{"id":6748,"date":"2011-05-09T00:00:17","date_gmt":"2011-05-08T22:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6748"},"modified":"2012-10-12T16:39:16","modified_gmt":"2012-10-12T14:39:16","slug":"habemus-hominem-si-ma-quale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6748","title":{"rendered":"&#8220;Habemus hominem&#8221;&#8230; si, ma quale?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2201\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/michel_piccoli_habemus_papam-290x195.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"195\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Salvatore Romeo (&#8217;85)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alzi la mano chi durante un\u2019interrogazione non ha mai cercato di nascondersi. Di volatilizzarsi. Sparire mentre il truce sguardo del professore scrutava il registro.<br \/>\nRicordo la ricerca estenuante del nulla; il collo chino, spronato a raggiungere inclinazioni degne di un contorsionista, il respiro affannoso e sempre pi\u00f9 rallentato. E la maggior parte delle volte avevo anche studiato! Troppo forte, per\u00f2, l\u2019\u201dansia da prestazione\u201d che attanaglia i tuoi sensi quando siamo attesi da un giudizio, da una valutazione. O quando avverti il peso delle responsabilit\u00e0 di un \u201cbel voto\u201d che, come un macigno, si poggia sul tuo stomaco bloccandone la digestione.<!--more--> Ma era pur sempre un\u2019interrogazione liceale: un suo cattivo esito avrebbe portato, al massimo, ad un pomeriggio di auto-flagellazione punitiva; ad una masochistica \u201cmaratona\u201d di derivate o verbi latini.<br \/>\nVi siete mai chiesti quali siano invece le sensazioni o le emozioni di chi deve accettare incarichi di responsabilit\u00e0 sociale? Cosa penser\u00e0 un politico alla sua prima elezione a sindaco di una citt\u00e0? Od un responsabile delle \u201crisorse umane\u201d costretto dalla dirigenza di una grande multinazionale (magari siderurgica) a licenziare migliaia di lavoratori? Che reazioni fisiologiche subisce un vescovo quando a seguito di un\u2019imprevedibile votazione viene eletto Papa?<br \/>\nA quest\u2019ultima domanda ci risponde Nanni Moretti, che attraverso il suo film \u201cHabemus Papam\u201d ripercorre, con un\u2019 attenta analisi emozionale, le reazioni del mite cardinale Melville a seguito della sua elezione a Papa durante un conclave molto combattuto. L\u2019elezione del Papa, come del resto ogni altra elezione, \u00e8 uno scontro tra diverse fazioni, ognuna delle quali rappresentante interessi e ragioni di precise realt\u00e0 sociali e politiche. Troppo importante da lasciare al caso o alla \u201cvolont\u00e0 di Dio\u201d, l\u2019investitura di un cardinale alla somma carica Papale per trovare immediatamente una convergenza o una mediazione su di un preciso \u201ccandidato\u201d. Si, un candidato. Sebbene non sia possibile un\u2019esplicita realizzazione, l\u2019elezione di un Papa \u00e8 vincolata da candidature e candidati che si contendono la carica di guida spirituale di tutti gli uomini della Terra, fedeli e \u201cnon-ancora\u201d.<br \/>\nDate queste premesse \u00e8 improbabile attendersi un\u2019elezione a sorpresa di un candidato totalmente avulso alla \u201ccorsa per il titolo\u201d: ma il cinema e la fantasia tutto possono e dunque \u201csia fatta la volont\u00e0 divina\u201d! Il cardinale Melville tutto si sarebbe aspettato alla vigilia del conclave, anche l\u2019elezione di un Papa sud-americano, al massimo africano. Mai avrebbe pensato ad una sua elezione, lui che il prete neanche voleva farlo.<br \/>\nIl film incomincia con le immagini del funerale del Papa appena scomparso (non \u00e8 presente nessun chiaro segno ma dovrebbe trattarsi di Giovanni Paolo II) e dell\u2019imminente conclave che elegger\u00e0 il suo sostituto. La folla, oceanica come da tradizione, si ritrova dopo due settimane tra le colonne del Bernini cantando ed inneggiando ad una rapida elezione del nuovo pontefice: troppo forte l\u2019emozione di assistere alla fumata bianca. Ma questa speranza rimane disattesa: tarder\u00e0 ad arrivare. All\u2019interno della Domus Sanctae Marthae i cardinali, per spezzare uno stallo apparso irrisolvibile tra i due \u201csuperfavoriti\u201d (dalle quote dei bookmakers inglesi ), decidono di votare in massa il cardinale Melville. Gi\u00e0, il cardinale Melville che mai avrebbe immaginato di essere incoronato Papa. Il vero film inizia qui.