{"id":6450,"date":"2011-12-12T00:02:00","date_gmt":"2011-12-11T22:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6450"},"modified":"2012-10-11T15:34:35","modified_gmt":"2012-10-11T13:34:35","slug":"la-verita-sul-debito-pubblico-italiano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6450","title":{"rendered":"La verit\u00e0 sul debito pubblico italiano*"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3176\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/debito-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/debito-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/debito.jpg 628w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>di <strong><em>Mattew Dalton<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le autorit\u00e0 europee stanno trattando i problemi di debito dell\u2019Italia come il prodotto di una cultura politica malata. La vulgata popolare, che arriva da Bruxelles e Francoforte, pretende che asettici tecnocrati, con aiuti e consulenze provenienti dall\u2019eurozona, introducano riforme necessarie in un sistema economico eccessivamente conformista.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un\u2019occhiata pi\u00f9 attenta rivela che il fardello del pesante debito italiano non \u00e8 il risultato della dissipatezza del recente governo \u2013 certamente non comparabile con la la dissipatezza di altri governi nel mondo. Esso risulta, invece, la risposta italiana alle politiche introdotte pi\u00f9 di 30 anni fa per gettare le basi dell\u2019euro<br \/>\nNel 1979 le nazioni europee crearono lo SME, il Sistema monetario Europeo. Lo Sme impose ai paesi aderenti che la valuta locale si muovesse entro una banda di oscillazione fissa e predefinita rispetto ad ogni altra valuta aderente: tutto ci\u00f2 con il preciso intento di limitare la volatilit\u00e0 del tasso di cambio in previsione dell\u2019introduzione della moneta unica.<br \/>\nCi\u00f2 signific\u00f2 per l\u2019Italia \u2013 il paese con uno dei tassi d\u2019inflazione pi\u00f9 alti al mondo \u2013 l\u2019obbligo di alzare enormemente il tasso d\u2019interesse per non vedere la propria valuta crollare rispetto al Marco tedesco e uscire dalla banda di oscillazione prefissata. Nel 1981 la Banca d\u2019Italia alz\u00f2 il tasso di sconto al 19% e questo tasso rimase sempre sopra il 10% fino al 1993.<br \/>\nQuesto evento ebbe un impatto drammatico sulle finanze pubbliche italiane. I BTP decennali italiani raggiunsero il picco del 20% di tasso di interesse e la media del tasso fu sempre sopra il 14% fino al 1993, comunque sempre sopra l\u2019inflazione. (Ci\u00f2 dimostra che l\u2019Italia ha gi\u00e0 pagato tassi di interesse al di sopra del 7% reale e ha gi\u00e0 vissuto alla giornata nel passato; la paura che attanaglia gli investitori odierni deriva dal timore che i tassi non si fermino. ma aumentino in modo spaventoso).<br \/>\nDurante quel periodo il debito pubblico esplose da meno del 60% del PIL nel 1980 al 120% del PIL nel 1994 \u2013 molto vicino ai livelli attuali. L\u2019ammontare degli interessi rispetto al PIL sal\u00ec da meno del 4% al 12%.<br \/>\nGli economisti, poi, si soffermano su un\u2019altra riforma adottata nel 1981 che avrebbe anticipato la politica monetaria della zona euro: la Banca d\u2019Italia divorzi\u00f2 dal Tesoro e non fu pi\u00f9 costretta a comprare i titoli di debito rimasti invenduti nelle aste del debito pubblico.<br \/>\n\u201cL\u2019indipendenza della Banca d\u2019Italia a seguito di questo divorzio fu l\u2019origine del grande fardello del debito pubblico italiano\u201d, ha detto Fabio Padovano, un economista dell\u2019Universit\u00e0 di Roma.<br \/>\nQuando l\u2019inflazione italiana super\u00f2 il 20% &#8211; e lo fece negli ultimi anni \u201970 e nei primi anni \u201980 \u2013 fu comprensibile che la Banca d\u2019Italia mantenesse il tasso d\u2019interesse a livelli altissimi per difendere la lira dalla svalutazione; ma anche dopo il 1986, quando l\u2019inflazione croll\u00f2 sotto il 6,5% e ci rimase, la Banca d\u2019Italia lasci\u00f2 i tassi altissimi. Nel 1992 i tassi d\u2019interesse erano al 15% nonostante l\u2019inflazione fosse sotto il 5%.