{"id":6355,"date":"2012-01-16T00:03:00","date_gmt":"2012-01-15T22:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6355"},"modified":"2013-10-28T11:25:19","modified_gmt":"2013-10-28T09:25:19","slug":"diritto-allo-studio-un-punto-di-non-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6355","title":{"rendered":"Diritto allo studio: un punto di non ritorno?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3425\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/borse-di-studio-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/borse-di-studio-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/borse-di-studio.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <em><strong>Mara Pavone<\/strong> <\/em>e<em> <strong>Remo Pezzuto<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.<\/em>\u201d<br \/>\nCos\u00ec recita l\u2019art. 34 della Costituzione Italiana. Sembra che l\u2019intento dei padri costituenti di voler porre sullo stesso piano i giovani meritevoli del nostro paese, a prescindere dalla loro capacit\u00e0 economica, venga disatteso giorno per giorno, attraverso tagli indiscriminati a questo importante istituto e tentativi di sostituire le borse di studio con i prestiti d\u2019onore e altri mezzi a \u201ccosto zero\u201d per lo Stato, ma che hanno un costo altissimo per la collettivit\u00e0.<!--more--><br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec che in Piemonte, regione virtuosa che, fino allo scorso anno, aveva una copertura di borse di studio pari al 100% dei richiedenti, da quest&#8217;anno escluder\u00e0 circa 8000 studenti (il 70% degli aventi diritto) dall&#8217;esser beneficiari di ci\u00f2 che gli spetta per \u201creddito e merito\u201d, mentre i \u201cvincitori\u201d ad oggi non hanno ancora ricevuto alcun versamento in quanto l\u2019EDISU non dispone di alcun fondo per erogare le borse, a parte qualche milione per il funzionamento delle strutture. Dal 10 gennaio \u00e8 stata infatti dichiarata l\u2019impossibilit\u00e0 di approvare il bilancio, di erogare le borse di studio e l&#8217;ente di fatto \u00e8 stato commissariato e verr\u00e0 gestito per via eccezionale (cio\u00e8 pagando tutte le spese) approvando il bilancio del mese ogni 30 giorni.<br \/>\nLa figura dello studente \u201cidoneo non vincitore\u201d \u00e8 una anomalia tutta italiana e tra gli 8000 studenti idonei non beneficiari di Torino, ci sono anche Amna e Khaled, due fratelli di 19 e 21 anni arrivati a Torino a settembre per studiare nel Politecnico, retto fino a poco tempo fa dall\u2019attuale Ministro dell\u2019Istruzione Profumo. Loro padre ha una pensione di 450 euro al mese e sei figli da mantenere e non ha quindi la possibilit\u00e0 di sostenere le spese per i loro studi. Risultati idonei al concorso di borse di studio, in attesa dell\u2019uscita delle graduatorie hanno chiesto un posto in una foresteria a pagamento, in modo tale da poter saldare il conto con la prima rata della borsa e poter ottenere un posto alloggio gratuito. Purtroppo le cose sono andate diversamente, poich\u00e9 a causa dei tagli operati dall\u2019EDISU i due fratelli non hanno avuto ci\u00f2 che gli spettava di diritto e la polizia ha bussato alla loro porta presso la residenza in via Borsellino, cacciandoli. L\u2019ente per il diritto allo studio ha offerto loro un posto in una residenza a Vercelli, ma non hanno i soldi necessari per pagarsi il biglietto del treno ogni giorno, visti i tagli ai trasporti pubblici e l&#8217;aumento sproporzionato del loro costo. La loro situazione forse sar\u00e0 la situazione di tanti altri, nonostante L\u2019EDISU prima delle vacanze di Natale abbia operato una variazione di bilancio che ha permesso di reintegrare 3000 degli idonei non vincitori, ma la situazione rimane comunque critica.