<br \/>\nIl personaggio-chiave della vicenda \u00e8 sicuramente il Pontefice. O meglio del non neo-pontefice. Si perch\u00e9 sul balcone, per la proclamazione e la benedizione \u201curbi et orbi\u201d, il prelato non ci \u00e8 mai arrivato. Una crisi di panico. Per tentare una rapida soluzione, prima volta nella Storia della Santa Sede viene contattato \u201cil migliore psicologo di Roma\u201d (Nanni Moretti) , dunque un esterno. Ateo per giunta. L\u2019unica conseguenza di questa soluzione \u00e8 un a ferma presa di posizione del cardinale che, sentendosi stretto nella morsa amichevole e caritatevole dei vescovi suoi colleghi, troppo preoccupati di una possibile sua rapida successione, fugge dal Vaticano sfruttando l\u2019unica disattenzione della scorta. Da qui nasce quella che , parafrasando Silone, pu\u00f2 essere definita \u201cl\u2019avventura di un povero Cristiano\u201d. L\u2019uomo Melville infatti, si trova ad essere investito da un destino non cercato, di cui non si sente degno. La sua dignit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 affine all\u2019accezione latina della \u201ddignitas\u201d: merito, valore, capacit\u00e0. Proprio la capacit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che il cardinale non si riconosce; la capacit\u00e0 di essere condottiero e non condotto, traghettatore di milioni di fedeli che nella sua figura auspicano un punto di riferimento. Ma la sua vita non gli appartiene pi\u00f9. Lo capisce in fretta. Convinto ormai di rifiutare l\u2019investitura \u201ddivina\u201d, incontra il segretario di stato, comunicandogli la notizia. Crede sia fatta. Lo scoglio pi\u00f9 duro \u00e8 superato. Ora \u00e8 un uomo libero. Ma con un complotto ordito dallo stesso Segretario Vaticano, Melville viene catturato in teatro (sua vera passione), riportato in Vaticano e preparato per la proclamazione ufficiale.<br \/>\nMa mentre il Mondo \u00e8 in festa per il ritorno del \u201cfigliol prodigo\u201d, dall\u2019alto del balcone che affaccia su piazza San Pietro, otto secoli dopo Celestino V, un altro Papa rivel\u00f2 tutta la grande potenza dell\u2019uomo attraverso una singola frase: \u201cNo grazie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il film quindi umanizza la figura del Pontefice, svela l\u2019interna contraddizione fra le aspettative di un uomo comune e gli insostenibili doveri correlati alla carica di Sovrano della Chiesa Cattolica. Ma ad uscirne forse ancora pi\u00f9 stravolte sono le figure dei cardinali. Man mano che la vicenda si snoda questi perdono tutta la loro austerit\u00e0 e si rivelano a loro volta in un\u2019umanit\u00e0 quasi ridicola. A questo punto per\u00f2 il film manifesta un elemento problematico. Mai si fa riferimento a questioni di potere \u2013 o anche vagamente politiche. Se il papa \u00e8 un \u201cuomo come tanti\u201d, cui la vocazione pare essere stata imposta da chiss\u00e0 quale misterioso trauma d\u2019infanzia, i cardinali sono descritti come \u201cbambinoni\u201d sicuramente inadeguati al ruolo che ricoprono; o comunque a loro volta sovrastati da quest\u2019ultimo, al punto che si lasciano andare volentieri all\u2019\u201cintrattenimento\u201d che lo psicologo inventa per rendergli meno estenuante l\u2019attesa del momento in cui il cardinale Melville accetter\u00e0 finalmente di presentarsi ai fedeli. E le loro reazioni disperate di fronte al \u201cgran rifiuto\u201d finale riflettono in effetti la loro incapacit\u00e0 politica. Insomma, \u00e8 una chiesa allo sbando quella descritta da Moretti. E l\u2019invito che egli sembra lanciare \u00e8 al recupero di quei valori \u201cumani\u201d, schiacciati dalla liturgia e dalla gerarchia, ma pur sempre presenti nello stato maggiore del Cattolicesimo. E\u2019 legittimo chiedersi a questo punto quanto siano realistiche questa analisi e questa prospettiva. La Chiesa \u00e8 davvero priva di un gruppo dirigente in grado di esprimere una leadership forte e persino intransigente su certe questioni?