{"id":6638,"date":"2011-06-20T00:00:23","date_gmt":"2011-06-19T22:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6638"},"modified":"2012-10-12T15:59:14","modified_gmt":"2012-10-12T13:59:14","slug":"impressioni-di-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6638","title":{"rendered":"Impressioni di viaggio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2522\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/treno2-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/treno2-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/treno2-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/treno2.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;85)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rosso \u00e8 un colore che attira la mia attenzione. Sempre. Ed il rosso delle scarpe di Martina era indubbiamente una distrazione da cui lasciarsi tentare. In realt\u00e0 non conoscevo il suo nome. I capelli lunghi e biondi, cenere per l\u2019esattezza, il suo volto, teso ed allungato, tradisce una giovinezza ormai sfiorita.<br \/>\nAvrei voluto parlarle. Semplice, direste voi. Ti avvicini la guardi e con sicurezza fai scorrere nel tuo esofago le parole \u201cscusa ho come l\u2019impressione di conoscerti\u201d. Ma non ho mai amato le cose semplici. Bench\u00e9 parlare ad una sconosciuta bionda non sia cosa semplice. Di una cosa sono sicuro: mi avrebbe risposto che si chiamava Martina.<br \/>\nPoggiata ad un lurido bracciolo della poltrona, Martina leggeva con voracit\u00e0 un quotidiano; lo sguardo lento ed assorto lasciava trasparire un certo interesse per la situazione politica locale.<!--more--> Cosa ne so chiederete voi. Ho un difetto. Quando mi trovo in situazioni di promiscuit\u00e0, non riesco a sopprimere l\u2019impulso di allungare lo sguardo; non ritengo di essere un uomo curioso ma nel captare gli interessi altrui, riesco ad immaginarmi che tipo di persona io mi stia interessando. La sua bocca aperta per met\u00e0 non lasciava spazio ad interpretazioni: Martina era senza dubbia una persona interessante ed io avrei dovuto parlarle. Ma in un treno il rumore di freni e binari, t\u2019irrigidisce i sensi: l\u2019udito scosso e ripetutamente violentato, cerca conforto nella vista; la tratta \u201cMilano \u2013 Livorno centrale\u201d ebbra di pianure e capannoni, poco s\u2019addice a fornir rifugio. L\u2019udito di Martina si rifugiava tra le bianche onde d\u2019un quotidiano. Il mio nei suoi biondi capelli.<br \/>\nIn realt\u00e0 il conforto maggiore al mio stress da viaggiatore precario, proveniva dall\u2019olfatto; anzi da una combinazione di vista ed olfatto. Le donne ,dicono, quando sono a loro agio, tendono a lasciar scorrere la mano fra le spighe mature dei loro capelli. Ci\u00f2, oltre ad un innegabile appagamento visivo, permette di captare il loro odore. E l\u2019odore di Martina era semplicemente coinvolgente. Era il classico profumo di pesca delle pelli chiare, degli zigomi alti, degli occhi azzurri.<br \/>\nMentre pensavo a tutto ci\u00f2, i miei occhi non avevano smesso di seguirne i movimenti; anche il pi\u00f9 innocente degli sguardi, il pi\u00f9 meccanico degli gesti o delle posizioni, mi donavano la sensazione che fossero stati fatti per me. Per attirarmi. In realt\u00e0 sapevo che non era probabile la mia interpretazione ma il suo accavallare le gambe cos\u00ec ritmico e deciso, mi spronava ad avvicinarmi.<br \/>\nMa spesso le gambe, come a vendicarsi del loro mesto ruolo nella gestazione dei sentimenti, si ribellano al fermo comando delle intenzioni: rimanevo cos\u00ec immobile al mio posto ad sognarne le mani ed il suo sorriso.<br \/>\nL\u2019arrivo del controllore distrusse l\u2019aura quasi sognante di cui mi ero scioccamente avvolto; \u00e8 sempre cos\u00ec: anche quando hai svolto il tuo dovere da onesto e bravo cittadino pagante e belante, l\u2019arrivo di una figura \u201cd\u2019ordine e disciplina\u201d scatena un variegato \u201cblend\u201d di sensazioni. Si incomincia con l\u2019irritazione verso quella ignobile figura che fiero di una cravatta rigata ed una giacca diverse taglie pi\u00f9 grande, viene a dubitare della tua correttezza. Sono questi i momenti in cui succube di un istinto rivoluzionario, scovato nei pi\u00f9 remoti anfratti del proprio cervello, vorrei ribellarmi all\u2019ordine prestabilito negando l\u2019esposizione del mio biglietto all\u2019esterrefatto controllore. Ma il condizionale, come sempre, \u00e8 giudice ed esecutore delle proprie intenzioni. Risultato: biglietto esposto con falso sorrisetto finale e tanta, tanta frustrazione.\u201d Che occhiata truce, per\u00f2!?! Sicuramente si sar\u00e0 intimorito!\u201d . Continuo a mentirmi.<br \/>\nDopo il siparietto simil-comico con il controllore (pi\u00f9 un monologo direi), un violento colpo di freni, mi induce a riprendere la postura del tutto innaturale; mi soffermo ad osservare il posto vuoto di Martina. Vuoto. Rabbrividisco di colpo al pensiero che lei sia scesa ma nel girarmi veloce verso il finestrino, ricevo un contraccolpo che mina la posizione della mia testa su in cima alla colonna vertebrale: Martina si \u00e8 seduta accanto al mio posto. Non riesco mai a capacitarmi delle reazione umane ma per 10 minuti non distolgo il mio sguardo dal sedile vacuo del mio precedente incanto.