{"id":6660,"date":"2011-06-14T00:02:15","date_gmt":"2011-06-13T22:02:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6660"},"modified":"2012-10-12T16:04:30","modified_gmt":"2012-10-12T14:04:30","slug":"cera-una-volta-il-welfare-appunto-per-il-presidente-vendola","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6660","title":{"rendered":"C&#8217;era una volta il Welfare? Appunto per il Presidente Vendola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2478\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/operai-300x206.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/operai-300x206.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/operai.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Antonio Anteneh Mariano<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha dichiarato al Corriere della Sera (8\/06\/2011) che \u200e&#8221;&#8230;anche la sinistra radicale deve accorgersi, per esempio, che non si pu\u00f2 tenere in piedi il vecchio welfare.&#8221; A parte il tempismo rispetto ai dubbi sollevati dal segretario del PD, Bersani,circa la sua affidabilit\u00e0 politica, incuriosisce un&#8217;altra coincidenza: il giorno dopo \u00e8 stato reso pubblico il &#8220;Rapporto sui diritti globali 2011&#8221; (curato da una serie di soggetti sociali, fra cui la CGIL) che ha rilevato come il 78% dei tagli praticati nel corso dell&#8217;ultimo anno alle finanze pubbliche siano stati diretti proprio contro il <em>welfare<\/em>.<!--more--> In attesa di capire quale sia il &#8220;nuovo&#8221; welfare che l&#8217;ineffabile Nichi vuole porre al posto del &#8220;vecchio&#8221; ci permettiamo di rivolgere al Governatore un appunto sulle origini e l&#8217;evoluzione di quel sistema.\u00a0Chiss\u00e0 che non gli schiarisca le idee sul tipo di politiche economiche e sociali che sarebbe necessario perseguire in una fase di crisi acuta come quella che stiamo attraversando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dagli ultimi decenni dell&#8217;Ottocento le funzioni dello Stato in campo socio-economico vanno estendendosi significativamente. Anzitutto, le leggi sui limiti dell&#8217;orario di lavoro, sul rispetto di particolari standard igienico-sanitari, sull&#8217;istruzione delle classi povere costringono le istituzioni ad espletare varie forme di controllo sulle relazioni industriali. In secondo luogo, alcuni paesi (esemplare la Germania di Bismark) iniziano a promuovere forme di assistenza per i lavoratori: soprattutto l&#8217;assicurazione obbligatoria e statale sugli infortuni e sulla malattia \u2013 che sarebbe stata di seguito estesa alla vecchiaia. Infine, l&#8217;intervento dei poteri pubblici inizia ad addentrarsi anche nel cuore dell&#8217;economia. Dopo i tentativi falliti degli atelieurs nationaux di Louis Blanc \u2013 ministro socialista dell&#8217;effimero governo sorto dalle barricate parigine del 1848 \u2013, lo Stato inizia ad intraprendere azioni sempre pi\u00f9 incisive nei confronti dell&#8217;economia. In genere animati dalla volont\u00e0 di promuovere lo sviluppo dell&#8217;economia nazionale, i paesi di pi\u00f9 recente industrializzazione (Germania e Stati Uniti, ma anche Italia e Russia) non esitano a rinnegare il liberoscambismo e il laissez faire degli economisti classici. Il protezionismo si intreccia ad un indirizzo della spesa pubblica sempre pi\u00f9 orientato verso obbiettivi di politica industriale (la siderurgia e la meccanica pesante, in particolare, sono sostenute \u2013 e talvolta suscitate \u2013 dalla spesa bellica). Contestualmente, gli Stati non esitano a fare uso dei rispettivi eserciti per espandere i mercati di sbocco e conquistare nuove fonti di materie prime. L&#8217;imperialismo si presenta come un gioco a somma zero fra grandi potenze economico-militari; un gioco che si spezza con le pistolettate all&#8217;arciduca Francesco Ferdinando all&#8217;inizio dell&#8217;estate del 1914.