<br \/>\nL\u2019ultimo Conclave (quello vero) sembrerebbe dimostrare esattamente il contrario. E\u2019 stato eletto Papa il pi\u00f9 fidato collaboratore teologico di Wojtyla: l\u2019uomo che negli ultimi anni di pontificato del Polacco ha svolto un ruolo decisivo nel governo della Chiesa. Da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (l\u2019ex Sant\u2019Uffizio) ha dovuto occuparsi di alcune questioni lasciate irrisolte dal Concilio Vaticano II: dallo scisma degli ultraconservatori al dialogo ecumenico con le altre confessioni cristiane. Tutte cose che Ratzinger ha gestito in maniera spregiudicata: apertura nei confronti di tutti, a condizione che riconoscessero la supremazia della sede romana. Insomma, una strategia volta a consolidare il potere della Chiesa Cattolica nell\u2019ecumene cristiana. Allo smaccato proselitismo di wojtyliana memoria, Ratzinger continua a preferire una \u201cguerra di posizione\u201d. Opera che indubbiamente chiama in causa tutte le capacit\u00e0 diplomatiche accumulate dalla Chiesa in duemila anni di Storia (ricordiamo che si tratta dell\u2019istituzione politica pi\u00f9 antica ancora esistente).<br \/>\nMa prescindendo da considerazione di ordine storico-politico, il \u201cvizio\u201d di Moretti risiede in una visione pi\u00f9 che ingenua della natura umana. Credere che un uomo possa passare tutta la sua vita all\u2019interno di un\u2019istituzione senza assumerne codici e stili di comportamento; che possa scalarne la gerarchia rimanendo tuttavia \u201cincontaminato\u201d dalle pratiche che il potere impone; che, giunto all\u2019apice di quella struttura, non arrivi a identificare il proprio interesse con quello della comunit\u00e0 a cui ha dedicato la sua intera esistenza\u2026 tutto questo non \u00e8 utopistico, ma mistificatorio. Forse alla base c\u2019\u00e8 una visione \u201cfacilona\u201d del mondo, che tanto va di moda negli ambienti dell\u2019intellighenzia di sinistra di cui Moretti \u00e8 il Papa incontrastato. Quel concetto facile facile per cui il potere sarebbe una sorta di impalcatura montata sulla vita degli uomini e che tutti subiscono in maniera pi\u00f9 o meno uniforme. Forse nel suo tentativo di fare il verso anche alla psicoanalisi Moretti ha voluto restituirci una parodia del Freud de \u201cIl disagio della civilt\u00e0\u201d, ma questo gioverebbe solo al narcisismo dell\u2019autore. Il potere \u00e8 qualcosa di molto pi\u00f9 \u201cincarnato\u201d e molto meno distante dalle aspettative di tutti noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ci domandiamo quale sia, alla fine dei conti, il valore di \u201cHabemus Papam\u201d la risposta che viene da dare \u00e8: un capolavoro di ironia. Quest\u2019ultimo termine andrebbe per\u00f2 inteso in senso etimologico, come \u201cdistacco\u201d. L\u2019autore guarda dall\u2019alto i personaggi, con la convinzione di saperla pi\u00f9 lunga di tutti: di cardinali infantili e psicologi superbi; e alla fine sentenzia: \u201cHabemus hominem!\u201d. Beh, ci perdoni il caro Nanni se noi restiamo fedeli al vecchio Diogene. Che continu\u00f2 fino alla fine a cercare l\u2019uomo: nudo (di sovrastrutture) e alla luce sempre pi\u00f9 fioca del lumino (della sua ragione).<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6748&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;85) Alzi la mano chi durante un\u2019interrogazione non ha mai cercato di nascondersi. Di volatilizzarsi. Sparire mentre il truce sguardo del professore scrutava il registro. Ricordo la ricerca estenuante del nulla; il collo chino, spronato a raggiungere inclinazioni degne di un contorsionista, il respiro affannoso e sempre pi\u00f9 rallentato. 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