{"id":6325,"date":"2012-01-23T00:01:07","date_gmt":"2012-01-22T22:01:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6325"},"modified":"2013-10-28T11:21:32","modified_gmt":"2013-10-28T09:21:32","slug":"e-tutta-colpa-di-vendola","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6325","title":{"rendered":"E&#8217; tutta colpa di Vendola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3498\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/vendola_scolapasta-300x258.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"258\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/vendola_scolapasta-300x258.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/vendola_scolapasta.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Massimiliano Martucci<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ammesso e non concesso che sia possibile (e scientificamente interessante) definire le radici di un popolo, per quanto mi riguarda utilizzerei le storie popolari. Esse sono, secondo me, la struttura portante sulla quale vengono innestati tutti i tipi di narrazione. Esse custodiscono e diffondono archetipi letterari e antropologici che diventano la base portante di comportamenti, schemi di pensiero. Le storie popolari potrebbero essere considerate l&#8217;alfabeto dell&#8217;immaginario.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se prendiamo una delle decine di storie popolari che sono ambientate in Puglia o che si dice abbiano per protagonista un pugliese, la situazione di partenza di solito \u00e8 drammatica, il protagonista \u00e8 qualcuno di troppo simpatico e troppo furbo per lavorare e, ad un certo punto della storia, capita la grossa occasione di un <em>deus ex-machina<\/em> che riconosce particolari doti al protagonista suddetto fino ad elevarlo dalla sua posizione. Il risultato \u00e8 che si tramanda di generazione in generazione l&#8217;idea che sia possibile vivere alla grande senza fare nulla di particolare. Un&#8217;idea che si radica profondamente negli schemi mentali e fa germogliare frutti strani, a volte pericolosi. Uno di questi, per esempio, \u00e8 il fatto che la Lega Nord abbia costruito il suo consenso sull&#8217;archetipo del meridionale scansafatiche, sul fatto che al Sud si ruba, che gli amministratori sono incompetenti, facendo finta di non sapere che la fortuna dei <em>bauscia<\/em> milanesi \u00e8 stata fatta col sudore e con il sangue dei meridionali partiti in massa per le fabbriche del nord. Eppure, noi che lo sappiamo, a volte ci dimentichiamo della differenza tra la realt\u00e0 e quanto viene raccontato. Sappiamo per esempio che ci sono moltissime amministrazioni corrotte, che tantissimi politici fanno solo i propri interessi, ma che ci sono altrettante persone che svolgono i proprio lavoro con onest\u00e0 e passione. Il problema vero \u00e8 riconoscere gli uni dagli altri e, soprattutto, non lasciarsi tentare dalla faciloneria intellettuale che fa di tutta l&#8217;erba un fascio, contribuendo a propagandare realt\u00e0 falsate e miti pericolosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutta questa premessa per raccontare che qualche giorno fa, sul blog del Fatto Quotidiano di Iside Gjergji, \u00e8 comparso il post <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/01\/18\/bandi-pubblici-truccati-nella-\u201cpuglia-migliore\u201d\/184373\/\"><em>Dei bandi pubblici truccati nella \u201cPuglia migliore\u201d<\/em><\/a> in cui si denunciava l&#8217;ennesimo concorso pubblico col trucco, l&#8217;ennesima raccomandazione, l&#8217;ennesima dimostrazione che la \u201cPuglia migliore\u201d \u00e8 stata solo un miraggio elettorale. Il post inizia con tre righe di commento in cui si definiscono le istituzioni pugliesi \u201cgiungla proto-mafiosa\u201d e poi prosegue con la pubblicazione per intero di una lettera di EP, una giovane <em>intellettuale<\/em> pugliese, che denuncia l&#8217;ennesimo sogno infranto. In sintesi la storia \u00e8 quella di un concorso all&#8217;Universit\u00e0 di Foggia al quale l&#8217;autrice partecipa ma perde perch\u00e9 al suo posto viene preferita un&#8217;altra ragazza. La domanda, legittima, che si pone EP \u00e8 come mai, ad una preparazione di livello internazionale, si preferisce una preparazione magari un po&#8217; pi\u00f9 mediocre. Quindi gi\u00f9 a scrivere di cotte e di crude sulla situazione pugliese, arrivando a dichiarare apertamente il fallimento di un sogno. Tralasciamo l&#8217;analisi dello stile della lettera, da cui traspare che evidentemente \u00e8 stata scritta dopo l&#8217;ennesima delusione, una