{"id":6506,"date":"2011-11-28T00:03:37","date_gmt":"2011-11-27T22:03:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6506"},"modified":"2013-10-28T11:14:43","modified_gmt":"2013-10-28T09:14:43","slug":"lo-spread-tra-milan-e-barcellona","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6506","title":{"rendered":"Lo spread tra Milan e Barcellona"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2989 alignleft\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/1980-Mensa-aziendale-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/1980-Mensa-aziendale-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/1980-Mensa-aziendale.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Vincenzo Vestita<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mense aziendali dell&#8217;Ilva sono luoghi strani per il contesto in cui sono inserite. In poco pi\u00f9 di mezzora si concentrano centinaia di lavoratori provenienti da diversi reparti per consumare il meritato pasto a met\u00e0 della giornata di lavoro. E&#8217; strano innanzitutto l&#8217;orario, le 11 di mattina; un orario in cui nelle city economico-finanziarie si inizia a pensare all&#8217;aperitivo in qualche prestigiosa caffetteria, noi in fabbrica (luogo in cui si sostanzia l&#8217;economia reale che pi\u00f9 reale non si pu\u00f2) si va a pranzare. E siccome il tempo \u00e8 denaro (il tempo \u00e8 nostro, il denaro \u00e8 del padrone), l&#8217;ora di pausa non \u00e8 retribuita.<!--more--> Arrivi e fai la fila per lavarti le mani, fai la fila per prendere il vassoio e fai la fila per prendere un primo, un secondo e un contorno che, cambiando l&#8217;ordine degli addendi, sono praticamente sempre quelli (che sia profumo di mare o profumo di bosco, giusto il profumo ci trovi). Intanto un mega schermo posizionato strategicamente davanti ai tuoi occhi ti dice che nell&#8217;ultimo numero de \u201cIl Ponte\u201d il sindaco di Taranto elogia gli enormi sforzi compiuti dall&#8217; ILVA nel rendere la fabbrica eco-compatibile e nel passaggio successivo un comunicato dell&#8217; Ing. Buffo, Rappresentante della Direzione per la Qualit\u00e0, l&#8217;Ambiente e la Sicurezza, ci spiega, in buona sostanza, che le prescrizioni contenute nell&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale non servono a niente perch\u00e9 l&#8217;ILVA \u00e8 gi\u00e0 eco-sostenibile cos\u00ec com&#8217;\u00e8 e che il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale riguarda esclusivamente questioni tecniche. Non voglio entrare nel merito dell&#8217; AIA concessa quest&#8217;anno dopo un iter lunghissimo, della quantit\u00e0 e della qualit\u00e0 delle prescrizioni previste alle quali l&#8217;ILVA deve attenersi per continuare a produrre acciaio; vorrei invece porre l&#8217;accento su quello che mi colpisce come un pugno nello stomaco ogni qualvolta osservo i comportamenti dei colleghi che mi accompagnano in quella diligente fila, ossia la straordinaria impermeabilit\u00e0 dell&#8217;operaio medio a temi che dovrebbero quantomeno solleticare un minimo di interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se in Italia ci sono oltre 50 milioni di allenatori di calcio, nell&#8217; ILVA di Taranto sono concentrati gli 11.500 commissari tecnici della nazionale. E alla vigilia di Milan-Barcellona, partita clou di Champion&#8217;s League, quello che nei giorni normali \u00e8 un mantra continuo, tra formazioni del fantacalcio e incredibili scommesse giocate alla Snai (una giocata di 3 euro la cui vincita finale ammonta a diverse migliaia di euro \u2013 vincita sfumata, chiss\u00e0 come, sempre per una singola partita \u2013, il cui tagliando ti viene sventolato davanti agli occhi come prova concreta dell&#8217;esistenza del demonio), \u00e8 diventata una psicosi collettiva. Ibrahimovic contro Messi, il calcio spettacolo del Bar\u00e7a contro quello meno \u201cchampagne\u201d ma pi\u00f9 concreto del Milan, Milanisti contro antimilanisti: le due file parallele di operai rumoreggiavano all&#8217;unisono. Sembrava di essere a Piazza Affari: c&#8217;era chi dava fiducia alle obbligazioni Milan, lanciandosi in entusiastiche previsioni quantomeno azzardate (\u201c<em>vinciamo 4 a 0, fidati\u201d<\/em>) e chi invece le vendeva come carta straccia (\u201c<em><em>do<\/em><\/em><em>&#8216; <\/em><em><em>ca$$ avit a<\/em><\/em><em>&#8216;<\/em><em><em>sc\u00e8<\/em><\/em><em>!