{"id":6640,"date":"2011-06-20T00:02:32","date_gmt":"2011-06-19T22:02:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6640"},"modified":"2012-10-12T15:59:01","modified_gmt":"2012-10-12T13:59:01","slug":"referendum-lalternativa-comune","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6640","title":{"rendered":"Referendum: l&#8217;alternativa Comune"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2504\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/vittoria-referendum-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/vittoria-referendum-300x177.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/vittoria-referendum.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Francesco Ferri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato numerico complessivo in tema di referendum, e ancor di pi\u00f9 gli elevatissimi elementi emozionali in termini di partecipazione finiscono per essere, nel medesimo instante, occasione difficilmente riproponibile e responsabilit\u00e0 pressante. L&#8217;irresistibile fascino del possibile cambiamento dello stato di cose esistenti acquista, indubbiamente, valori e potenzialit\u00e0 assolutamente non ipotizzabili anche solo qualche mese fa, prima della campagna referendaria stessa, delle mobilitazioni rilanciate dalla Fiom a partire dallo scorso autunno, dall&#8217;immaginario creato dalle manifestazioni studentesche culminate nel poderoso 14 dicembre romano e delle recenti sconfitte del centrodestra nelle elezioni amministrative.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consci della difficolt\u00e0 di mettere a fuoco un fenomeno \u2013 quello dei referendum &#8211; di cos\u00ec elevata complessit\u00e0 di lettura a cos\u00ec pochi giorni di distanza, appare comunque opportuno provare a tracciare alcune linee di un possibile, seppur parziale, ragionamento. Un&#8217; avvertenza: quando in seguito si parler\u00e0 di referendum e comitati referendari, si far\u00e0 riferimento ai primi due quesiti e al comitato \u201c2 si per l&#8217;acqua pubblica\u201d (gi\u00e0 comitato \u201cAcqua bene comune\u201d). Non certo perch\u00e9 gli altri quesiti, in particolare quello riguardante il nucleare, appaiono meno importanti, al contrario. Proprio per provare a dare una bozza di lettura complessiva dei fenomeni in gioco, l&#8217;indubbia forza in termini di suggestioni evocate della parola <em>comune<\/em>, presente nel lessico di presentazione e nella costruzione concettuale in materia di servizio idrico, sembra indicata ad incorporare, sicuramente dal punto di vista del metodo, anche il modus operandi dei comitati contro il ritorno all&#8217;energia dell&#8217;atomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prima importante conferma che ci perviene dalle mobilitazione intorno alla campagna referendaria \u00e8 caratterizzata dalla circostanza per la quale, indubbiamente, la storia <em>non<\/em> \u00e8 finita. Lo straordinario risultato del referendum \u2013 e la storica campagna referendaria che l&#8217;ha preceduto &#8211; ci aiutano, forse con una certa definitivit\u00e0, a sbarazzarci di una prassi di ragionamento spesso implicito, ma fastidioso e inopportuno almeno quanto persistente e deleterio: che la storia, in qualche modo, segua il solco di un percorso gi\u00e0 tracciato e che la capacit\u00e0 di indignarsi, di fare movimento e di provare a sovvertire l&#8217;esistente segua, da trent&#8217;anni a questa parte, un andamento che dagli alti degli anni 70&#8242; conduce inesorabilmente ai bassi contemporanei, senza che niente e nessuno possa far si che questo presunto piano inclinato delle forme di resistenze possa variare di angolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, la portata delle mobilitazioni intorno al referendum, insieme con le mobilitazioni degli operai Fiom e degli studenti ci aiutano a comprendere, una volta per tutte, che <em>la storia<\/em> non \u00e8 finita ieri, non finir\u00e0 domani, che non \u00e8 ciclica, n\u00e9 immutabile, n\u00e9 precostituita. La storia, da quando il mondo esiste, la fanno le donne e gli uomini, ogni giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando oltre, provando a riflettere sul metodo di costruzione degli spazi di discussione e di prassi intorno alle tematiche del servizio idrico, ci appare subito evidente che da questa prospettiva arrivino risposte tendenzialmente definitive a conferma dello stato irreversibilmente comatoso del concetto di <em>rappresentanza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi si sforza di descrivere la notevolissima partecipazione alle urne in termini di un presunto rigurgito di attrazione nei confronti delle elezioni \u00e8 quanto meno poco attento, se non in malafede. Il referendum, per sua stessa ragion d&#8217;essere, \u00e8 un meccanismo antitetico alle idee di rappresentanza e di elezioni. Per la Costituzione, e per un consolidato immaginario collettivo, la possibilit\u00e0 di cassare immediatamente una norma, senza mediatori di alcun genere, \u00e8 sintomo del desiderio