{"id":6731,"date":"2011-05-17T00:03:43","date_gmt":"2011-05-16T22:03:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6731"},"modified":"2012-10-12T16:26:17","modified_gmt":"2012-10-12T14:26:17","slug":"17-maggio-diritti-in-transizione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6731","title":{"rendered":"17 maggio: diritti in transizione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2235\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/trans-300x291.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"291\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/trans-300x291.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/trans.jpg 373w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Chiara Ruggieri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 Maggio del 1990 l\u2019 OMS (Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0) abol\u00ec l\u2019omosessualit\u00e0 dalla lista delle malattie psichiatriche. Da allora quella data \u00e8 riconosciuta a livello istituzionale come la giornata internazionale contro l\u2019omofobia. Indubbiamente essa merita apprezzamento critico e difesa, soprattutto in Italia, paese oscurantista e poco sensibile ad offrire tutela legislativa ed economica alle fasce pi\u00f9 deboli ed emarginate del sistema, mai come in quest\u2019attuale fase storica e sociale. Tuttavia ufficializzare formalmente il 17 Maggio come momento di riflessione, solidariet\u00e0 e critica contro le discriminazioni sessuali non pu\u00f2 bastare, se non accompagnato dall\u2019avvio di politiche concrete atte a realizzare una sostanziale eguaglianza tra gli individui.<!--more--> Prima di proseguire il nostro articolo e di addentrarci nella sfera dei diritti civili e delle differenze di genere \u00e8 opportuno tenere a mente la distinzione fra i seguenti concetti: il \u201csesso\u201d \u00e8 inteso come componente biologica, dunque fisica dell\u2019individuo; il \u201cgenere\u201d invece non \u00e8 altro che il ruolo sociale connotato dalla discrepanza o perfetta corrispondenza tra sesso fisico e sesso psicologico del soggetto; infine \u201cl\u2019orientamento sessuale\u201d \u00e8 dettato dall\u2019orientamento per la scelta del sesso del partner, per l\u2019attivit\u00e0 sessuale o le relazioni affettive e fisiche.<br \/>\nL\u2019acronimo LGBT raggruppa tutte quelle persone, lesbiche, gay, bisex e transessuali, cui spesso sono associate forme di discriminazione sociale, in virt\u00f9 della loro natura sessuale che ancora troppo spesso \u00e8 concepita peccaminosa e volgare, non funzionale alla riproduzione ( centrale nel pensiero cattolico e cristiano) e all\u2019evoluzione della specie umana. Le discriminazioni che spesso si traducono in meccanismi di isolamento e segregazione dei soggetti omosessuali \u00e8 principalmente da imputare ad un quadro normativo quasi assente in Italia, nonostante a livello europeo vi siano numerose disposizioni, atte a garantire una sostanziale uguaglianza sociale e protezione.<br \/>\nLa legislazione europea in materia si basa sull&#8217;articolo 19 del trattato di Lisbona (gi\u00e0 articolo 13 del trattato di Amsterdam)\u00a0che conferisce all\u2019UE competenze utili a combattere la discriminazione per motivi di genere, origine razziale o etnica, religione o credo, handicap, et\u00e0 od orientamento sessuale.<br \/>\nL\u2019attuale normativa comprende due direttive:<br \/>\n1)La direttiva sulla parit\u00e0 di trattamento in materia di occupazione\u00a0(2000\/78\/CE) tutela tutti i cittadini comunitari dalle discriminazioni per motivi di et\u00e0, handicap, orientamento sessuale, religione o credo sul luogo di lavoro.