<br \/>\nCon il tasso d\u2019interesse reale \u2013 cio\u00e8 la differenza tra tasso d\u2019interesse applicato dai titoli di debito ed il tasso d\u2019inflazione &#8211; cos\u00ec alto \u00e8 normale che il debito pubblico italiano fosse destinato a salire cos\u00ec tanto.<br \/>\nMa negli anni \u201980, con nella mente ancora l\u2019altissima inflazione degli anni passati, il desiderio di proteggere la lira italiana dalla svalutazione per restare nello SME pes\u00f2 nono poco sui politici italiani, sebbene la Banca d\u2019Italia avesse dovuto accettare non poche altre richieste di svalutazione fino dall\u2019ingresso nello SME.<br \/>\n\u201cGli italiani erano terrorizzati\u201d dice Padovano \u201cnel senso che avevano una storia di tassi reali negativi\u201d.<br \/>\nCon la Banca d\u2019Italia non pi\u00f9 costretta ad acquistare i titoli di debito italiano all\u2019asta, per essere piazzati i titoli dovevano essere appetibili per il pubblico e dovevano quindi promettere un tasso d\u2019interesse reale elevato. Come la Banca Centrale Europea, anche la Banca d\u2019Italia si fece la reputazione di banca indipendente.<br \/>\nQuanto detto non significa che i problemi del debito italiano siano completamente sconnessi da pratiche di spesa pubblica allegre e politici italiani sconsiderati. Nel 1975 il deficit spending italiano era il 12% del PIL \u2013 il deficit primario al netto degli interessi era al 7% del PIL . Ma da allora il controllo dell\u2019Italia sulle finanze pubbliche \u00e8 costantemente migliorato.<br \/>\nQuesti numeri, comunque, contengono l\u2019inizio di un trend preoccupante: il pagamento degli interessi cominci\u00f2 a contare per una parte cospicua del deficit . Nel 1985 il deficit era il 12% del PIL italiano, ma il deficit primario era meno del 5% . Il deficit primario continu\u00f2 a scendere fino ad arrivare al surplus dal 1992: l\u2019Italia ha fatto registrare surplus primari fino al 2009, quando la Grande Crisi \u00e8 cominciata. Il danno causato al debito italiano dall\u2019impatto dell\u2019alto tasso di interesse va al di l\u00e0 della dimensione del debito stesso. Gli alti tassi d\u2019interesse hanno notevolmente ridotto la crescita dell\u2019economia italiana. L\u2019Italia ha fatto registrare uno dei pi\u00f9 alti tassi medi di crescita al mondo nel periodo post-bellico (dal 1950 al 1973 ), ma la crescita media dell\u2019economia tra il 1980 e il 1992 \u00e8 sta solo del 2,1%. Dal 1995, anno dell\u2019ultima svalutazione, la crescita italiana \u00e8 stata di gran lunga la pi\u00f9 bassa tra tutti i paesi d\u2019Europa. Senza crescita il peso del debito pubblico non si pu\u00f2 abbattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I banchieri centrali italiani si sono trovati a fare scelte non semplici a met\u00e0 degli anni \u201980 quando l\u2019inflazione scese: tagliare i tassi d\u2019interesse avrebbe potuto significare riaccendere l\u2019inflazione. Ma adesso il paese se la sta vedendo con il fardello di politiche economiche che hanno preparato l\u2019avvento dell\u2019euro, politiche che, con il senno di poi, potrebbero aver mantenuto il tasso d\u2019interesse troppo alto per troppo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; font-size: 11px;\">Tratto da Wall Street Journal del 18\/11\/2011. Titolo originale: &#8220;Italy&#8217;s Debt Woes, 30 years making&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; font-size: 11px;\">Traduzione a cura di Roberto Polidori<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6450&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mattew Dalton Le autorit\u00e0 europee stanno trattando i problemi di debito dell\u2019Italia come il prodotto di una cultura politica malata. 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