di provare ad acquisire uno spazio di auto-rappresentazione non pi\u00f9 filtrata, ma per una volta (e, forse, per sempre) diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, lo straordinario percorso politico, e di forme di vita materiale, praticato dai centinaia di comitati referendari locali &#8211; donne e uomini che si incontrano, imparano a conoscersi, si contaminano &#8211; pone fuori fase l&#8217;idea stesso di <em>partito,<\/em> inteso come organizzazione strutturata sul piano della delega interna nel rapporto militanti\/dirigenze ed esterna nella dicotomia elettore\/eletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo questo ragionamento, l&#8217;esperienza dei referendum ci mostra che, ancora nel 2011, con la crisi economica ancora tutt&#8217;altro che archiviata, dalla Sicilia fino all&#8217;estremo Nord, tra alti e bassi, una linea di mobilitazione di <em>massa<\/em>, capace di tenere insieme una straripante voglia di prendersi la parola collettivamente insieme a maturit\u00e0 e profondit\u00e0 della proposta politica (stiamo parlando, ricordiamocelo, del <em>comune<\/em>) sia non solo certamente attuabile, ma anche replicabile. L&#8217;assenza di simbologie retoriche e minoritarie, la scelta di far parlare il merito (avanzato) delle controversie senza ingabbiarlo in sterili liturgie, la scelta di linguaggi freschi e agili risultano elementi senza dubbio vincenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da strutture di intervento laiche ed attraversabili sul piano della comunicazione, finalmente sganciate dalla fallimentare riproposizione del mito dell&#8217;<em>antimoderno,<\/em> passa un&#8217;ipotesi, per ora parziale ma concreta, di superamento dell&#8217;ultimo trentennio di totalizzante post-fordismo, insieme al suo infame mito dell&#8217;efficienza (soltanto presunta) dell&#8217;affidamento ai privati dei servizi pubblici, finalmente e forse definitivamente cassato dai quesiti referendari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ultimo, nel tentativo di provare a racchiudere il senso della portata complessiva dell&#8217;esperienza intorno ai referendum, la categoria del <em>comune \u2013 <\/em>praticata dal punto di vista sia terminologico che di prospettiva politica dal comitato contro privatizzazioni e profitto sui servizi idrici \u2013 risulta indubbiamente utile a sintetizzare spirito, corpo e progettualit\u00e0 dell&#8217;esperienza descritta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;indubbio fascino del concetto, che riesce a fuggire contemporaneamente sia dalle trappole del <em>privato<\/em> e dai limiti del <em>pubblico,<\/em> e l&#8217;enorme capacit\u00e0 di evocare suggestioni risiedono, sicuramente,\u00a0nella capacit\u00e0 di lettura della fase praticata da chi ha introdotto, qualche anno fa, il concetto e ancor di pi\u00f9 di chi, attorno e per il <em>comune<\/em>, ha plasmato la propria esistenza. Percorsi di vita straordinari, nuovi modi di stare al mondo, ricerca costante di spazi pubblici <em>non statali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dentro e fuori i centri sociali, intorno a comunit\u00e0 virtuose della pi\u00f9 variegata natura e tipologia, in ogni luogo di scambio e contaminazione non soggetto alle logiche del profitto, il <em>comune<\/em> \u00e8 nato e cresciuto, spesso in silenzio e in disparte, costruendo istituzioni autonome dai poteri costituiti (di qualsiasi colore politico) e proprio per questo capaci di essere libere, aperte e solidali. Un modo altro di stare al mondo, di percepire il proprio rapporto con le donne e gli uomini, e di percepire la propria comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo, indubbiamente, dopo le 15 di un Luned\u00ec pomeriggio di fine primavera acquista prospettive finora difficilmente pronosticabili. Le mobilitazioni intorno ai referendum, seguendo il solco segnato dalle mobilitazioni degli operai Fiom e dei soggetti in formazione dello scorso autunno, ed ampliandolo, hanno legato la prospettiva del <em>comune<\/em> ad una potenziale ed irresistibile logica di <em>massa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se per Marx (cit. P. Virno) <em>la trasformazione radicale dello stato di cose presente consiste nel conferire il massimo risalto e il massimo valore all&#8217;esistenza di ogni singolo membro della specie, <\/em>la proposta politica, chiara e puntuale, praticata da tutte le soggettivit\u00e0 che si sono mobilitate nella campagna referendaria appare, tanto sul piano del merito che nelle ipotesi di metodo, una possibile e concreta via di fuga dal post-fordismo in crisi.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6640&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ferri Il dato numerico complessivo in tema di referendum, e ancor di pi\u00f9 gli elevatissimi elementi emozionali in termini di partecipazione finiscono per essere, nel medesimo instante, occasione difficilmente riproponibile e responsabilit\u00e0 pressante. 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