<br \/>\n2)La direttiva sull\u2019uguaglianza razziale (2000\/43\/CE) vieta la discriminazione basata sulla razza o sull\u2019origine etnica sul luogo di lavoro e in altri ambiti della vita quali l\u2019istruzione, la sicurezza sociale, la sanit\u00e0 e l\u2019accesso a beni e servizi.<br \/>\nLe direttive sono state adottate nel 2000 da tutti gli Stati membri dell\u2019UE, che hanno quindi dovuto integrare queste nuove norme nei rispettivi sistemi nazionali.<br \/>\nNonostante a livello Europeo siano tracciati i princ\u00ecpi guida per una sostanziale uguaglianza e protezione della componente LGBT, in Italia il tema appare piuttosto spinoso e controverso. L\u2019articolo 3 della Costituzione afferma che \u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. \u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u201d.<br \/>\nIl principio contenuto nell\u2019articolo 3, relativo alla pari dignit\u00e0 sociale dell\u2019individuo senza alcuna distinzione, anche sessuale, merita indubbiamente apprezzamento critico e difesa, ma non \u00e8 sufficiente per garantire una sostanziale parit\u00e0 sociale. Inoltre la rimozione degli ostacoli che frenano lo sviluppo della personalit\u00e0 necessita di ulteriori strumenti giuridici che ne garantiscano l\u2019efficacia.<br \/>\nDa anni in Italia, si \u00e8 aperta la questione delle coppie di fatto, che spesso vengono associate alle coppie gay, ma in realt\u00e0 esse fanno riferimento a qualsiasi coppia di individui, uniti dal vincolo affettivo, economico e solidaristico.<br \/>\nQuello del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, finalizzato a tutelarne i diritti e stabilirne i doveri , con una forma contrattuale differente dal matrimonio e definita unione civile \u00e8 un tema controverso, che ha visto schierarsi l&#8217;opinione pubblica italiana in due fronti nettamente contrapposti.<br \/>\nL&#8217;opposizione alle unioni civili pone principalmente due motivazioni:<br \/>\nLe unioni tra eterosessuali sono considerate una forma di matrimonio &#8220;di serie B&#8221;, nel quale si crede che la parte debole della coppia e gli eventuali figli siano meno tutelati.<br \/>\nPer quanto riguarda invece le unioni tra individui classificati LGBT, una delle critiche pi\u00f9 diffuse \u00e8 che il loro riconoscimento giuridico negherebbe l&#8217;unicit\u00e0 del modello di famiglia costituzionale, da intendersi come \u00absociet\u00e0 naturale fondata sul matrimonio\u00bb (art. 29, Cost.). Su questo punto \u00e8 lampante il ruolo di precise istituzioni presenti sul nostro territorio, come la Chiesa, che nel corso degli anni ha spostato l\u2019asse delle sue pratiche e strategie, non pi\u00f9 solo all\u2019interno della sfera confessionale dei suoi fedeli, ma anche al di fuori, invadendo la politica e gli interventi pubblici di interesse collettivo, creando un humus culturale dalla chiara matrice conservatrice. (Si pensi ad es. alle continue polemiche alla Ru486, al diritto di aborto, alla fecondazione assistita).<br \/>\nPer quanto riguarda le unioni omosessuali, l\u2019espressione utilizzata nell\u2019articolo 29 della nostra costituzione, \u201csociet\u00e0 naturale fondata sul matrimonio\u201d, rinvia l\u2019idea ad un\u2019altra parte di societ\u00e0, quella non basata sul contratto matrimoniale, che appare dunque non naturale e predisposta ad essere discriminata, emarginata e non tutelata economicamente dal sistema.<br \/>\nLa costruzione della famiglia definita come modello ideale, dunque imperniata sul matrimonio fra persone di sesso diverso ed orientata alla riproduzione, trae alimento da tradizioni culturali legate alla storia, e non certo da un\u2019inafferrabile idea di natura; essa necessita quindi di essere argomentata sul piano di princ\u00ecpi conservatori che sottendono i meccanismi di un discorso egemonico e classista. Gli argomenti oggi proposti per sostenere il valore delle tradizioni culturali (l\u2019unit\u00e0 del nucleo familiare, la perpetuazione della specie, il benessere dei minori, il vantaggio della collettivit\u00e0, ed altri simili ), celano spesso la traduzione normativa di una determinata morale, in particolare di un preciso disegno politico, rafforzando sempre pi\u00f9 situazioni di esclusione sociale e di limitazione delle prerogative individuali.