penna mossa dalla rabbia, pi\u00f9 che dalla ragione, e arriviamo al nocciolo della questione: la vera natura del racconto in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo possiamo chiaramente riconoscere il topos della amministrazione corrotta, l&#8217;idea del tradimento della politica che seduce e non mantiene le promesse, il fatto che il sogno vendoliano si infrange miseramente sugli scogli della corruzione e del qualunquismo. Una <em>giovane intellettuale<\/em> torna a Bari per partecipare al miglioramento del suo territorio e viene tragicamente, sistematicamente, delusa. Una storia come tante, sentita mille volte, spesso al bar, in piazza, al pub con gli amici. Frasi tipo \u201cVendola \u00e8 uguale a tutti gli altri\u201d, oppure ancora peggio, \u201cVendola sei una merda\u201d come gridava un ragazzetto durante il corteo di Monopoli di sabato. Uno schema narrativo di facile successo, perch\u00e9 \u00e8 ormai consolidato nel nostro immaginario il ruolo di antagonista degli amministratori, dei politici, di chi ci governa. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di utilizzare aggettivi: basta dire che qualcuno \u00e8 \u201cconsigliere comunale\u201d per generare automaticamente nei suoi confronti un giudizio negativo. La lettera pubblicata dal Fatto Quotidiano potrebbe essere ambientata ovunque, in qualsiasi luogo nel globo terraqueo per trovare il consenso che cerca. Chi metterebbe in dubbio il fatto che la pubblica amministrazione \u00e8 corrotta? Chi metterebbe in dubbio che ai meritevoli vengono preferiti i raccomandati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltretutto la lettera si inserisce nel filone della critica a Vendola sul tradimento della rivoluzione gentile, del sogno del cambiamento, del fatto che abbia fatto dei compromessi ingiustificabili. Una critica che viene da sinistra al governatore pi\u00f9 di sinistra d&#8217;Italia, un sogno infranto per migliaia di giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure la lettera del Fatto Quotidiano squarcia un impietoso velo su un movimento di pensiero, un&#8217;idea che si moltiplica nell&#8217;immaginario che riguarda il tradimento della rivoluzione. Lo studente preparato che torna in Puglia sperando che, essendo di sinistra ed avendo una laurea, trover\u00e0 il giusto posto nel mondo, grazie alla vittoria di Nichi il gentile, oppure l&#8217;estroso artista che sperava che la Puglia migliore significasse finalmente lavoro a go go. Eppure, se il tradimento c&#8217;\u00e8 stato, non \u00e8 stato sicuramente di una promessa che nessuno ci aveva fatto. Ci vengono in mente le decine di progetti finanziati dai Principi Attivi, aziende nate dal nulla e che ora offrono lavoro a chi lo cerca. Eppure molti per \u201cPuglia migliore\u201d hanno inteso una rivincita personale, la possibilit\u00e0 di mangiare al posto di coloro che finora l&#8217;hanno fatto, lavoro garantito, mutamento radicale dei costumi. Un equivoco di fondo, una confusione generata in parte dalla difficile condizione in cui si trovano decine di migliaia di giovani e in parte dall&#8217;euforia, della immaginaria portata della duplice vittoria vendoliana. Vendola \u00e8 stato considerato il <em>deus ex-machina<\/em> che solleva dalla sua condizione il contadino scaltro, il principe azzurro che avrebbe sposato la bellissima popolana, il re senza figli che avrebbe dato il trono al pi\u00f9 intelligente dei suoi consiglieri. Una carica sovraumana che ha accentuato gli effetti della sua politica, a volte realmente deludente ma che non pu\u00f2 assumersi la responsabilit\u00e0 di ogni tipo di fallimento, sia personale che sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basta leggere la lettera fino in fondo, fino a quando la giovane intellettuale ammette di non essere in possesso dei requisiti richiesti dal bando e che, effettivamente, l&#8217;Universit\u00e0 di Foggia non c&#8217;entra nulla con la Regione Puglia. Vendola e la sua \u201cprimavera\u201d \u00e8 ormai il capro espiatorio, ma proprio questo \u00e8 la dimostrazione che, probabilmente, il suo sogno \u00e8 ormai irrimediabilmente in declino.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6325&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimiliano Martucci Ammesso e non concesso che sia possibile (e scientificamente interessante) definire le radici di un popolo, per quanto mi riguarda utilizzerei le storie popolari. Esse sono, secondo me, la struttura portante sulla quale vengono innestati tutti i tipi di narrazione. 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