Potere \u00e8 una cosa che sta troppo in alto per essere alla propria portata. Le manifestazioni che si inscenano sono quasi sempre pi\u00f9 testimonianza che segno di forza. In definitiva, ci si percepisce impotenti (nel senso proprio del termine: \u201cincapaci di cambiare le cose\u201d).<br \/>\nLa morte di Claudio ha fatto da detonatore su tutto questo. Improvvisamente una generazione \u00e8 uscita allo scoperto e ha ostentato i simboli elaborati e coltivati da anni. Lo ha fatto con un orgoglio che mai prima d&#8217;ora si era visto. Le bandiere rosse con l&#8217;effige di Che Guevara accanto alle sciarpe degli ultras; Vasco Rossi e De Andr\u00e8; il corteo e la curva. D&#8217;altra parte lo stesso Claudio aveva forse intuito che da quelle catacombe bisognava uscire per riprendersi voce e presenza. Una delle ultime creature di questo straordinario animale politico (per chiunque lo abbia conosciuto una carica di carisma quasi irresistibile) \u00e8 stata proprio \u201cAmmazza che piazza\u201d: un tentativo di riprendersi la citt\u00e0 palmo per palmo, mettendo in evidenza degrado urbano e sociale \u2013 e quindi l&#8217;incapacit\u00e0 di chi quei problemi avrebbe dovuto risolverli (le istituzioni) o quanto meno denunciarli (le forze politiche). Essere nella corrente della citt\u00e0, non fossilizzarsi in luoghi statici e chiusi, mostrare che un altro tipo di vita urbana sarebbe possibile (se solo vi fosse la volont\u00e0 di attuarla): questi gli assi sui quali si sono mossi i ragazzi in questi mesi. E tutto ci\u00f2 ha creato attorno al movimento una scia di consensi incredibile. Eh gi\u00e0, perch\u00e9 questa volta lo spazio di cui ci si \u00e8 \u201criappropriati\u201d \u00e8 stato restituito \u2013 dopo avergli ridato dignit\u00e0 \u2013 alla comunit\u00e0. Mostrando cos\u00ec alla stessa comunit\u00e0 che se vuole, autorganizzandosi, pu\u00f2 vivere una vita migliore. E si badi, non di semplice \u201cnettezza urbana\u201d si tratta: la comunit\u00e0 che si riprende il suo spazio diventa consapevole dei problemi che in esso ci sono e, lavorandoci, acquisisce coesione e forza rispetto alle istituzioni. E inizia a pretendere che queste facciano il loro dovere in relazione a tutte quelle questioni che i cittadini da soli non possono risolvere. Insomma, in prospettiva pu\u00f2 innescarsi un corto circuito politico in grado di infrangere le barriere di cristallo che separano il corpo della citt\u00e0 dai suoi centri decisionali.<br \/>\nTutto questo a patto che la morte di Claudio venga rielaborata nel migliore dei modi. Non mi riferisco solo al fatto che chi pi\u00f9 gli ha voluto bene e gli \u00e8 stato vicino deve al pi\u00f9 presto riprendersi dal trauma e, ricordando la sua esagerata voglia di vivere, tornare a lottare come e pi\u00f9 di prima. Penso soprattutto a tener vivo quello spirito che si \u00e8 respirato nei giorni del lutto: il sentirsi fratelli e vicini, nonostante le differenze e le distanze, riversandosi nello spazio pubblico (non solo quello fisico di strade e piazze, ma anche quello \u201cimmateriale\u201d del dibattito culturale e politico). Se tornassimo nelle catacombe, in questo momento, c&#8217;\u00e8 il fondato rischio che vi rimarremmo reclusi per sempre. \u201cForza, risolleviamoci!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/Gf4RctCVjAI\" frameborder=\"0\" width=\"300\" height=\"260\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siderlandia si mette a disposizione di chiunque voglia porsi lungo questa prospettiva. Invitiamo tutti quelli che credono che si possa costruire un forte protagonismo giovanile nella nostra citt\u00e0 a inviarci i loro contributi: saranno tutti pubblicati. Iniziamo a parlare del nostro presente e del nostro futuro, riprendiamoci \u201cla parola e la verit\u00e0\u201d! (S.R. &#8217;84)<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6306&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa mia citt\u00e0 \u00e8 in rovine&#8230; E ora con queste mani con queste mai con queste mani io prego il Signore Prego il Signore per avere fede Prego il Signore per avere forza Forza! Forza! Forza! Forza risolleviamoci!\u201d (Bruce Springsteen, My city of ruins) Non tutte le morti sono uguali. 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