\u201d<\/em>). Alla fine della giostra, col vassoio pieno di prelibatezze da far impallidire la nouvelle cuisine, lo spread tra i granitici Bund catalani e i titoli di stato milanisti era arrivato a oltre 500. In buona sostanza neanche i tifosi rossoneri credevano nell&#8217;impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente non sono mai stato un gran patito di calcio, per cui posso pensare, rigorosamente tra me e me e senza alzare troppo la voce, ad altri argomenti mentre consumo il mio regale pasto. E di argomenti quel marted\u00ec ce n&#8217;erano cos\u00ec tanti che la testa mi scoppiava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amministratore delegato della FIAT, Marchionne, mette in scena il colpo di teatro finale di chi sa di avere il vento della crisi a soffiare potente nelle sue vele e, con la rescissione di tutti i contratti in tutti i siti della FIAT in Italia, abbandona il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di categoria su un binario morto. Circa 80.000 lavoratori del nostro paese, appesi ad un sogno chiamato Fabbrica Italia che di concreto ha solo un nome evocativo, dopo aver dovuto ingoiare il ricatto tra un lavoro pi\u00f9 faticoso e con meno tutele e diritti e la disoccupazione, sono costretti a vivere un altro mese al cardiopalma. In questo periodo i sindacati di categoria si troveranno ad accettare a scatola chiusa i diktat della multinazionale dell&#8217;automobile, tirata su a massicce iniezioni di sussidi statali (\u00e8 utile ricordarlo sempre); chi vorr\u00e0 continuare a svolgere la sua funzione originale sar\u00e0 spazzato via a norma di legge: almeno questo \u00e8 lo schema d&#8217;azione e la speranza della FIAT. Non \u00e8 previsto infatti nessun confronto, nessuna mediazione, nessuna contrattazione \u2013 elementi che sono l&#8217;essenza stessa del sindacato. Prendere o lasciare. E a Termini Imerese, stabilimento FIAT nel profondo Sud dell&#8217;Italia chiamato Sicilia, in cui le realt\u00e0 industriali degne di questo nome si contano sulle dita della mano di capitan Uncino, \u00e8 la FIAT a decidere di lasciare dopo 41 anni: gioved\u00ec 25 Novembre \u00e8 stato l&#8217;ultimo giorno di lavoro per oltre 2000 lavoratori. Mentre rigiravo nel piatto quelle succulente pennette all&#8217;arrabbiata mi immaginavo quali sentimenti poteva scatenare nell&#8217;anima di un operaio sapere di serrare l&#8217;ultimo bullone dell&#8217;ultimo motore dell&#8217;ultima autovettura nel tuo ultimo giorno di lavoro. Quando il mondo al di fuori di quell&#8217;unica magra certezza in cui per anni sei stato costretto a rifugiarti brucia tuo malgrado \u2013 pensando che, dopotutto, in un posto come la Sicilia quel lavoro non era poi tanto male \u2013 passare dal purgatorio all&#8217;inferno nell&#8217;attimo in cui \u201csmarchi\u201d il tuo ultimo cartellino deve essere qualcosa di devastante. E una tremenda ingiustizia per la quale i colpevoli saranno osannati dalla storia come fautori di una catarsi necessaria nel nome della modernit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La FIAT e l&#8217;ILVA sono due realt\u00e0 produttive contigue, cos\u00ec legate l&#8217;una all&#8217;altra che credere che il destino dell&#8217;una sia indipendente dalle decisioni prese dall&#8217;altra significa vivere sulla Luna. E in materia di rapporti di forza la FIAT in Italia fa scuola da 100 anni. Mi interrogavo su quanto tempo debba passare prima che l&#8217;onda lunga dell&#8217;abbandono del CCNL da parte della FIAT arrivi da noi e che tipo di risposta le maestranze tarantine sarebbero in grado di mettere in campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi costrinsi immediatamente a cambiare i miei pensieri. Iniziai a riflettere allora sulla riforma previdenziale che il governo tecnico a guida Mario Monti presenter\u00e0 tra qualche giorno e mi immaginavo li, con i pochi capelli rimastimi in testa canuti, un po ingobbito per via dei miei quasi 70 anni d&#8217;et\u00e0, ricurvo su quel piatto di pennette all&#8217;arrabbiata, l&#8217;agenda piena di promemoria di funerali di colleghi spirati prima di raggiungere quella chimera irraggiungibile chiamata pensione e quei colleghi come me ancora \u201cin forze\u201d seduti agli altri tavoli a mangiare, a scannarsi bonariamente per un pallone che fa avanti e indietro, a maledire il fato per l&#8217;ennesima scommessa andata male. <em>Panem et circenses<\/em>&#8230; per fortuna o purtroppo ci sono cose che non cambieranno mai.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6506&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Vestita Le mense aziendali dell&#8217;Ilva sono luoghi strani per il contesto in cui sono inserite. 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