<br \/>\nIn seguito a questo episodio si \u00e8 inasprita ancora di pi\u00f9 la protesta degli studenti torinesi contro i tagli del diritto allo studio nel Piemonte; costoro, dopo un\u2019assemblea a Palazzo Nuovo, si sono diretti verso la casa dello studente di Via Verdi 15, da tempo in stato di abbandono perch\u00e9 mancano i fondi per ristrutturarla , occupandola. Un&#8217; analoga situazione si \u00e8 verificata a Catania ad inizio mese dove due stabili acquistati e ristrutturati dall\u2019Universit\u00e0, che sarebbero dovuti diventare delle residenze universitarie, mai aperti e abbandonati per otto anni, sono stati occupati dal Collettivo Aleph. In una situazione di crisi mondiale, ci si aspetterebbe da parte delle istituzioni un\u2019attenzione maggiore, un maggiore investimento verso il diritto allo studio, l&#8217;universit\u00e0, verso le classi giovanili, uno sforzo per poter risolvere la situazione. Rimaniamo quindi basiti nel leggere le dichiarazioni di <strong>Elena Maccanti<\/strong> (Assessore regionale della Lega Nord) secondo la quale le borse di studio \u201c<em>sono soldi sprecati che la Regione toglie ad anziani e a malati, non \u00e8 pensabile che in questi tempi di economie la Regione stanzi altri fondi sul diritto allo studio universitari<\/em>o\u201d, o quelle del presidente dell\u2019EDISU di Torino che ha bollato l\u2019occupazione di quella residenza abbandonata come un \u201catto di violenza\u201d. Da questo tipo di dichiarazioni, e in genere da tutte le scelte operate soprattutto negli ultimi anni (queste situazioni sono infatti figlie dei tagli al DSU operato dall\u2019ex ministro Gelmini e Tremonti) emerge un quadro ben chiaro: nel nostro paese, da Torino a Catania, \u00e8 in atto uno smantellamento del diritto allo studio, visto ormai come un retaggio del passato da eliminare per sempre. In Italia sono in atto una serie di operazioni da parte di politici militanti in vari schieramenti (da Valditara a Ichino per fare qualche esempio) che mirano a trasformare il diritto allo studio in un sistema che mette i capaci e meritevoli privi di mezzi nella condizione di doversi indebitare per pagarsi gli studi. Questo \u00e8 molto pericoloso se si pensa che un sistema del genere negli USA ha provocato un forte indebitamento delle famiglie americane che non riescono pi\u00f9 a poter garantire ai propri figli (che magari cercano anche un lavoro per pagarsi in parte gli studi) la possibilit\u00e0 di laurearsi, per non parlare poi del calo di immatricolazioni registrato in Gran Bretagna (circa l\u20198%). Emerge poi un&#8217;altra questione: le istituzioni, che dovrebbero essere il nostro interlocutore, non solo non sono in grado di comprendere le nostre esigenze: si rifiutano anche di avere un qualsiasi dialogo con noi. I ragazzi che hanno occupato la casa dello studente a Torino e sono stati accusati di aver compiuto un \u201catto di violenza\u201d, cos\u00ec come gli studenti catenesi, in realt\u00e0 hanno creato un laboratorio politico, parlano e si confrontano sulle problematiche e pensano alle possibile alternative per uscire da questa situazione. Siamo arrivati al punto che per essere presi in considerazione dobbiamo scendere in piazza o occupare qualche luogo, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico modo che abbiamo per farci ascoltare. E\u2019 questa l\u2019anomalia. Il sistema del diritto allo studio in Italia non va, presenta una serie di problemi, dalla mancanza di fondi ai mancati controlli sulle false dichiarazioni ISEEU. Noi come studenti abbiamo sempre contestato questo sistema e proposto l\u2019alternativa, ma nessuno ha mai cercato di capire le nostre proposte; piuttosto si pensa a favorire il sistema dei prestiti d\u2019onore, incoraggiando un sistema in cui potranno studiare solo coloro che hanno la possibilit\u00e0 di pagarsi gli studi, alla faccia del principio di uguaglianza sostanziale della Costituzione. Ci viene detto che c\u2019\u00e8 la crisi, che i sacrifici dobbiamo farli tutti. Dalle parole del discorso di fine anno del capo dello Stato si evince, invece, che si deve investire nei giovani. Quello che \u00e8 successo a Torino invece dimostra che i sacrifici li stiamo facendo solo noi e li stiamo facendo per far si che banchieri, politici e ogni altro parassita di questa societ\u00e0 possa continuare a vivere agiatamente. La domanda \u00e8: cosa ne sar\u00e0 di un paese che non investe nei propri giovani e che sta distruggendo le speranze e il futuro di una intera generazione?<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6355&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mara Pavone e Remo Pezzuto &#8220;I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi. 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