{"id":7393,"date":"2012-11-05T00:08:21","date_gmt":"2012-11-04T22:08:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=7393"},"modified":"2012-11-05T01:10:00","modified_gmt":"2012-11-04T23:10:00","slug":"fiat-nuovo-piano-industriale-vecchi-difetti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=7393","title":{"rendered":"Fiat: nuovo piano industriale, vecchi difetti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7394\" title=\"\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/sergio-marchionne-ad-fiat-300x199.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/>di <strong><em>Salvatore Romeo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi propongo un gioco, semplice e alla portata di tutti. Un gioco che si pu\u00f2 fare a piedi, mentre si fa jogging o si sta fermi ed infreddoliti alla fermata di un bus che puntualmente ritarder\u00e0. Provate a contare quante automobili \u201citaliane\u201d riuscite ad individuare nella vostra quotidianit\u00e0. Dovrebbero essere 3 ogni 10 automobili, pi\u00f9 o meno il 30%. Ecco, questa \u00e8 la quota del mercato nazionale della pi\u00f9 grande industria di automobili (ma non solo) italiana: la Fiat s.p.a. . Troppo poco per una casa automobilistica che ha recentemente inglobato anche i marchi Jeep Chrysler. All\u2019estero la situazione peggiora drasticamente: esigue le vendite dell\u2019intero gruppo; le uniche automobili a salvarsi sono la Panda e la 500. Ma andiamo per gradi.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nuovo piano industriale, vecchi difetti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo pochi giorni fa la Fiat ha diramato il nuovo piano industriale inerente il quadriennio 2012-2016. I siti e le riviste specializzate hanno danno eccessivo risalto, condito da tono euforico e trionfale, alla notizia dell\u2019introduzione nei prossimi anni di 17 tra nuovi modelli e restyling. In realt\u00e0 i 17 nuovi lanci attesi partiranno dal 2014, e sono da suddividere tra tutti i marchi del gruppo: Fiat, Jeep, Maserati, Lancia, Alfa Romeo. Proprio la casa del \u201cbiscione\u201d, secondo quanto riportato nel piano industriale, sarebbe attesa da una seconda giovinezza. Secondo le intenzioni del manager abruzzese, Alfa Romeo dovrebbe abbandonare l\u2019attuale segmento di mercato (prettamente berline compatte o segmento \u201cC\u201d) per divenire un marchio \u201cpremium\u201d; ovviamente ci\u00f2 sarebbe possibile con la condivisione dei pianali con l\u2019americana Chrysler. L\u2019Alfa Romeo andrebbe, dunque, a competere con berline di segmento superiore, BMW e Mercedes per intenderci. In linea di massima sarebbe un progetto dagli aspetti intriganti; in realt\u00e0 il rilancio del marchio Alfa Romeo viene annunciato e poi puntualmente disatteso gi\u00e0 da molti anni: la motivazione rimane tutt\u2019ora oscura. Sono gi\u00e0 diversi anni che il gruppo Volkswagen sogna di impossessarsi di uno dei marchi che ha fatto la storia dell\u2019automobile e che ha tutt\u2019ora, agli occhi di appassionati e nuove generazioni, uno strepitoso appeal. Non a caso Martin Winterkorn, numero uno del gruppo Volkswagen, ha pi\u00f9 volte definito Alfa Romeo come un marchio \u201cestremamente interessante\u201d. Altro marchio \u201csedotto e abbandonato\u201d \u00e8 il glorioso \u201cLancia\u201d. La casa automobilistica, che con i suoi modelli eleganti e confortevoli ha sedotto numerosi automobilisti nel Mondo, rischia di scomparire per ammissione dello stesso Marchionne, sacrificata sull\u2019altare delle esigue vendite. In realt\u00e0, attualmente, il portafoglio dei modelli lancia \u00e8 scarno come un quadro del Caravaggio: Musa, Delta ed Y-psilon . Con un parco auto cos\u00ec e campagne pubblicitarie poco aggressive, \u00e8 molto difficile convincere il sempre pi\u00f9 attento consumatore europeo. Inoltre la strategia di \u201caspettare i tempi migliori\u201d (ora pronosticati da Marchionne per l\u2019anno 2014) ha portato ad uno svantaggio competitivo difficilmente colmabile con i rivali; basti pensare che il marchio Fiat ha in gamma due automobili (Punto e Bravo) pensate e progettate ancor prima che Marchionne divenisse amministratore delegato del gruppo (2004 Punto, 2005 Bravo). Se si considera che le sostitute sono gi\u00e0 ingegneristicamente concepite (sono gi\u00e0 congelate le tecnologie, non ancora lo stile) ma saranno immesse sul mercato nel 2014, si prende atto di come Fiat non impari dagli errori (\u00e8 il caso Lybra, auto introdotta sul mercato molti anni dopo la sua progettazione; fu un flop incredibile).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nuove strategie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le campagne pubblicitarie aggressive hanno caratterizzato la prima parte del \u201cgoverno Marchionne\u201d. La \u201cPunto evo\u201d, reinterpretazione in salsa europea (dalla linee complesse e stucchevoli) del successo \u201cGrande Punto\u201d era stata presentata presso la porta aerei Cavour alla presenza delle alte cariche della marina; eravamo nel 2009. Grosso clamore ebbe la campagna di marketing, organizzata dall\u2019ex (subito dopo passato in Volkswagen) Luca De Meo, per l\u2019introduzione sul mercato della Fiat 500; l\u2019auto in realt\u00e0 era meno rivoluzionaria e accattivante dell\u2019eterna progenitrice, ma la massiccia campagna pubblicitaria ha contribuito a renderla un successo inaspettato. Era il 2007. Da quella data ad oggi sono passati cinque anni e tutto sembra cambiato nell\u2019universo Fiat. E\u2019 palpabile l\u2019aura di attendismo che attanaglia manager e propriet\u00e0: tutte le risorse, infatti, sono impegnate nella massimizzazione delle economie di scala con la controllata (fino ad ora <em>n.d.a.