{"id":6729,"date":"2011-05-17T00:02:33","date_gmt":"2011-05-16T22:02:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6729"},"modified":"2012-10-12T16:27:30","modified_gmt":"2012-10-12T14:27:30","slug":"salone-del-libro-uno-sguardo-su-donne-e-memoria","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6729","title":{"rendered":"Salone del Libro: uno sguardo su donne e memoria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2270\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/libri_0-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/libri_0-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/libri_0.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Serena Mancini<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 svolto anche quest\u2019anno, dal 12 al 16 maggio a Torino, il celebre Salone internazionale del libro, importante vetrina culturale per piccoli e grandi editori. Un\u2019immensa biblioteca organizzata in quattro padiglioni del Lingotto su di una superficie di 51.000 metri quadri, ha accolto in cinque giornate appassionati lettori provenienti da tutto il mondo. Il Salone del libro 2011, giunto alla sua XXIV edizione e promosso dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, istituzione costituita dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino e dalla Citt\u00e0 di Torino e sovvenzionato da sponsor privati, \u00e8 stato caratterizzato da un ricco programma di appuntamenti, convegni e spettacoli di ogni tipo.<!--more--> Ospite d\u2019onore del \u201cfestival\u201d \u00e8 stato quest\u2019anno la Russia: al grande Paese sono stati dedicati dibattiti e tavole rotonde tra scrittori, giornalisti e registi russi e italiani in grado di sviluppare validi confronti sulle culture, le letterature, il cinema e i diritti di ambo i Paesi. Un\u2019importante sezione dedicata alla multiculturalit\u00e0 \u00e8 stata certamente \u201cLingua Madre\u201d, uno spazio appositamente rivolto a quanti volessero ascoltare storie di vita narrate dagli stessi protagonisti. Tra gli incontri pi\u00f9 significativi va certamente evidenziato quello con Marina Nemet nel quale l\u2019autrice iraniana ha raccontato la sua esperienza di sopravvissuta alla prigionia; la scrittrice, imprigionata all\u2019et\u00e0 di soli 16 anni, ha rivelato di essere riuscita a parlare delle atrocit\u00e0 subite solo dopo diversi anni, esattamente come accaduto per i superstiti dei campi di sterminio nazisti. Torturata e stuprata nella prigione di Evil (a Teheran) la donna riusc\u00ec a salvarsi grazie ad un \u201caccordo\u201d con una delle sue due guardie che, \u201cinnamoratasi di lei\u201d, le impose di sposarlo (e di convertirsi all\u2019Islam) in cambio della sua vita e soprattutto di quella di sua madre. Insomma, un vero patto col diavolo che l\u2019autrice si vide costretta ad accettare e che dal 2007 ha deciso di raccontare al mondo attraverso i suoi libri Prigioniera a Teheran e Dopo Teheran (2010), entrambi editi da Cairo editore.<br \/>\nTema conduttore del Salone \u00e8 stato comunque quello della memoria, a cui non poteva mancare il riferimento ai 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e ai suoi relativi problemi di unificazione.<br \/>\nTanti gli ospiti presenti alla Fiera: tra i pi\u00f9 noti possiamo citare Umberto Eco, Luis Sep\u00falveda, Dario Fo, Serena Dandini, Ascanio Celestini, \u00a0Margherita Hack ecc\u2026Ma qui arriva la nota dolente: mi riferisco alle lunghe code alle biglietterie previste non solo per l\u2019accesso alla Fiera, ma anche per assistere agli eventi a cui partecipavano nomi illustri. Se infatti molti dibattiti erano organizzati in padiglioni aperti e di facile fruizione per tutto il pubblico, tanti altri erano a numero limitato. Per questi ultimi erano dunque previsti ulteriori