{"id":6474,"date":"2011-12-05T00:04:21","date_gmt":"2011-12-04T22:04:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6474"},"modified":"2013-10-28T11:25:37","modified_gmt":"2013-10-28T09:25:37","slug":"i-lanzichenecchi-della-cultura-lo-strano-caso-dellex-convento-san-francesco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6474","title":{"rendered":"I Lanzichenecchi della Cultura. Lo strano caso dell&#8217;ex convento San Francesco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3116\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/CASERMA-ROSSAROL-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/CASERMA-ROSSAROL-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/CASERMA-ROSSAROL.jpg 696w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Remo Pezzuto<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor prima del nostro insediamento in Citt\u00e0 Vecchia, nell&#8217;ormai tanto citato ex Convento San Francesco, tutti sapevamo che il volto di quello che fu il fulcro della vita culturale della Magna Grecia \u2013 e che dovrebbe essere il centro del sapere del Polo Universitario Jonico \u2013 sarebbe cambiato e sicuramente migliorato. Sono stato io stesso fra i capofila della schiera di folli menti di studenti, docenti e ricercatori che, in controtendenza rispetto alla classe politica tarantina \u2013 impegnata nel frattempo ad allargare la citt\u00e0 con \u201cvarianti\u201d e la periferizzazione delle sedi universitarie \u2013, ha scommesso nella ripopolazione del centro storico e del meraviglioso sito.<!--more--> Con ci\u00f2 eravamo convinti che non solo sarebbero migliorate le condizioni di vita degli universitari tarantini, prima ospitati da da sedi a dir poco fatiscenti e indegne di essere definite \u201cuniversitarie\u201d, ma che lo stesso Polo Jonico avrebbe avuto quello slancio culturale (e forse sviluppo) che aspettavamo da ormai tanti anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tanto atteso trasferimento \u00e8 avvenuto a settembre: in fretta e furia tutti si sono dati da fare per accogliere dai primi di ottobre gli studenti universitari all&#8217;interno della nuova sede. La ditta delle pulizie con ritmi serrati \u2013 quasi da catena di montaggio \u2013 hanno ripulito ci\u00f2 che in tanti anni, dalla fine dei lavori, si era sedimentato sui sei piani della struttura. L&#8217;installazione del nuovo e vecchio mobilio \u00e8 avvenuta tutta in 15 giorni, il trasferimento delle segreteria anche. In maniera rapidissima si \u00e8 data finalmente una svolta decisiva a quella che agli studenti appariva ormai come una prosopopea, visto che da circa 8 anni gli veniva ripetuto: \u201cIl prossimo mese ci trasferiremo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sin dall&#8217;inizio ci siamo resi conto che le nostre condizioni all&#8217;interno della struttura sarebbero state per un breve periodo un po&#8217; precarie, ma non ci siamo minimamente posti il problema. Gi\u00e0 il fatto di studiare in una vera biblioteca, di avere un tetto dignitoso e spazi finalmente dedicati a noi, ci aveva resi orgogliosi della nuova situazione. Lasciamo stare il fatto, ad esempio, che gli scaffali dei libri fossero in ferro e non magari in legno \u2013 come avrebbe richiesto un senso quasi solenne di rispetto per la bellezza della struttura \u2013 oppure che i tre piani sotterranei (dove sono situati gli studi dei docenti) non fossero ancora del tutto pronti, i laboratori ancora spogli, la linea telefonica e internet da allacciare; l&#8217;importante era aver fatto finalmente questo passo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, ad un certo punto, lo stupore iniziale \u00e8 terminato. Appurato che il nostro trasferimento era finalmente avvenuto e palesato il nostro compiacimento per aver messo piede in Citt\u00e0 Vecchia, le problematiche che ho sopra elencato,hanno iniziato a sembrarci un grande ostacolo al nostro diritto allo studio e alla funzionalit\u00e0 piena della struttura. Numerosi convegni si susseguivano giorno dopo giorno, su svariati temi culturali e scientifici, ma le