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Grande Guerra impone un intervento ancora pi\u00f9 intenso dello Stato nell&#8217;economia e nella societ\u00e0. Le prime forme di sistema sanitario nazionale si iniziano a sperimentare in quel contesto; cos\u00ec come i tentativi di pianificazione centrale delle attivit\u00e0 produttive. Nel dopoguerra questi ultimi verranno continuati solo dalla Russia bolscevica; mentre in Europa occidentale prender\u00e0 forma sempre pi\u00f9 definita quel modello di protezione sociale che sarebbe divenuto noto, dopo un altro terribile conflitto, come Welfare State. Se non ha portato la rivoluzione, la guerra mondiale ha senz&#8217;altro fatto avanzare i movimenti operai nazionali in tutti i paesi industrializzati. Nell&#8217;Europa degli anni &#8217;20 l&#8217;affermazione delle sinistre si traduce nell&#8217;introduzione di sussidi di disoccupazione, in politiche abitative favorevoli ai ceti popolari, nel riconoscimento di forme pi\u00f9 o meno incisive di partecipazione dei lavoratori alla direzione delle fabbriche.<br \/>\nMa le basi del sistema si rivelano fragili. I debiti di guerra, i risarcimenti imposti agli sconfitti e le spese di ricostruzione alimentano un circuito finanziario che attraversa le due sponde dell&#8217;Atlantico. La bolla s&#8217;ingrossa fino ad esplodere: \u00e8 il grande crack. Di fronte alla catastrofe gli Stati riprendono forme d&#8217;intervento massiccio. Questa volta cadono nella rete delle istituzioni pubbliche direttamente la produzione e il credito e si torna a praticare anche in Occidente la pianificazione. L&#8217;industria e la banca di Stato non sono pi\u00f9 viste come bestemmie o assunti eversivi. Contestualmente tutte le opzioni politiche che emergono dalla confusione del momento \u2013 il New Deal come il Nazismo, lo Stalinismo come il Fascismo \u2013 promuovono un rafforzamento dei servizi di protezione sociale nei rispettivi paesi. Questa tendenza andr\u00e0 intensificandosi nel corso della guerra e subito dopo.<br \/>\nFacendo tesoro delle elaborazioni pi\u00f9 recenti e avanzate del pensiero economico \u2013 in particolare la lezione di John Maynard Keynes \u2013 nell&#8217;immediato secondo dopoguerra viene alla luce quello che pu\u00f2 a buon diritto essere considerato il pilastro teorico del Welfare State: il Rapporto Beveridge. In esso si espone l&#8217;articolazione di un sistema sociale in cui lo Stato viene ad essere elemento imprescindibile per il benessere materiale e immateriale dei cittadini. Nel successivo quarto di secolo i paesi dell&#8217;Europa occidentale \u2013 e, in parte, anche gli USA (soprattutto sotto la presidenza Johnson) \u2013 tentano di applicare la sostanza di quelle proposte, edificando economie miste \u2013 in cui la presenza dello Stato diviene cio\u00e8 fattore di forza per l&#8217;intero sistema.<br \/>\nMa negli anni &#8217;70 le crisi petrolifere, precedute e aggravate dall&#8217;esplosione del sistema monetario mondiale (definito a Bretton Woods nel &#8217;44), minano alle fondamenta questo difficile equilibrio. L&#8217;iperinflazione sembra rendere insostenibili volumi consistenti di spesa pubblica; piuttosto \u2013 \u00e8 la vulgata dei neoliberisti che proprio in quel decennio vanno acquisendo rilevanza e potere \u2013 \u00e8 dall&#8217;abbattimento di quella spesa che ci potr\u00e0 attendere il rallentamento della dinamica dei prezzi. Questa visione finisce con l&#8217;affermarsi in buona parte dei paesi economicamente avanzati in un momento estremamente delicato per la storia delle relazioni industriali, per l&#8217;evoluzione dei processi tecnologici e per l&#8217;espansione dei mercati. Siamo in un periodo di accesa conflittualit\u00e0 fra capitale e lavoro, al culmine di una fase storica che ha visto crescere la quota del prodotto sociale distribuito a vantaggio dei salari. Il tentativo di compensare gli incrementi progressivi del costo