biglietti, distribuiti in due distinte fasce orarie: dalle 10.30 per gli eventi mattutini e dalle 16.30 per quelli pomeridiani e serali. Inutile sottolineare le ore perse in fila in attesa del proprio turno! Questo tipo di organizzazione ha certamente garantito a ciascun visitatore almeno uno spettacolo (considerato che gli eventi erano volutamente sovrapposti), ma ha penalizzato gli incontri meno noti a cui spesso non era possibile partecipare perch\u00e9 impegnati nelle code delle biglietterie. D\u2019altra parte per\u00f2 anche questo tipo di esperienza si trasformava in un\u2019occasione di confronto. I minuti persi in attesa di ricevere un biglietto permettevano ai visitatori di conoscersi, scambiare opinioni sugli eventi precedenti e magari suggerire titoli di libri interessanti.<br \/>\nIl racconto di Boccaccio da parte di Dario Fo \u00e8 stato certamente tra i pi\u00f9 gettonati: partendo dal Decameron, il grande attore ha colto l\u2019occasione per evidenziare la somiglianza del nostro mondo con quello medievale e alla domanda \u201cChe cosa scriverebbe oggi Boccaccio\u201d ha risposto: \u201cForse, pi\u00f9 o meno, scriverebbe le stesse cose, ma avendo il coraggio di dire nome e cognome e mettere anche le foto di chi sta parlando\u201d. Altro evento che merita di essere citato \u00e8 stato l\u2019incontro con la scrittrice sarda Michela Murgia, per altro condotto da un abilissimo Gad Lerner. L\u2019autrice ha presentato al pubblico il suo ultimo libro dal titolo Ave Mary, dedicato alla figura della Madonna e agli stereotipi che sottostanno alla sua idolatria, persino nella sua rappresentazione iconografica. Michela Murgia introduce il suo libro parlando della rappresentazione di Maria e delle storie che ci sono state tramandate su di Lei, non avendo pi\u00f9 accesso diretto alla realt\u00e0 effettiva del passato. In tutte le sue rappresentazioni iconografica \u2013sottolinea la scrittrice &#8211; Maria \u00e8 sempre giovane e bella, ma il suo \u00e8 sempre un modello; anche Maria come Cristo \u00e8 morta, ma nelle raffigurazioni dell\u2019assunzione \u00e8 sempre viva, sembra non essere mai invecchiata. Se Maria fosse morta a 55 anni dove sono le sue immagini? Cosa vuole indicare questa costruzione estetica alle donne? Maria non subisce le tracce del tempo perch\u00e9 \u00e8 senza peccato; cos\u00ec mentre onorabile \u00e8 la vecchia maschile, quella femminile non esiste nelle sue figure dominanti o non esiste affatto.<br \/>\nInfine, per evidenziare ulteriormente il vasto ventaglio di temi affrontati nel Salone, possiamo citare l\u2019incontro di domenica sera con Ascanio Celestini, che ha tenuto un monologo tratto dal suo ultimo libro intitolato Io cammino in fila indiana. Uno spettacolo ricco di riflessioni, di emozioni e di tante risate collettive. Un modo semplice di mostrare al pubblico quali sono le grandi problematiche del nostro Paese: come fosse un anziano nonno che racconta le sue vicende di guerra ai nipotini, cos\u00ec Celestini utilizza brevi racconti allegorici per stimolare la riflessione nei suoi interlocutori. Uno stile tutto suo, che nessuno riuscirebbe mai ad imitare, perch\u00e9 caratterizzato da parole che assumono veridicit\u00e0 solo se pronunciate dalla sua bocca e dal quel buffo \u201cpizzetto\u201d in movimento sul suo mento!