<\/em>) Chrysler. Uno sforzo che sta producendo i risultati attesi in America. Non in Italia. La colpa non \u00e8 da imputare alla sola crisi del mercato, ma alla mancanza di coraggio nelle scelte del lingotto. Di fatto modelli \u201cfuori dagli schemi\u201d, come le Nissan Qashqai e Juke, o le nuove Mercedes classe A e B, fino ad arrivare alle pi\u00f9 tradizionali Ford Fiesta e Volkswagen Polo, in periodo di crisi hanno visto aumentare esponenzialmente le loro vendite e con esse il fatturato per le loro case. Se a ci\u00f2 si aggiunge il \u201cpressing\u201d competitivo che le case coreane e giapponesi stanno attuando da molto tempo, si evince come la strategia dei \u201ctempi migliori\u201d possa risultare controproducente per il gruppo italo-statunitense. Osservando negli ultimi anni il mercato dell\u2019automobile, si nota come, escludendo l\u2019ultra low-cost della Dacia, il consumatore tradizionale punti sempre di pi\u00f9 al \u201cpoco ma buono\u201d. La campagna di incentivazione dei pagamenti tramite rateizzazione, da parte delle case automobilistiche (che hanno notevoli ritorni economici dagli elevati tassi di interesse applicati), ha permesso al consumatore di orientarsi sempre pi\u00f9 verso modelli pi\u00f9 accessoriati, rifiniti o di tendenza (modelli costosi e spesso inutili, il cui emblema \u00e8 la \u201cmini\u201d in tutte le declinazioni); tutto ci\u00f2 a scapito dei modelli a \u201cbasso profilo\u201d (Panda, Punto e Bravo). Se a ci\u00f2 si unisce la scriteriata decisione di immettere sul mercato modelli dall\u2019assenza totale di appeal (16 e Croma), si giustifica la poco rosea situazione vendite del gruppo (in Italia ed Europa). Ma non in tutte le zone del Globo la situazione rispecchia quella europea. Si pensi al Brasile: la Fiat \u00e8 leader assoluto del mercato brasiliano da decenni; prima proponendo modelli dal bassissimo costo (spesso derivati da modelli in disuso in Italia); dopo, appurato il cambiamento dei gusti dei consumatori brasiliani, proponendo modelli nuovi, accattivanti e tecnologicamente (per il Brasile) avanzati. Il mercato ha ripagato lo sforzo. L\u2019Italia sar\u00e0 relegata a breve, come il mercato fanalino di coda del gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Produzione da \u201casporto\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Marchionne, negli ultimi mesi, ha lamentato una strutturale sovracapacit\u00e0 produttiva che attanaglia le case automobilistiche europee. Quindi ha pensato bene di mandare a casa migliaia di lavoratori siciliani dello stabilimento di Termini Imerese (e dell\u2019indotto), non garantendo loro un futuro (potevano essere avviati colloqui preventive con case automobilistiche cinesi interessate al sito siciliano) dopo aver intascato 300 milioni di euro dallo Stato (<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2011\/10\/02\/quei-350-milionidi-aiuti-pubblicia-marchionne\/161556\/\">http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2011\/10\/02\/quei-350-milionidi-aiuti-pubblicia-marchionne\/161556\/<\/a>). Dopo un anno mister M. si \u00e8 ritrovato a sfogliare i petali di una margherita gi\u00e0 spoglia: gli operai di Mirafiori (fabbrica storica del gruppo), Melfi (paventata come la fabbrica pi\u00f9 industrializzata d\u2019Europa), Pomigliano (appena ristrutturata) e Cassino hanno incominciato a tremare. Ma stando a ci\u00f2 che riporta il nuovo piano industriale non sono previste nuove chiusure degli impianti italiani. Come risolvere allora l\u2019angoscioso problema dell\u2019inefficienza produttiva? Semplice produrre per gli altri mercati! \u201cExportation oriented\u201d. Dunque gli stabilimenti italiani diventerebbero delle succursali produttive delle case automobilistiche americane (Jeep e Chrysler principalmente), per le quali produrrebbero prodotti destinati in primis agli States e alla Cina. Ma c\u2019\u00e8 un problema: attualmente non sarebbe economicamente vantaggiosa questa possibilit\u00e0. Troppo elevati, infatti, i costi di trasporto, esportazione e mano d\u2019opera che sarebbero generati da una produzione europea e successiva spedizione \u201cWorld wide\u201d. Per questo motivo Marchionne si sta battendo per una politica di sgravi fiscali, che possano avvantaggiarlo per l\u2019export. E quale migliore arma di contrattazione se non il ricatto occupazionale? Ma questo lo spieghiamo in un altro articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.quattroruote.it\/detroit2011\/articolo.cfm?inizio=31&amp;da=1&amp;codice=228920&amp;\">http:\/\/www.quattroruote.it\/detroit2011\/articolo.cfm?inizio=31&amp;da=1&amp;codice=228920&amp;<\/a><\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=7393&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo Vi propongo un gioco, semplice e alla portata di tutti. Un gioco che si pu\u00f2 fare a piedi, mentre si fa jogging o si sta fermi ed infreddoliti alla fermata di un bus che puntualmente ritarder\u00e0. 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