<br \/>\nQuindi il terreno dei diritti civili appare permeato, almeno in Italia, di quella retorica, definita da Antonio Gramsci, \u201csenso comune\u201d!!!! Di ci\u00f2 sono anche responsabili i partiti della Sinistra cosiddetta \u201cradicale\u201d, che durante il governo Prodi del 2006, sono stati capaci di non attuare alcun punto del programma, compresi i diritti civili e le unioni di fatto.<br \/>\nFin qui abbiamo posto l\u2019accento sui diversi orientamenti sessuali e sulle copie non unite dal vincolo matrimoniale.<br \/>\nLa mia attenzione vuole anche abbracciare le differenze di genere. Esse fanno riferimento al \u201cruolo sociale del soggetto\u201d, dunque alla sua percezione individuale, che spesso si traduce in un vero e proprio disagio intrapsichico, allorquando si sviluppa una sorta di discrepanza tra sesso psicologico e sesso fisico. Dunque tra mente e corpo. Questo \u00e8 il caso dei soggetti trans, in \u201ctransito\u201d, impegnati in percorsi di cambiamento ardui ed emotivamente e fisicamente stressanti. Questa tematica, si basa su un assunto fondamentale: il corpo appare un dato socialmente costruito, mix di natura e cultura, distinguendo quindi tra la mera fisicit\u00e0 \u2013 dato universale e naturale cui si possono legittimamente occupare le scienze mediche e biologiche \u2013 ed un livello pi\u00f9 alto dell\u2019essere \u2013 quello socializzato, riempito di valori, morale e percezioni soggettive generate dal continuo confronto con l\u2019universo sociale. Il corpo \u00e8 anche strumento e misura del soggetto: di esso ci serviamo per presentarci agli altri, su di esso lavoriamo per costruirci una certa identit\u00e0 ed esso parla di noi stessi agli altri. In altri termini il corpo ci classifica, mentre agendo con e sul nostro corpo noi cerchiamo di trovare il nostro posto nelle classificazioni sociali. Questa scorta di osservazioni circa l\u2019importanza della fisicit\u00e0, assume un valore ancor pi\u00f9 profondo per i soggetti affetti da transessualismo primario.<br \/>\nIl termine &#8220;transessualismo&#8221; fu coniato dal dott. H. Benjamin, sessuologo e gerontologo, nel 1953. Inizialmente il fenomeno fu affrontato in ambito medico-psichiatrico e classificato come un ulteriore patologia: un disturbo della normalit\u00e0 sessuale. In tempi pi\u00f9 recenti, grazie ad adeguati trattamenti ormonali, appropriate psicoterapie e soddisfacenti interventi chirurgici, \u00e8 possibile un efficiente, duraturo e convincente passaggio da un sesso all&#8217;altro ed il &#8220;fenomeno&#8221; ha trovato una sua dignit\u00e0, una sua collocazione sociale e una sua legittimazione anche fuori dell&#8217;ambiente clinico. Nonostante ci\u00f2, la situazione esistenziale dei transessuali \u00e8 ancora difficile per i pregiudizi sociali, tra cui una profonda emarginazione dal mondo del lavoro. Ci\u00f2 in parte \u00e8 da ricondurre al fatto che mentre l\u2019omosessualit\u00e0 fu abolita dalla lista delle malattie mentali dall\u2019OMS (organizzazione mondiale della sanit\u00e0) appunto il 17 maggio 1990, il transessualismo invece \u00e8 ancora ritenuto un grave disturbo intrapsichico.<br \/>\nLa normativa vigente in materia di transizione sessuale fa riferimento alla legge 164 del 14 aprile 1982, che in passato ha sicuramente rappresentato una conquista, ma ormai appare una zavorra giuridica da snellire e aggiornare.