<br \/>\nL\u2019interpretazione dei sogni e dei gesti \u00e8 sempre stata un mio grande interesse; scienze come la prossemica invadono pacificamente il mio pensare, ad ogni contatto umano che riesco a stabilire. Troppo facile quindi, mi affermo, le intenzioni di Martina: vuole instaurare un contatto. Mentre lo penso, lei incomincia a parlare. Quasi a giustificarsi dell\u2019inatteso miracolo (o pi\u00f9 semplicemente del cambio di posto), mi spiega che dal suo vecchio posto, che ora m\u2019appare cos\u00ec vicino, entra da un intercapedine del finestrino, un acre odore di freni. Il sorriso finale termina quel discorrere lento e dolce come brezza in una giornata di sole di maggio. Ed io come i ciliegi in estate, risplendo d\u2019un rosso intenso che solca il mio viso.<br \/>\nL\u2019eccitazione fino ad allora provata, si limitava ad una mera ammirazione verso movimenti tenui e sinuosi, per un profumo dolce, cos\u00ec diverso dalla lugubre tramontana del mio passato. Ora a contatto con le sue lunghe gambe rosa ed il suo sguardo che si posa dove si posa il mio, nuove sensazioni incalzanti s\u2019affacciano alle porte dei miei istinti. Le labbra rosse cos\u00ec ingenue ed innocenti prima, divengono farfalle da afferrare, strette tra l\u2019implacabile morsa d\u2019un bacio. Il suo corpo gentile nell\u2019aspetto, diffonde nei miei sensi un elisir orientale: come un alchimia di attrazione sono spinto a sussurrarle nell\u2019orecchio tutta la mia voglia, il mio desiderarla, il mio volerla.<br \/>\nQuando con rapida occhiata sembra rivolgermi gli stessi miei sentimenti avvolti tra i fili d\u2019oro dei suoi capelli, mi convinco a parlarle. Uno squillo di telefono infrange le mie intenzioni in mille coriandoli taglienti. Rassegnato al peggio, mi convinco della mia possibilit\u00e0 quando le sento pronunciare il sostantivo \u201cpap\u00e0\u201d. L\u2019idea dia verla persa senza nemmeno averle parlato avrebbe saziato i miei sensi di colpa per un periodo chiss\u00e0 quanto lungo. L\u2019osservo parlare e la sua bellezza quasi infantile diviene spietata e sensuale: che quadri che riesce a dipingere il desiderio mormoro tra i miei capelli. Per quanto possa essere un tipo calmo e razionale, mi sorprendo dalla reazione del tutto scomposta che le sue espressioni mi procurano. Un esplosione in petto m\u2019avvisa, se ce ne fosse stato davvero bisogno, che la telefonata \u00e8 finita e un improvviso imbarazzo pervade il mio spirito.<br \/>\nUna frenata. L\u2019ennesima del viaggio. Non fai in tempo ad intuire il ritmo dell\u2019oscillazione della carrozza che un evento improvviso ed esterno giunge a modificare le tue certezze. E le frenate sono quanto di pi\u00f9 improvviso e destabilizzante possa esistere. Ma per quanto possa essere forte la scossa appena subita, non riesce ad far vacillare le mie certezze. Sono convinto: le parlo.<br \/>\nCome accade spesso nella vita, sembra che gli eventi si ripetano per ritrovare l\u2019equilibrio perduto precedentemente. Fateci caso: se nel giro di poche ore la vostra giornata \u00e8 variata pi\u00f9 volte, voltatevi (in senso figurato ovviamente; se non avete compreso ci\u00f2 chiedete scusa alla vecchietta seduta dietro di voi che certamente avr\u00e0 trovato motivo di preoccupazione nel vedere girarvi cos\u00ec velocemente) e ripensate a ci\u00f2 che vi \u00e8 successo; v\u2019accorgerete sicuramente d\u2019 un frammento di quotidianit\u00e0 che si \u00e8 ripetuto nel mosaico della vostra giornata.<br \/>\nDomato il turbinio dei miei pensiero, alzo gli occhi in cerca dei suoi, piccoli specchi che riflettono puntati verso il mare di casa mia. Non ci sono. Smarriti tra i venti della mia indecisione. Attonito cerco con vana speranza, un lembo della sua chiara pelle tra le inutili figure che affollano il treno. La scorgo con lo zaino poggiato sulle esili spalle. Al di l\u00e0 del finestrino, immersa tra le tristi onde della quotidianit\u00e0. Mi sporgo dalle porte mentre queste si chiudono; non credo ai superpoteri ma le avr\u00f2 trasmesso telepaticamente qualche segnale elettrico perch\u00e9, senza apparente motivo, si gira. Mi fissa. Nel suo sguardo risiede tutta la tristezza di una vita felice in due. Di una vita che era la nostra. Di una vita che non faremo.<br \/>\nIl treno lentamente riprende la sua folle corsa senza principio, senza apparente meta .<br \/>\nLa mia si sta allontanando con crescente velocit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6638&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;85) Il rosso \u00e8 un colore che attira la mia attenzione. Sempre. Ed il rosso delle scarpe di Martina era indubbiamente una distrazione da cui lasciarsi tentare. In realt\u00e0 non conoscevo il suo nome. 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