{"id":6711,"date":"2011-05-23T00:03:06","date_gmt":"2011-05-22T22:03:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6711"},"modified":"2012-10-12T16:18:48","modified_gmt":"2012-10-12T14:18:48","slug":"napoli-e-taranto-quando-le-apparenze-ingannano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6711","title":{"rendered":"Napoli e Taranto. Quando le apparenze ingannano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2321\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/de-magistris1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/de-magistris1-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/de-magistris1.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato di De Magistris a Napoli assomiglia molto a quello che l&#8217;attuale sindaco di Taranto, Stef\u00e0no, ottenne al primo turno nelle elezioni del 2007. Nella capitale del Mezzogiorno l&#8217;ex magistrato ha conseguito da solo il 27% dei consensi, distaccando di 10 punti la coalizione. A sua volta il pediatra tarantino, col 37%, racimol\u00f2 circa 8 punti in pi\u00f9 dell&#8217;alleanza che lo sosteneva.<br \/>\nL&#8217;analogia, oltre che meramente elettorale, sembra estendersi al piano politico pi\u00f9 generale. Anche fra i due mari le precedenti elezioni comunali conobbero una profonda spaccatura nel campo del centrosinistra. Le forze che di l\u00ec a poco sarebbero andate a costituire il PD (Democratici di sinistra, Margherita, Lista Florido, Italia di Mezzo), l&#8217;Italia dei Valori e lo SDI sostennero il Presidente della Provincia, Gianni Florido.<!--more--> Stef\u00e0no venne candidato invece da due liste civiche (Sinistra Democratica per Stef\u00e0no e Movimento Stef\u00e0no), Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, UDEUR e Nuovo PSI. Il grande risultato di SDS e Movimento Stef\u00e0no (entrambe raggiunsero l&#8217;8%) fece parlare i commentatori di trionfo del \u201ccivismo\u201d contro la politica dei partiti. Anche a Napoli il centrosinistra si \u00e8 spaccato di fronte alla candidatura di De Magistris: da una parte, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra hanno recepito da subito la candidatura dell&#8217;ex magistrato; dall&#8217;altra, il PD ha preferito optare su Morcone, seguito a breve giro di boa da SEL. I media nazionali hanno giudicato il risultato di De Magistris come frutto del \u201cvoto di protesta\u201d, anche in questo caso ponendo l&#8217;accento sulla reazione di rigetto che i cittadini avrebbero espresso nei confronti dei partiti. Oltre tutto, il buon risultato ottenuto dalla lista civica ispirata dal candidato sindaco (col suo 4,6% \u201cNapoli \u00e8 tua\u201d \u00e8 stata la seconda lista della coalizione) sembrerebbe dimostrare anche in questo caso una certa tendenza al \u201ccivismo\u201d.<br \/>\nLe analogie fra le due esperienze sono per\u00f2 pi\u00f9 apparenti che reali. Non solo perch\u00e9 quattro anni fa Stef\u00e0no raccolse il sostegno anche delle componenti che a tutt&#8217;oggi compongono SEL, mentre Italia dei Valori sostenne Florido; la differenza qualificante riguarda proprio il \u201ccivismo\u201d. Siamo sicuri che \u201cNapoli \u00e8 tua\u201d sia una vera e propria \u201clista civica\u201d? A giudicare dalle personalit\u00e0 pi\u00f9 votate non si direbbe proprio. Al primo posto troviamo Vittorio Vasquez. Prima tessera socialista, segue la sinistra del partito nella scissione che diede vita al PSIUP. All&#8217;inizio degli anni anni &#8217;80 viene eletto in Consiglio comunale nelle liste di Democrazia Proletaria e riveste la carica di assessore ai Servizi Sociali in una delle giunte guidate dal sindaco PCI di allora, Maurizio Valenzi. Vasquez \u00e8 stato fra i fondatori dei COBAS Scuola di Napoli e, dopo una parentesi in Rifondazione Comunista durata fino al , ha abbandonato la militanza di partito. Il secondo pi\u00f9 votato \u00e8 Alberto Lucarelli. Docente di diritto pubblico alla Federico II, Lucarelli \u00e8 fra gli autori dei quesiti referendari contro la privatizzazione dell&#8217;acqua pubblica che andremo a votare il 12 e 13 giugno. Candidato da indipendente nelle liste di Italia dei Valori per il Parlamento europeo nel 2009, Lucarelli non ha mai militato attivamente in un partito. Al quarto posto troviamo Pietro Rinaldi. Attivista storico dei centri sociali partenopei, Rinaldi \u00e8 in particolare molto vicino all&#8217;Insurgenzia, realt\u00e0 