{"id":6328,"date":"2012-01-23T00:03:22","date_gmt":"2012-01-22T22:03:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6328"},"modified":"2012-10-11T01:43:58","modified_gmt":"2012-10-10T23:43:58","slug":"sicilia-anteprima-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6328","title":{"rendered":"Sicilia, anteprima dell&#8217;Italia?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3496\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/movimento-dei-forconi-330x239-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/movimento-dei-forconi-330x239-300x217.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/movimento-dei-forconi-330x239.jpg 330w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa sta succedendo in Sicilia? Da giorni si rincorrono notizie confuse e contraddittorie. C&#8217;\u00e8 chi, sull&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo per una protesta che per quasi una settimana ha bloccato l&#8217;isola, si lascia andare definendola \u201crivoluzione\u201d e chi, invece, vi scorge pericolose infiltrazioni di matrice mafiosa e persino fascista. Il web amplifica il dibattito, consentendo anche a chi vive lontanissimo dal teatro degli avvenimenti di intervenire come il pi\u00f9 informato dei testimoni.<!--more--> Ed ecco cos\u00ec fioccare rimandi a \u201cpost\u201d e \u201clink\u201d, che a loro volta rimandano ad altre fonti di seconda e terza (forse anche quarta) mano. E&#8217; in momenti come questi che internet \u2013 e i social network in particolare \u2013 si rivela come un vertiginoso caleidoscopio di opinioni, che levitano sopra i fatti come nuvole gravide di poggia, pronte a scaricare su di essi lampi e grandine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto la moda dei \u201cforconi\u201d cerca di estendersi anche nelle altre regioni di Italia, sfruttando proprio il web. Ma di cosa stiamo parlando? Che sta succedendo davvero in Sicilia? Se si vuol cercare di capire davvero qualcosa da Taranto \u00e8 per forza con lui che bisogna andare a parlare&#8230; Rosario Rappa, attualmente segretario provinciale della FIOM, palermitano. Gi\u00e0 segretario regionale del PRC siciliano, Rappa conosce bene le dinamiche della sua terra e sulla protesta ha un&#8217;idea abbastanza chiara. \u201cIl movimento \u00e8 nato dalle grandi compagnie di trasporto e da chi commercializza i prodotti agricoli \u2013 il mercato ortofrutticolo di Vittoria, tanto per intenderci. Attorno vi si sono posti soggetti legati all&#8217;esperienza Lombardo, che hanno fatto riemergere una delle costanti fondamentali della storia siciliana: l&#8217;autonomismo.\u201d Ma la protesta non \u00e8 rimasta circoscritta alle categorie che per prima l&#8217;avevano sostenuta: come un cratere aperto ha finito per inghiottire le molte situazioni di disagio che l&#8217;isola vive. \u201cVia via si sono aggregati pezzi di contadini che gi\u00e0 da un paio d&#8217;anni si muovevano (penso a tutto il gruppo che ruota attorno ad \u201cAltra agricoltura\u201d, prevalentemente piccoli produttori che stanno attraversando una crisi gravissima). Intorno a queste rivendicazioni si sono poi intrecciati pezzi di movimento studentesco \u201cantagonista\u201d (centri sociali), ma anche pezzi di Forza Nuova, che ha radici solide in particolare a Catania.\u201d E la mafia&#8230; \u201c In Sicilia nulla succede senza che la Mafia non c&#8217;entri. Ma questo non vale solo \u2013 come ha denunciato Lo Bello [presidente di Confindustria Sicilia, <em>ndr<\/em>], che rispetto \u2013 quando ci sono i blocchi stradali. Quegli stessi trasportatori che fanno blocco in realt\u00e0 sono infatti gli stessi che servono le imprese siciliane: non si pu\u00f2 dire che siano <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00abin odor di mafia\u00bb<\/span> se protestano e <span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00abpersone oneste\u00bb <\/span>se non creano disturbo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una \u201cmiscela esplosiva\u201d, la definisce Rappa, che legge quello che sta accadendo attraverso due categorie politico-culturali profondamente intrecciate nella storia siciliana: il \u201cribellismo\u201d e il \u201cseparatismo\u201d. \u201cE&#8217; una tradizione che la Sicilia coltiva da fine Ottocento, dall&#8217;esperienza dei Fasci siciliani: quando si raggiunge il livello di insopportabilit\u00e0 scatta il meccanismo del ribellismo. Il punto vero \u00e8 che c&#8217;\u00e8 una piattaforma equivoca, in cui ognuno rivendica il suo pezzo e tutti fanno pressione su Lombardo in funzione anti-Roma \u2013 una logica tipica della Sicilia.