<br \/>\nLa legge subordina la volont\u00e0 individuale del transessuale alla presenza di un giudizio di idoneit\u00e0 di un &#8220;esperto&#8221;. Ovvero lo psicologo, sulla base di una psico-terapia di almeno 6 mesi, redige un referto e in virt\u00f9 di questo il giudice del tribunale delibera sul possibile cambiamento di genere, con i conseguenti dati anagrafici.<br \/>\nI transessuali e le transessuali talvolta non giudicano indispensabile il ricorso ad un intervento chirurgico di riattribuzione del sesso e anche in questi casi necessitano di uno status giuridicamente riconosciuto, status che con la legge 164 viene subordinato esclusivamente ad una effettiva trasformazione chirurgica irreversibile.<br \/>\nGi\u00e0 in altri Paesi, in particolare in Olanda e Germania, ad una regolamentazione analoga a quella italiana si affianca la possibilit\u00e0 di un&#8217;alternativa chiamata &#8220;la piccola soluzione&#8221; diretta ad ottenere esclusivamente la modifica anagrafica del nome, con sentenza peraltro non immutabile (\u00e8 prevista una decadenza soltanto in caso di matrimonio o nascita di figli).\u00a0In questo caso l&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria non ha potere discrezionale, ma si limita a ratificare una situazione sulla base della dichiarazione dell&#8217;interessato e di perizie rilasciate da due specialisti. L&#8217;autocoscienza viene riportata in primo piano e l&#8217;interessato ha modo di attuare un \u201creal life test&#8221;, cio\u00e8 di vivere a pieno la sua identit\u00e0 di genere, per un periodo che pu\u00f2 anche essere circoscritto.<br \/>\nLo stesso Parlamento Europeo (direttiva del settembre 1989) invita gli Stati Membri a privilegiare l&#8217;autodiagnosi, subordinando soltanto ad una richiesta specifica degli interessati la possibilit\u00e0 di un sostegno psicologico delle persone. Viene inoltre riconosciuto uno status giuridico al transessuale e alla transessuale se pure limitato al periodo pre-operatorio.<br \/>\nQuesto passaggio appare fondamentale. La Comunit\u00e0 Europea tutela i soggetti in \u201ctransito\u201d precisando che l\u2019obbligo della psicoterapia \u00e8 facoltativo. In Italia esso appare obbligatorio in quei centri ospedalieri che abbracciano il protocollo ONIG in materia di Transessualismo. Questo protocollo subordina la libert\u00e0 individuale del soggetto, sottoponendola ad una psicoterapia di almeno 6 mesi. Ed \u00e8 inutile sottolineare gli interessi, le speculazioni, il business che unisce le strutture ospedaliere che hanno adottato questo protocollo, con le grandi lobby farmaceutiche statunitensi.<br \/>\nConcludendo, il rispetto della corporeit\u00e0, dell\u2019 omosessualit\u00e0 e delle differenze di genere rappresenta la base per costruire un nuovo tempo e un nuovo spazio che non solo nella giornata del 17 Maggio, ma sempre debba tendere ad una sostanziale uguaglianza e parit\u00e0 sociale tra eterosessuali e componente GBLT, tra coppie fondate sul matrimonio e unioni di fatto.<br \/>\nParallelamente quando arretrano i diritti civili, intaccati da una pubblica morale conservatrice e dai tagli del Welfare, il \u201csociale\u201d \u2013 contenitore di singole diversit\u00e0 e specificit\u00e0 cui dare forza, rispetto e valore \u2013 subisce una pericolosa omologazione e segregazione ai margini del sistema.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6731&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Chiara Ruggieri Il 17 Maggio del 1990 l\u2019 OMS (Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0) abol\u00ec l\u2019omosessualit\u00e0 dalla lista delle malattie psichiatriche. 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