{"id":6751,"date":"2011-05-09T00:03:30","date_gmt":"2011-05-08T22:03:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=6751"},"modified":"2012-10-12T16:37:34","modified_gmt":"2012-10-12T14:37:34","slug":"dentro-ed-oltre-lo-sciopero-generale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6751","title":{"rendered":"Dentro ed oltre lo sciopero generale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2195\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/corteo-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/corteo-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/corteo.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><em>Francesco Ferri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo sguardo, fugace e distratto, attorno alle dinamiche che hanno attraversato il corteo dello scorso 6 Maggio &#8211; giornata dello sciopero generale indetto dalla Cgil contro le politiche del governo Berlusconi &#8211; mostra uno scorcio di realt\u00e0 che sembra di una semplicit\u00e0 disarmante, che rasenta il limite della banalit\u00e0. Una parziale analisi delle caratteristiche macroscopiche dei personaggi in scena sembra confermare questa tesi.<!--more--> Al governo c&#8217;\u00e8 un schieramento di centrodestra che, in linea con i corrispettivi europei, \u00e8 arroccato \u2013 e non certo da ora \u2013 su posizioni assolutamente distanti dagli interessi dei lavoratori salariati e, ancor di pi\u00f9, da chi un salario lo percepisce in maniera intermittente, o non lo percepisce affatto. Sembra, quindi, assolutamente pacifico che la maggior organizzazione sindacale italiana scelga di attuare uno sciopero accompagnato dai connotati di <em>generalit\u00e0<\/em>. Governo conservatore distante e sordo, sindacato maggiormente rappresentativo che indice, appunto, lo sciopero generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fine della storia? Evidentemente no. La realt\u00e0, come sempre accade, \u00e8 estremamente puntiforme e necessita di innumerevoli sforzi di approfondimento. La traccia del ragionamento che proviamo a seguire si concentra in particolare su due aspetti che finiscono per risultare decisivi quando si prova a valutare l&#8217;efficacia di un&#8217;azione oppositiva, come quella messa in atto dalla Cgil, di ampio raggio: attori in scena e tempistica dell&#8217;azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi tutto, il governo italiano \u00e8 si contiguo ai rigurgiti di neoliberismo che imperano in Europa<em>, <\/em>ma appare in assoluto la versione pi\u00f9 feroce del peggior conservatorismo europeo, e di certo non solo per gli inflazionati motivi processuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre\u00a0 quindi interrogarsi su cosa voglia dire, nel tempo in cui il governo Berlusconi, accerchiato dai problemi giudiziari, si mostra pi\u00f9 feroce e rabbioso, indire uno sciopero generale. Appare infatti evidente che, come ogni qual volta ci si assume l&#8217;onere di associare ad un fenomeno conflittuale i connotati di <em>generalit\u00e0<\/em>, si fa propria una responsabilit\u00e0 precisa: ci si assume il compito di provare a far approdare la micro vertenzialit\u00e0 in atto ad un livello successivo, pi\u00f9 diffuso e pi\u00f9 avanzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mobilitazioni di <em>massa<\/em>, le vertenze diffuse sui territori, le conflittualit\u00e0 prodotte hanno sempre, com&#8217;\u00e8 noto, un andamento a <em>climax<\/em>: crescono, si alimentano a vicenda, si diffondono sui territori fino a raggiungere un picco. Poi, inevitabilmente, discendono. Se l&#8217;obiettivo di un&#8217;organizzazione sindacale, nell&#8217;indire una mobilitazione dall&#8217;ampio raggio, \u00e8 la volont\u00e0 di dare rappresentanza e forza alle varie mobilitazioni in atto, \u00e8 assolutamente chiaro che la tempistica con la quale si \u00e8 convocato lo sciopero \u00e8, quanto meno, totalmente errata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ragionamenti che si colgono intorno al tema della tempestivit\u00e0 dell&#8217;azione della Cgil<em>, <\/em>nel (breve) corteo che partendo dall&#8217;Arsenale militare, \u00e8 arrivato alla (vicina) piazza Maria Immacolata nel centro di Taranto, sono racchiusi nella distanza che intercorre tra un \u201cmeglio tardi che mai\u201d,\u00a0 e un \u201cla marea ormai \u00e8 passata, e ci ha travolti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre essere prudenti, certo, La convocazione di uno sciopero generale, indubbiamente, resta sempre una scelta politica importante, difficile e rischiosa. E risulta ancor pi\u00f9 delicata se messa a sistema con un altro dato allarmante, e certo non nuovo: l&#8217;assenza, assoluta, delle altre organizzazioni sindacali confederali sulla tematica della mobilitazione generale, in maniera del tutto coerente con un diffuso atteggiamento collusivo nei confronti del governo. Nonostante ci\u00f2, o probabilmente a maggior ragione, numerose perplessit\u00e0 rimangono intorno alle scelte in tema di ritardi e tentennamenti che hanno caratterizzato gli scorsi mesi del sindacato della Camusso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel passato autunno il livello di conflittualit\u00e0, alimentata dalle rivendicazioni della Fiom (soprattutto a livello nazionale) e dalle mobilitazioni contro la riforma Gelmini (in maniera assolutamente rilevante anche a Taranto), ha avuto