\u201d Ed ecco che subentra il secondo elemento: \u201cIl tema \u00e8 sempre quello di chi ritiene che, dai Borbone in avanti, siamo stati colonizzati. In questo schema rientra lo stesso Salvatore Giuliano e il movimento separatista dell&#8217;immediato dopoguerra. Questo \u00e8 un elemento culturale profondamente radicato in Sicilia: il problema sentito da molti \u00e8 staccarsi dall&#8217;Italia. Si tenga conto che lo stesso Lombardo, incontrando i manifestanti, ha detto che sostanzialmente hanno ragione, ma che il problema lo deve risolvere il governo nazionale.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elemento culturale dunque \u2013 il ribellismo intrecciato col separatismo \u2013 che fa da detonatore a una situazione socio-economica giunta \u201cal limite dell&#8217;insopportabilit\u00e0\u201d. Eppure ci chiediamo se quello stesso malessere avrebbe potuto essere intercettato da altre forze politiche, con esiti magari pi\u00f9 costruttivi. Un precedente storico in fondo ci sarebbe: il movimento degli abusivi dei primi anni &#8217;80. \u201cIl movimento degli abusivi \u2013 spiega Rappa \u2013 fu capeggiato per una lunga fase dal sindaco di Vittoria, Monello, che poi divenne deputato del PCI. Proponeva lo schema dell&#8217;<span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">\u00ababusivismo di necessit\u00e0\u00bb<\/span>: fu un moto di ribellione di tutti gli emigrati che, ritornati in Sicilia, avevano costruito case abusive nelle campagne. Si tratt\u00f2 di un movimento di popolo che fu intercettato dal PCI, anche perch\u00e9 questo era un grande partito che aveva le antenne sul territorio, per cui capt\u00f2 e si pose alla testa di un movimento che aveva anche delle contraddizioni (al suo interno c&#8217;erano anche speculatori). Non sto esaltando quell&#8217;esperienza; sto dicendo che comunque la protesta allora fu governata da un partito.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, le \u201cantenne sul territorio\u201d&#8230; \u201cEssendo fuori non c&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 di interloquire.\u201d, dice Rappa. E d&#8217;altra parte le stesse componenti sociali cui la sinistra siciliana era pi\u00f9 legata sono oggi molto pi\u00f9 deboli di un tempo: con la chiusura di Termini Imerese e la pi\u00f9 vasta \u201cdesertificazione industriale\u201d che ha interessato l&#8217;isola nell&#8217;ultimo ventennio alla sinistra pare sia venuto meno il mare nel quale aveva nuotato fino a quel momento. Anche nei poli industriali ancora attivi \u2013 Priolo, Gela \u2013 la debolezza del movimento operaio di fronte alla protesta \u00e8 apparsa in tutta la sua drammaticit\u00e0: \u201cnon c&#8217;\u00e8 stato n\u00e9 un incontro n\u00e9 un&#8217;intesa fra operai e trasportatori: questi hanno fatto un blocco all&#8217;entrata.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo cos\u00ec al punto di partenza: \u201cdesertificata\u201d delle principali attivit\u00e0 industriali, con un&#8217;agricoltura da tempo in crisi, il quadro sociale dell&#8217;isola \u00e8 dei pi\u00f9 foschi. \u201cQui non stiamo parlando di poche migliaia di persone; parliamo di centinaia di migliaia di persone coinvolte nella crisi. E il fatto che molte di queste, disperate, si siano via via aggregate alla protesta la dice lunga sul livello di sopportazione economica cui si \u00e8 arrivati.\u201d Sotto quest&#8217;ottica la Sicilia sembra un&#8217;anticipazione di quello che potrebbe accadere a breve in Italia se altri e ben pi\u00f9 vasti processi di de-industrializzazione e di arretramento produttivo dovessero andare a termine. Un&#8217;esplosione di rabbia cieca, abilmente manipolata da gruppi di potere, rivolta contro quel che resta delle istituzioni democratiche. Uno scenario davvero da fine della Repubblica di Weimar. Se solo ci fosse una sinistra con &#8220;le antenne sul territorio&#8221;&#8230;<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6328&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Cosa sta succedendo in Sicilia? Da giorni si rincorrono notizie confuse e contraddittorie. C&#8217;\u00e8 chi, sull&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo per una protesta che per quasi una settimana ha bloccato l&#8217;isola, si lascia andare definendola \u201crivoluzione\u201d e chi, invece, vi scorge pericolose infiltrazioni di matrice mafiosa e persino fascista. 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