<br \/>\nAltro spazio importante all\u2019interno della Fiera \u00e8 stato certamente quello riservato alle trasmissioni televisive in diretta, come \u201cPer un pugno di libri\u201d, condotto da Neri MArcor\u00e8. Ogni visitatore aveva la possibilit\u00e0 di assistere alla preparazione della trasmissione e di partecipare attivamente come concorrente: rispondere alle domande sugli autori dei libri consentiva di riceverne di nuovi in omaggio. Quale migliore scenario per questa trasmissione se non quello offerto dal Salone? Una menzione particolare merita inoltre la cittadinanza torinese, la cui grande partecipazione garantisce ogni anno il successo della manifestazione. E ora che l\u2019evento si \u00e8 concluso ci auguriamo che anche chi non vi ha partecipato impari a leggere di pi\u00f9 perch\u00e9, come disse Bacone: \u201c La lettura fa l&#8217;uomo completo\u201d.Si \u00e8 svolto anche quest\u2019anno, dal 12 al 16 maggio a Torino, il celebre Salone internazionale del libro, importante vetrina culturale per piccoli e grandi editori. Un\u2019immensa biblioteca organizzata in quattro padiglioni del Lingotto su di una superficie di 51.000 metri quadri, ha accolto in cinque giornate appassionati lettori provenienti da tutto il mondo. Il Salone del libro 2011, giunto alla sua XXIV edizione e promosso dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, istituzione costituita dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino e dalla Citt\u00e0 di Torino e sovvenzionato da sponsor privati, \u00e8 stato caratterizzato da un ricco programma di appuntamenti, convegni e spettacoli di ogni tipo. Ospite d\u2019onore del \u201cfestival\u201d \u00e8 stato quest\u2019anno la Russia: al grande Paese sono stati dedicati dibattiti e tavole rotonde tra scrittori, giornalisti e registi russi e italiani in grado di sviluppare validi confronti sulle culture, le letterature, il cinema e i diritti di ambo i Paesi. Un\u2019importante sezione dedicata alla multiculturalit\u00e0 \u00e8 stata certamente \u201cLingua Madre\u201d, uno spazio appositamente rivolto a quanti volessero ascoltare storie di vita narrate dagli stessi protagonisti. Tra gli incontri pi\u00f9 significativi va certamente evidenziato quello con Marina Nemet nel quale l\u2019autrice iraniana ha raccontato la sua esperienza di sopravvissuta alla prigionia; la scrittrice, imprigionata all\u2019et\u00e0 di soli 16 anni, ha rivelato di essere riuscita a parlare delle atrocit\u00e0 subite solo dopo diversi anni, esattamente come accaduto per i superstiti dei campi di sterminio nazisti. Torturata e stuprata nella prigione di Evil (a Teheran) la donna riusc\u00ec a salvarsi grazie ad un \u201caccordo\u201d con una delle sue due guardie che, \u201cinnamoratasi di lei\u201d, le impose di sposarlo (e di convertirsi all\u2019Islam) in cambio della sua vita e soprattutto di quella di sua madre. Insomma, un vero patto col diavolo che l\u2019autrice si vide costretta ad accettare e che dal 2007 ha deciso di raccontare al mondo attraverso i suoi libri Prigioniera a Teheran e Dopo Teheran (2010), entrambi editi da Cairo editore.<br \/>\nTema conduttore del Salone \u00e8 stato comunque quello della memoria, a cui non poteva mancare il riferimento ai 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e ai suoi relativi problemi di unificazione.<br \/>\nTanti gli ospiti presenti alla Fiera: tra i pi\u00f9 noti possiamo citare Umberto Eco, Luis Sep\u00falveda, Dario Fo, Serena Dandini, Ascanio Celestini, \u00a0Margherita Hack ecc\u2026Ma qui arriva la nota dolente: mi riferisco alle lunghe code alle biglietterie previste non solo per l\u2019accesso alla Fiera, ma anche per assistere agli eventi a cui partecipavano nomi illustri. Se infatti molti dibattiti erano organizzati in padiglioni aperti e di facile fruizione per tutto il pubblico, tanti altri erano a numero limitato. Per questi ultimi erano dunque previsti ulteriori biglietti, distribuiti in due distinte fasce orarie: dalle 10.30 per gli eventi mattutini e dalle 16.30 per quelli pomeridiani e serali. Inutile sottolineare le ore perse in fila in attesa del proprio turno! Questo tipo di organizzazione ha certamente garantito a ciascun visitatore almeno uno spettacolo (considerato che gli eventi erano volutamente sovrapposti), ma ha penalizzato gli incontri meno noti a cui spesso non era possibile partecipare perch\u00e9 impegnati nelle code delle biglietterie. D\u2019altra parte per\u00f2 anche questo tipo di esperienza si trasformava in un\u2019occasione di confronto. I minuti persi in attesa di ricevere un biglietto permettevano ai visitatori di conoscersi, scambiare opinioni sugli eventi precedenti e magari suggerire titoli di libri interessanti.