un&#8217;imponenza \u2013 per fermezza delle rivendicazioni, per diffusione territoriale e per maturit\u00e0 delle pratiche adottate \u2013 assoluta. Difficile immaginare cosa sarebbe stato lo sciopero generale convocato, per esempio, giusto qualche settimana dopo le storiche mobilitazione del 14 dicembre. Quel che appare incontrovertibile \u00e8 che, comunque, il senso della giornata \u2013 per consapevolezza della posta in gioco, indubbia difficolt\u00e0 del governo e desiderio diffuso di bloccare materialmente il paese \u2013 sarebbe stato\u00a0 radicalmente diverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, l&#8217;altra sensazione che avvolge i partecipanti al corteo tarantino \u00e8 una strana sensazione,\u00a0 mix tra mancanza di completezza, attesa continua e sentimento di privazione. Il dato che immediatamente si fa notare non \u00e8 la quantit\u00e0 numerica degli aderenti alla manifestazione, configurabili tra le millecinquecento e le duemila unit\u00e0. Di certo in un contesto politico, a livello nazionale e territoriale, decisamente arido<em>, <\/em>i numeri in gioco non appaiono insoddisfacenti. Ci\u00f2 che colpisce un po&#8217; tutti i presenti \u00e8 la ridotta presenza di operai Ilva. Ad un numero di qualche decina di coraggiosi ragazzi che, nonostante le continue difficolt\u00e0 nel ritrovarsi schiacciati tra crisi economica incessante, precariet\u00e0 ambientale e ricatti di svariata natura, si fanno sentire visivamente e sonoramente, corrispondono alcune migliaia\u00a0 di operai che il 6 Maggio hanno scelto di non scioperare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;ultima riflessione sembra l&#8217;unica che si possa accompagnare con elementi di novit\u00e0 per il presente, e interessanti prospettive per il prossimo futuro. Accanto ed oltre lo sciopero praticato dalla Cgil, in tantissime citt\u00e0 si \u00e8 manifestata una nuova forma di mobilitazione. Insolita, colorata, programmatica, efficace. Nasce da un dato di fatto tangibile e disarmante: la facolt\u00e0 stessa di scioperare, storicamente la modalit\u00e0 per eccellenza per provare ad acquisire nuovi diritti o (come in questa fase)\u00a0 difendere quelli esistenti, spesso non \u00e8 normativamente praticabile dalla generazione dei Co.co.pro., delle partite Iva, degli stage gratuiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per provare a porre materialmente elementi di discontinuit\u00e0 in tema di negazione del diritto di sciopero per chi \u00e8 costantemente avvolto dalla precariet\u00e0, la piattaforma <em>Uniti per lo sciopero<\/em>, da Genova a Bologna, da Roma e Napoli,\u00a0 ha attuato forme di mobilitazioni inconsuete. Cortei spontanei, lunghi e colorati, dal percorso imprevedibile e dalla composizione eterogenea, che interagiscono con lavoratori e precari che non hanno la possibilit\u00e0 di scioperare, bloccando di fatto gli esercizi commerciali rimasti aperti. Il risultato \u00e8 un&#8217;interessante e continuo contatto, scambio, contaminazione tra chi il diritto di astenersi dal lavoro lo possiede e chi, tra tutti gli altri drammi, non possiede neanche questa facolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il livello immaginifico che accompagna questa nuova pratica \u00e8 abbastanza chiaro: \u00e8 una sfida, aperta, nei confronti del governo Berlusconi, ennesimo affossatore dei diritti delle categorie caratterizzate dal massimo grado di sfruttamento, ma anche un messaggio, determinato e preciso, nei confronti della Cgil. Gli spezzoni di <em>Uniti per lo sciopero<\/em>, che hanno attraversato il percorso delle manifestazioni ufficiali, ma allo stesso tempo hanno deviato, cambiato strada, mostrano visivamente la presenza di vite precarie, difficili e straordinarie che, anche dal sindacato, si sento poco tutelate, e\u00a0 per niente rappresentate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nel capoluogo Ionico, dietro lo striscione <em>Uniti per lo sciopero Taranto<\/em> i ragazzi del Link, gli attivisti del centro sociale Cloro Rosso, insieme ad altre realt\u00e0 del territorio, hanno provato a ragionare in questi termini. Come \u00e8 evidente, ogni territorio \u00e8 caratterizzato da un livello di capacit\u00e0 di mobilitarsi propria, e in questo senso a Taranto c&#8217;\u00e8 tantissimo da lavorare. Qualcosa di nuovo, in ogni caso, anche alle nostre latitudini si \u00e8 manifestato il 6 Maggio: soggetti tra loro diversi per prospettive e progettualit\u00e0\u00a0 hanno provato ad aprire un discorso comune dentro ed oltre il corteo della Cgil. La nostra citt\u00e0, indubbiamente, ha assoluta necessit\u00e0 di un tentativo di ragionamento in questi termini: soggettivit\u00e0 diverse per formazione e percorsi personali, accomunate da\u00a0 voglia di pensarsi in prospettiva e desiderio di mettersi in gioco, che provano ad immaginare, insieme, frammenti di una vita diversa.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=6751&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ferri Un primo sguardo, fugace e distratto, attorno alle dinamiche che hanno attraversato il corteo dello scorso 6 Maggio &#8211; giornata dello sciopero generale indetto dalla Cgil contro le politiche del governo Berlusconi &#8211; mostra uno scorcio di realt\u00e0 che sembra di una semplicit\u00e0 disarmante, che rasenta il limite della banalit\u00e0. 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