condizioni e le problematiche elencate non vedevano alcuna risoluzione. Ci \u00e8 sembrato a questo punto di frequentare solo un grande e storico contenitore, che in realt\u00e0 non aveva i minimi servizi per noi studenti universitari, diventati paradossalmente, dopo i tagli del Governo, i primi sostenitori e finanziatori dell&#8217;Universit\u00e0 Pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le miriade di domande passateci per la mente hanno messo in discussione ogni nostro sentimento di felicit\u00e0 per il trasferimento. Possibile che tutti i lavori non fossero stati fatti e pensati prima del nostro arrivo? Ad esempio l&#8217;allaccio alla linea telefonica, che permette agli studenti di chiamare e chiedere informazioni, oppure agli impiegati stessi di lavorare sui terminali, mettere gli avvisi sul sito web e in questo modo essere posti nelle condizioni di svolgere al meglio il loro lavoro? Possibile che siano sono 7 gli impiegati delle pulizie, naturalmente tutti con lo stesso contratto di lavoro (1 ora e 30 al giorno), per una struttura cos\u00ec grande? Possibile che con tutti i soldi spesi e stanziati per l&#8217;acquisto del nuovo mobilio solo pochissime aule (5 per l&#8217;esattezza) hanno banchi nuovi? E comunque si \u00e8 costretti a seguire seduti sul pavimento per la mancanza di sedie? E&#8217; possibile che nella sala lettura non ci siano luci adatte?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A queste domande nessuno ci ha saputo dare una risposta, n\u00e9 il personale dell&#8217;Universit\u00e0, n\u00e9 i presidi, n\u00e9 tanto meno i responsabilit\u00e0 maggiori, ossia i dirigenti del Polo Universitario Jonico. Pi\u00f9 volte ci siamo appellati a loro e abbiamo chiesto spiegazioni, ma le risposte sono state sempre le stesse: \u201cI lavori verranno fatti, piano piano, ma verranno fatti\u201d; \u201cStiamo provvedendo\u201d; \u201cStiamo cercando i soldi\u201d. E&#8217; come se dal Marzo 2009 (mese in cui c&#8217;\u00e8 stato la consegna della struttura e il passaggio con il comodato d&#8217;uso dal Comune all&#8217;Universit\u00e0) ad oggi non fosse stato fatto assolutamente nulla. Solo ora, proprio con il nostro insediamento, si aprir\u00e0 un vero e proprio cantiere durante le nostre giornate di lezione e di studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi fa rabbrividire il solo pensiero di vedere gli operai montare ora gli allarmi e i fili dell&#8217;anti-incendio \u2013 come se non fossero le prime cose da fare all&#8217;interno di una struttura pubblica \u2013 mentre gli estintori che possiamo \u201cvantarci\u201ddi avere sono scaduti nel 2005. Per quanto sia una struttura storica, non vogliamo che sia \u201cstorica\u201d anche la sicurezza al suo interno. Dal Rettore in persona mi \u00e8 stato detto, dopo la nostra denuncia, che dobbiamo aspettare ancora un po, che i lavori verranno fatti il prima possibile e che \u00e8 normale avere qualche problematica dopo soli 3 mesi dal trasferimento. Vogliamo confidare nelle sue parole, voglio ancorarmi al suo senso di responsabilit\u00e0 verso l&#8217;intera comunit\u00e0 studentesca e dire che aspetteremo ancora un po&#8217;, ma precisiamo: non molto; e che comunque ci approcceremo con spirito critico ad ogni cosa che non va. In fondo apparteniamo tutti alla grande famiglia dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riportando il discorso invece ai momenti precedenti il nostro trasferimento all&#8217;interno della nuova sede, sapevamo e speravamo anche che questa sarebbe diventata il centro non solo dello sviluppo universitario, ma anche di quello culturale. Visti gli ampi spazi, si sarebbero potute ospitare tutte quelle esperienze che avrebbero voluto contribuire alla crescita della citt\u00e0. Come gi\u00e0 detto, i convegni all&#8217;interno dell&#8217;Ex convento San Francesco, si sono susseguiti di giorno in giorno, da quelli pi\u00f9 politici, come \u201cil futuro del Polo Scientifico tecnologico di Taranto\u201d a quelli di sfondo sociale come \u201cLa giornata mondiale contro l&#8217;Aids e la sua prevenzione\u201d. Nulla