che in questi anni \u00e8 stata in prima linea nella battaglia contro le discariche a Chiaiano e negli altri siti dell&#8217;hinterland napoletano dove si \u00e8 manifestata l&#8217;emergenza. Settimo posto per Carlo Iannello, anche lui docente di diritto pubblico e studioso in particolare di servizi pubblici. Con l&#8217;assise di Palazzo Marigliano \u2013 una delle istituzioni culturali pi\u00f9 autorevoli della realt\u00e0 napoletana \u2013 Iannello si \u00e8 battuto soprattutto contro l&#8217;attivit\u00e0 della Bagnoli Futura s.p.a., la societ\u00e0 interamente controllata dalle istituzioni pubbliche locali (Comune, Provincia e Regione) che avrebbe dovuto realizzare il piano di riconversione dell&#8217;area ex-Italsider. Sempre su questo tema Iannello \u00e8 stato consulente dell&#8217;assessore all&#8217;urbanistica della prima giunta Bassolino (quella che tante speranze accese a Napoli e in tutto il Mezzogiorno), Vezio De Lucia, autore di un Piano Regolatore Generale eccellente sulla carte, ma sostanzialmente inattuato \u2013 se non addirittura stravolto \u2013 negli anni a venire.<br \/>\nA queste personalit\u00e0 ne andrebbe aggiunta un&#8217;altra che, pur non essendo in lista, probabilmente andr\u00e0 ad assumere un incarico cruciale nell&#8217;eventuale Giunta guidata da De Magistris, Riccardo Realfonzo. Gi\u00e0 allievo del grande economista Augusto Graziani, direttore del dipartimento di Scienze Economiche dell&#8217;Universit\u00e0 del Sannio, Realfonzo ha gi\u00e0 avuto un&#8217;esperienza amministrativa \u2013 alquanto traumatica, a dire il vero. Nel gennaio 2009, a seguito degli scandali che avevano travolto la giunta comunale per la collusione di alcuni assessori con l&#8217;affarista Alfredo Romeo, il professore venne indicato dalle forze di sinistra presenti in maggioranza come assessore al Bilancio. Avrebbe dovuto essere l&#8217;avvio di un&#8217;operazione di rinnovamento sia sul piano del personale politico che su quello della gestione amministrativa. Dopo aver messo al sicuro i conti comunali, evitando un nuovo dissesto (Napoli ne ha gi\u00e0 dichiarato uno, nel &#8217;93), Realfonzo \u00e8 stato per\u00f2 osteggiato in quella che avrebbe dovuto essere la sua principale opera: la ristrutturazione della Napoli Servizi, la partecipata comunale che gestisce tutti i servizi pubblici erogati in citt\u00e0. Epicentro di un sistema clientelare radicato e assolutamente trasversale alle coalizioni e ai partiti politici, l&#8217;azienda \u00e8 diventata il terreno di un&#8217;aspra battaglia fra conservazione degli equilibri di potere correnti e istanze di rinnovamento. Da buon economista \u201ceretico\u201d (rispetto al \u201cpensiero unico\u201d dominante), Realfonzo ha sempre difeso la propriet\u00e0 pubblica della societ\u00e0, ma sulla base di un orientamento preciso: il pubblico deve fornire servizi di qualit\u00e0 ai cittadini, non pu\u00f2 essere inteso come leva per scambi politici al limite \u2013 limite spesso varcato, a dire il vero \u2013 dell&#8217;illegalit\u00e0 . Un anno dopo Realfonzo \u00e8 costretto a dimettersi. Il suo sindaco lo saluta in maniera sprezzante: \u201cvoleva fare il Robin Hood\u201d. In queste settimane si \u00e8 speso attivamente al fianco di De Magistris e sono in molti a considerarlo l&#8217;assessore al bilancio in pectore dell&#8217;eventuale compagine di governo guidata dall&#8217;ex magistrato.<br \/>\nIn conclusione, quello che emerge da questa breve disamina \u00e8 che De Magistris non ha semplicemente canalizzato la pi\u00f9 che legittima protesta dei cittadini napoletani contro il dissennato governo del centrosinistra negli ultimi quindic&#8217;anni; egli \u00e8 riuscito altres\u00ec a mobilitare forze intellettuali che sembravano aver assunto ormai una posizione marginale nella vita pubblica cittadina. Queste forze presentano due caratteristiche di fondo: sono chiaramente orientate a sinistra \u2013 nell&#8217;analisi ci si \u00e8 concentrati prevalentemente sulle biografie dei protagonisti, ma i programmi riflettono nella sostanza quella che \u00e8 stata fino ad oggi l&#8217;attivit\u00e0 dei soggetti che li hanno sottoscritti \u2013 ed esprimono competenze di altissimo valore. Il \u201ccivismo\u201d dunque c&#8217;entra poco o nulla.