<br \/>\nIl racconto di Boccaccio da parte di Dario Fo \u00e8 stato certamente tra i pi\u00f9 gettonati: partendo dal Decameron, il grande attore ha colto l\u2019occasione per evidenziare la somiglianza del nostro mondo con quello medievale e alla domanda \u201cChe cosa scriverebbe oggi Boccaccio\u201d ha risposto: \u201cForse, pi\u00f9 o meno, scriverebbe le stesse cose, ma avendo il coraggio di dire nome e cognome e mettere anche le foto di chi sta parlando\u201d. Altro evento che merita di essere citato \u00e8 stato l\u2019incontro con la scrittrice sarda Michela Murgia, per altro condotto da un abilissimo Gad Lerner. L\u2019autrice ha presentato al pubblico il suo ultimo libro dal titolo Ave Mary, dedicato alla figura della Madonna e agli stereotipi che sottostanno alla sua idolatria, persino nella sua rappresentazione iconografica. Michela Murgia introduce il suo libro parlando della rappresentazione di Maria e delle storie che ci sono state tramandate su di Lei, non avendo pi\u00f9 accesso diretto alla realt\u00e0 effettiva del passato. In tutte le sue rappresentazioni iconografica \u2013sottolinea la scrittrice &#8211; Maria \u00e8 sempre giovane e bella, ma il suo \u00e8 sempre un modello; anche Maria come Cristo \u00e8 morta, ma nelle raffigurazioni dell\u2019assunzione \u00e8 sempre viva, sembra non essere mai invecchiata. Se Maria fosse morta a 55 anni dove sono le sue immagini? Cosa vuole indicare questa costruzione estetica alle donne? Maria non subisce le tracce del tempo perch\u00e9 \u00e8 senza peccato; cos\u00ec mentre onorabile \u00e8 la vecchia maschile, quella femminile non esiste nelle sue figure dominanti o non esiste affatto.<br \/>\nInfine, per evidenziare ulteriormente il vasto ventaglio di temi affrontati nel Salone, possiamo citare l\u2019incontro di domenica sera con Ascanio Celestini, che ha tenuto un monologo tratto dal suo ultimo libro intitolato Io cammino in fila indiana. Uno spettacolo ricco di riflessioni, di emozioni e di tante risate collettive. Un modo semplice di mostrare al pubblico quali sono le grandi problematiche del nostro Paese: come fosse un anziano nonno che racconta le sue vicende di guerra ai nipotini, cos\u00ec Celestini utilizza brevi racconti allegorici per stimolare la riflessione nei suoi interlocutori. Uno stile tutto suo, che nessuno riuscirebbe mai ad imitare, perch\u00e9 caratterizzato da parole che assumono veridicit\u00e0 solo se pronunciate dalla sua bocca e dal quel buffo \u201cpizzetto\u201d in movimento sul suo mento!<br \/>\nAltro spazio importante all\u2019interno della Fiera \u00e8 stato certamente quello riservato alle trasmissioni televisive in diretta, come \u201cPer un pugno di libri\u201d, condotto da Neri MArcor\u00e8. Ogni visitatore aveva la possibilit\u00e0 di assistere alla preparazione della trasmissione e di partecipare attivamente come concorrente: rispondere alle domande sugli autori dei libri consentiva di riceverne di nuovi in omaggio. Quale migliore scenario per questa trasmissione se non quello offerto dal Salone? Una menzione particolare merita inoltre la cittadinanza torinese, la cui grande partecipazione garantisce ogni anno il successo della manifestazione. E ora che l\u2019evento si \u00e8 concluso ci auguriamo che anche chi non vi ha partecipato impari a leggere di pi\u00f9 perch\u00e9, come disse Bacone: \u201c La lettura fa l&#8217;uomo