ci ha mai fatto ricredere su questo ruolo dell&#8217;Universit\u00e0, sintesi e centro del sapere cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero di tenere tutta per noi questa meravigliosa struttura non ci ha mai neanche sfiorato, ma ad un certo punto, quando piuttosto che farla vivere interamente agli studenti, in realt\u00e0 la si apriva solo agli esterni, abbiamo iniziato a storcere il naso. Quando alla nostra richiesta di utilizzare l&#8217;ex chiesetta, ora adibita a spazio di rappresentanza e convegni, per un seminario da noi organizzato ci \u00e8 stato risposto in maniera negativa, abbiamo ben capito che quella struttura ormai aveva perso qualunque carattere universitario e studentesco. Un bel gioiello da sfoggiare nelle occasioni mediatiche e politiche, meno per la reale sua funzione. E&#8217; sotto gli occhi di tutti ormai la sovraesposizione mediatica della struttura, forse anche dovuta a noi studenti che molto volentieri esterniamo i nostri disagi entrando nel merito delle cose che non vanno. Le aspettative erano grandi e pertanto \u00e8 normale che chiediamo quello che ci \u00e8 dovuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso per\u00f2 gli interessi legittimi di noi studenti vanno a scontarsi con logiche di potere che non ci devono vedere partecipi, ma che indirettamente ci coinvolgono e colpiscono. Proprio questa settimana, il Rotary Club della nostra citt\u00e0, nota \u201cassociazione di beneficenza\u201d (si fa per dire naturalmente), ha tenuto una iniziativa all&#8217;interno della struttura, in particolare in quello spazio che ci era stato rifiutato. Non una iniziativa comune e di carattere pubblico, non un semplice convegno, ma un ricevimento a cui hanno partecipato le pi\u00f9 alte cariche, con un buffet e tavoli banditi da fare invidia ad una sala di un lussuosissimo \u201cRist\u00f2\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non poniamo il dubbio su chi abbia sovvenzionato la serata (Il Rotary), perch\u00e8 altrimenti avremmo tutti i motivi per essere incavolati, ma ci chiediamo se il carattere simposiaco sia in realt\u00e0 da accettare all&#8217;interno di quello che \u00e8 il \u201csancta sanctorum\u201d del Sapere. Come se la convivialit\u00e0 abbia un carattere culturale. E anche se volessimo accettare questa idea, quello che ci chiediamo \u00e8: perch\u00e8 a noi studenti viene preclusa ogni iniziativa culturale all&#8217;interno di determinati spazi? Perch\u00e8 non possiamo proporre eventi extradidattici oltre il normale orario di apertura della sede, mentre ad altri questo \u00e8 permesso e, ribadisco, non per eventi pubblici? Questo a mio parere \u00e8 mercificazione dei luoghi del sapere e della cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che il pensiero gelminiano di aprire l&#8217;universit\u00e0 ai privati si sia gi\u00e0 ben radicato nei nostri dirigenti, che sperano in questo modo di attrarre fondi o di permettere che gli esterni siano privilegiati rispetto agli interni? In fin dei conti, come dicevo, chi sovvenziona realmente l&#8217;universit\u00e0, oggi, siamo noi studenti, con i nostri contributi e le nostre cospicue tasse, a cui non corrispondono ormai servizi; e abbiamo quindi tutto il diritto di vivere la struttura e l&#8217;Universit\u00e0 in ogni tempo e spazio che vogliamo. Non possiamo permettere che si oltrepassi il limite della decenza: la nostra partecipazione alla vita universitaria passa anche da questo, nella tutela del carattere e uso pubblico delle strutture universitarie, da preservare come \u201cbene comune\u201d.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6474&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Remo Pezzuto Ancor prima del nostro insediamento in Citt\u00e0 Vecchia, nell&#8217;ormai tanto citato ex Convento San Francesco, tutti sapevamo che il volto di quello che fu il fulcro della vita culturale della Magna Grecia \u2013 e che dovrebbe essere il centro del sapere del Polo Universitario Jonico \u2013 sarebbe cambiato e sicuramente migliorato. 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