<br \/>\nPer carit\u00e0 di patria ci risparmiamo un&#8217;analoga ricostruzione dei percorsi personali e politici degli eletti a Taranto nel 2007. Certo, le due realt\u00e0 per tradizione e vivacit\u00e0 culturale sono incomparabili; tuttavia una cosa va sottolineata: le liste civiche che alle precedenti comunali sostennero il successo di Stef\u00e0no erano semplici aggregati di donne e uomini di \u201cbuona volont\u00e0\u201d, senza una definizione politica precisa, prive di una chiara ispirazione programmatica. L&#8217;impostazione che allora prevalse fu quella della \u201ccrociata degli onesti\u201d contro i razziatori delle casse comunali. Inclinazione in certa misura inevitabile, se si considera la catastrofe che aveva travolto le finanze del Comune. Tuttavia, conseguito in buona sostanza il rientro dal dissesto, questa strategia ha mostrato tutti i limiti di una programmazione inconsistente. Emblematica la vicenda dell&#8217;AMIU, che dimostra come nella gestione delle partecipate non vi sia stato un radicale cambiamento nel senso dell&#8217;efficienza.<br \/>\nSar\u00e0 allora finalmente il caso di ammettere che le \u201cbrave persone\u201d non bastano? In realt\u00e0 questo pare essere ormai un dato acquisito. Piuttosto bisognerebbe chiedersi se davvero le differenziazioni politiche contino poco in ambito locale \u2013 come un certo senso comune continua a suggerirci. Il caso del primo turno a Napoli sembra dimostrare esattamente il contrario: De Magistris vince su Morcone sulla base di un programma che affronta alla radice i grandi problemi della citt\u00e0; l&#8217;elettorato premia quelle personalit\u00e0 che di quei contenuti sono i principali portatori. D&#8217;altra parte le partite che si giocano in contesti come Napoli o, in scala ridotta, Taranto non riguardano certo le buche per la strada o il verde pubblico poco curato (c&#8217;\u00e8 anche questo ovviamente). Quelle sono realt\u00e0 complesse, gi\u00e0 indebolite da un ventennio di politiche di sviluppo insufficienti o sbagliate e ora stritolate dalla morsa della crisi. I problemi che le affliggono si chiamano disoccupazione, precariet\u00e0, emigrazione intellettuale, desertificazione produttiva&#8230; Ma anche inquinamento del paesaggio, peggioramento delle condizioni di vita, devastazioni urbanistiche. Di fronte a questi drammi di portata storica l&#8217;atteggiamento da \u201camministratore di condominio\u201d \u00e8 inadeguato e persino mistificatorio; esso pu\u00f2 esasperare il malcontento dei cittadini, alimentando una protesta disperata. Occorrerebbe forse liberarsi del \u201ccivismo\u201d e del suo presupposto culturale, il municipalismo. Decontestualizzare la posizione delle singole citt\u00e0, battersi per il loro successo individuale equivale a prestarsi al \u201cmercato delle vacche\u201d che caratterizza il capitalismo contemporaneo: una gara a chi si rende pi\u00f9 attraente agli occhi degli investitori del Nord, una guerra fra poveri combattuta con le armi del dumping salariale, della disponibilit\u00e0 ad accettare le peggiori condizioni di sfruttamento del lavoro e dell&#8217;ambiente, della subalternit\u00e0 politica.<br \/>\nLe forze che lavorano attorno a De Magistris sembrano indicare un&#8217;altra strada: il problema riguarda il Mezzogiorno d&#8217;Italia e, in generale, i tanti Mezzogiorni che compongono l&#8217;Unione Europea. L&#8217;eventuale vittoria a Napoli avverrebbe a poche settimane dall&#8217;imponente sciopero generale greco e in concomitanza con le sollevazioni che stanno scuotendo le citt\u00e0 spagnole. Addirittura la capitale del Mezzogiorno potrebbe prospettare ai moti di protesta che attraversano l&#8217;Europa meridionale un modello politico che gli consenta di sfuggire al rischio della marginalit\u00e0 e della dispersione: quella combinazione di radicalit\u00e0, concretezza progettuale e competenza che sembra essere il valore aggiunto dei soggetti che hanno animato la campagna di luigi De Magistris. E a Taranto&#8230; qualcuno sapr\u00e0 cogliere il segnale?<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6711&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) Il risultato di De Magistris a Napoli assomiglia molto a quello che l&#8217;attuale sindaco di Taranto, Stef\u00e0no, ottenne al primo turno nelle elezioni del 2007. Nella capitale del Mezzogiorno l&#8217;ex magistrato ha conseguito da solo il 27% dei consensi, distaccando di 10 punti la coalizione. 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