del lavoro vede il capitale impegnato in una vasta opera di ristrutturazione che incrocia l&#8217;emergere di un nuovo paradigma tecnologico. E&#8217; il crepuscolo dell&#8217;egemonia dell&#8217;elettro-meccanica e l&#8217;inizio dell&#8217;ascesa dell&#8217;elettronica e dell&#8217;informatica. I nuovi assetti tecnologici consentono alle imprese di risparmiare lavoro e ne impongono e agevolano, al contempo, l&#8217;apertura transnazionale. Il crollo delle economie socialiste far\u00e0 venir meno anche gli ultimi ostacoli istituzionali al delinearsi della situazione pi\u00f9 simile a quella che Marx definiva \u201cmercato mondiale\u201d.<br \/>\nIn questo contesto, l&#8217;attacco allo stato sociale funziona come fattore di indebolimento ulteriore dei lavoratori e dello Stato medesimo. In fondo, sono stati questi due soggetti ad avere promosso, nel corso dei decenni precedenti, il contenimento del capitalismo entro limiti di sostenibilit\u00e0 sociale. L&#8217;ubriacatura liberista attraversa tutti gli anni &#8217;90; in Europa Occidentale essa \u00e8 sostenuta dalle stesse forze progressiste che, fino a qualche decennio prima, si erano impegnate a strutturare sistemi di welfare. La crisi che ha sconvolto il sistema economico mondiale \u00e8 la conseguenza di politiche analoghe a quelle che, agli albori della rivoluzione industriale, portarono alla dissoluzione dei sistemi sociali preesistenti e a una momentanea anomia sociale di vasti gruppi di individui. In tempi recenti l&#8217;impoverimento degli strati pi\u00f9 bassi della societ\u00e0 ha determinato l&#8217;espansione dell&#8217;indebitamento privato. Su questa base si \u00e8 innestato il folle gioco della speculazione finanziaria.<br \/>\nOggi la situazione \u00e8 per molti versi simile a quella post-1929. Non solo i sistemi economici vivono in una situazione di instabilit\u00e0 strutturale, ma le stesse soluzioni di politica economica prevalenti sembrano volersi limitare a \u201cnavigare a vista\u201d. Al \u201ckeynesismo ad uso dei padroni\u201d, affermatosi nelle settimane immediatamente successive ai tracolli delle grandi finanziarie americane, ha fatto seguito una richiesta di austerit\u00e0 sorda a qualsiasi esigenza sociale. Restando al nostro continente, mentre le piazze bruciano (letteralmente in molte capitali) i dirigenti della BCE impongono misure draconiane. Sembra di essere tornati al 1932, quando il governo tedesco presieduto dal cancelliere Bruning, volendo perseverare nel taglio dei sussidi per i disoccupati, decret\u00f2 la sconfitta elettorale della coalizione che lo sosteneva. In quelle stesse elezioni il Partito Nazionalsocialista ottenne un grande successo e, di l\u00ec a pochi mesi, Adolf Hitler fu nominato Cancelliere.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6660&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Anteneh Mariano Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha dichiarato al Corriere della Sera (8\/06\/2011) che \u200e&#8221;&#8230;anche la sinistra radicale deve accorgersi, per esempio, che non si pu\u00f2 tenere in piedi il vecchio welfare.&#8221; A parte il tempismo rispetto ai dubbi sollevati dal segretario del PD, Bersani,circa la sua affidabilit\u00e0 politica, incuriosisce un&#8217;altra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-6660","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-numero-14"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6660"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6660"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6660\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6671,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6660\/revisions\/6671"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6660"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6660"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6660"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}