completo\u201d.Si \u00e8 svolto anche quest\u2019anno, dal 12 al 16 maggio a Torino, il celebre Salone internazionale del libro, importante vetrina culturale per piccoli e grandi editori. Un\u2019immensa biblioteca organizzata in quattro padiglioni del Lingotto su di una superficie di 51.000 metri quadri, ha accolto in cinque giornate appassionati lettori provenienti da tutto il mondo. Il Salone del libro 2011, giunto alla sua XXIV edizione e promosso dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, istituzione costituita dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino e dalla Citt\u00e0 di Torino e sovvenzionato da sponsor privati, \u00e8 stato caratterizzato da un ricco programma di appuntamenti, convegni e spettacoli di ogni tipo. Ospite d\u2019onore del \u201cfestival\u201d \u00e8 stato quest\u2019anno la Russia: al grande Paese sono stati dedicati dibattiti e tavole rotonde tra scrittori, giornalisti e registi russi e italiani in grado di sviluppare validi confronti sulle culture, le letterature, il cinema e i diritti di ambo i Paesi. Un\u2019importante sezione dedicata alla multiculturalit\u00e0 \u00e8 stata certamente \u201cLingua Madre\u201d, uno spazio appositamente rivolto a quanti volessero ascoltare storie di vita narrate dagli stessi protagonisti. Tra gli incontri pi\u00f9 significativi va certamente evidenziato quello con Marina Nemet nel quale l\u2019autrice iraniana ha raccontato la sua esperienza di sopravvissuta alla prigionia; la scrittrice, imprigionata all\u2019et\u00e0 di soli 16 anni, ha rivelato di essere riuscita a parlare delle atrocit\u00e0 subite solo dopo diversi anni, esattamente come accaduto per i superstiti dei campi di sterminio nazisti. Torturata e stuprata nella prigione di Evil (a Teheran) la donna riusc\u00ec a salvarsi grazie ad un \u201caccordo\u201d con una delle sue due guardie che, \u201cinnamoratasi di lei\u201d, le impose di sposarlo (e di convertirsi all\u2019Islam) in cambio della sua vita e soprattutto di quella di sua madre. Insomma, un vero patto col diavolo che l\u2019autrice si vide costretta ad accettare e che dal 2007 ha deciso di raccontare al mondo attraverso i suoi libri Prigioniera a Teheran e Dopo Teheran (2010), entrambi editi da Cairo editore.<br \/>\nTema conduttore del Salone \u00e8 stato comunque quello della memoria, a cui non poteva mancare il riferimento ai 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e ai suoi relativi problemi di unificazione.<br \/>\nTanti gli ospiti presenti alla Fiera: tra i pi\u00f9 noti possiamo citare Umberto Eco, Luis Sep\u00falveda, Dario Fo, Serena Dandini, Ascanio Celestini, \u00a0Margherita Hack ecc\u2026Ma qui arriva la nota dolente: mi riferisco alle lunghe code alle biglietterie previste non solo per l\u2019accesso alla Fiera, ma anche per assistere agli eventi a cui partecipavano nomi illustri. Se infatti molti dibattiti erano organizzati in padiglioni aperti e di facile fruizione per tutto il pubblico, tanti altri erano a numero limitato. Per questi ultimi erano dunque previsti ulteriori biglietti, distribuiti in due distinte fasce orarie: dalle 10.30 per gli eventi mattutini e dalle 16.30 per quelli pomeridiani e serali. Inutile sottolineare le ore perse in fila in attesa del proprio turno! Questo tipo di organizzazione ha certamente garantito a ciascun visitatore almeno uno spettacolo (considerato che gli eventi erano volutamente sovrapposti), ma ha penalizzato gli incontri meno noti a cui spesso non era possibile partecipare perch\u00e9 impegnati nelle code delle biglietterie. D\u2019altra parte per\u00f2 anche questo tipo di esperienza si trasformava in un\u2019occasione di confronto. I minuti persi in attesa di ricevere un biglietto permettevano ai visitatori di conoscersi, scambiare opinioni sugli eventi precedenti e magari suggerire titoli di libri interessanti.<br \/>\nIl racconto di Boccaccio da parte di Dario Fo \u00e8 stato certamente tra i pi\u00f9 gettonati: partendo dal Decameron, il grande attore ha colto l\u2019occasione per evidenziare la somiglianza del nostro mondo con quello medievale e alla domanda \u201cChe cosa scriverebbe oggi Boccaccio\u201d ha risposto: \u201cForse, pi\u00f9 o meno, scriverebbe le stesse cose, ma avendo il coraggio di dire nome e cognome e mettere anche le foto di chi sta parlando\u201d. Altro evento che merita di essere citato \u00e8 stato l\u2019incontro con la scrittrice sarda Michela Murgia, per altro condotto da un abilissimo Gad Lerner. L\u2019autrice ha presentato al pubblico il suo ultimo libro dal titolo Ave Mary, dedicato alla figura della Madonna e agli stereotipi che sottostanno alla sua idolatria, persino nella sua rappresentazione iconografica. Michela Murgia introduce il suo libro parlando della rappresentazione di Maria e delle storie che ci sono state tramandate su di Lei, non avendo pi\u00f9 accesso diretto alla realt\u00e0 effettiva del passato. In tutte le sue rappresentazioni iconografica \u2013sottolinea la scrittrice &#8211; Maria \u00e8 sempre giovane e bella, ma il suo \u00e8 sempre un modello; anche Maria come Cristo \u00e8 morta, ma nelle raffigurazioni dell\u2019assunzione \u00e8 sempre viva, sembra non essere mai invecchiata. Se Maria fosse morta a 55 anni dove sono le sue immagini? Cosa vuole indicare questa costruzione estetica alle donne? Maria non subisce le tracce del tempo perch\u00e9 \u00e8 senza peccato; cos\u00ec mentre onorabile \u00e8 la vecchia maschile, quella femminile non esiste nelle sue figure dominanti o non esiste affatto.<br \/>\nInfine, per evidenziare ulteriormente il vasto ventaglio di temi affrontati nel Salone, possiamo citare l\u2019incontro di domenica sera con Ascanio Celestini, che ha tenuto un monologo tratto dal suo ultimo libro intitolato Io cammino in fila indiana. Uno spettacolo ricco di riflessioni, di emozioni e di tante risate collettive. Un modo semplice di mostrare al pubblico quali sono le grandi problematiche del nostro Paese: come fosse un anziano nonno che racconta le sue vicende di guerra ai nipotini, cos\u00ec Celestini utilizza brevi racconti allegorici per stimolare la riflessione nei suoi interlocutori. Uno stile tutto suo, che nessuno riuscirebbe mai ad imitare, perch\u00e9 caratterizzato da parole che assumono veridicit\u00e0 solo se pronunciate dalla sua bocca e dal quel buffo \u201cpizzetto\u201d in movimento sul suo mento!<br \/>\nAltro spazio importante all\u2019interno della Fiera \u00e8 stato certamente quello riservato alle trasmissioni televisive in diretta, come \u201cPer un pugno di libri\u201d, condotto da Neri MArcor\u00e8. Ogni visitatore aveva la possibilit\u00e0 di assistere alla preparazione della trasmissione e di partecipare attivamente come concorrente: rispondere alle domande sugli autori dei libri consentiva di riceverne di nuovi in omaggio. Quale migliore scenario per questa trasmissione se non quello offerto dal Salone? Una menzione particolare merita inoltre la cittadinanza torinese, la cui grande partecipazione garantisce ogni anno il successo della manifestazione. E ora che l\u2019evento si \u00e8 concluso ci auguriamo che anche chi non vi ha partecipato impari a leggere di pi\u00f9 perch\u00e9, come disse Bacone: \u201c La lettura fa l&#8217;uomo completo\u201d.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6729&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Serena Mancini Si \u00e8 svolto anche quest\u2019anno, dal 12 al 16 maggio a Torino, il celebre Salone internazionale del libro, importante vetrina culturale per piccoli e grandi editori. 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