{"id":7503,"date":"2012-11-12T00:10:05","date_gmt":"2012-11-11T22:10:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=7503"},"modified":"2012-11-12T01:10:35","modified_gmt":"2012-11-11T23:10:35","slug":"saremo-anche-operai-ma-non-ci-sentiamo-pigs","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=7503","title":{"rendered":"Saremo anche operai ma non ci sentiamo PIGS"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-grndNWxSTQM\/UEG0Ck3YhHI\/AAAAAAAAAgQ\/wnDgcfhaPv4\/s1600\/ILVA_FERRANTE_LAVORATORI.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7504\" title=\"Ilva Ferrante a mensa con i lavoratori\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ILVA_FERRANTE_LAVORATORI-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"223\" \/><\/a>di <em><strong>Luca Solcacielo<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda dell\u2019ILVA di Taranto rappresenta un plastico esempio di come nel nostro Paese le situazioni, specie quelle paradigmatiche, vengano affrontate con un approccio tale da farci apparire agli occhi degli stranieri come coloro che cercano facili (e a volte improbabili o peggio ancora improponibili) scorciatoie per venire fuori dai pasticci. L\u2019 opzione \u201cfacile\u201d in questo caso non \u00e8 contemplata, rimane quindi da stabilire se la soluzione adottata sar\u00e0 improbabile o improponibile. Ovviamente scartando a priori, come da italica tradizione, quella necessaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 2012 pu\u00f2 essere considerato a tutti gli effetti un nuovo anno zero per la \u201cfabbrica dell\u2019acciaio\u201d della citt\u00e0 dei due mari, una sorta di spartiacque tra un passato di 50 anni i cui danni sanitari ed ambientali sono stati definitivamente accertati e un futuro per niente scontato<\/strong>. <!--more-->Quel che risulta sicuro \u00e8 che nulla potr\u00e0 pi\u00f9 essere come prima. Il sequestro senza facolt\u00e0 d\u2019uso degli impianti maggiormente responsabili dell\u2019inquinamento causa di una maggiore incidenza di malattie e decessi rispetto ad altre realt\u00e0 nazionali ha sbriciolato la monolitica certezza dell\u2019intangibilit\u00e0 dello stabilimento cos\u00ec come gli arresti (pur ai domiciliari) dei Riva e dell\u2019ex direttore dello stabilimento Capogrosso ha fatto venir meno quell\u2019aura di intoccabilit\u00e0 dei vertici di una delle famiglie pi\u00f9 ricche e potenti d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019effetto della nomina di Ferrante, considerato da tutti un poliedrico mediatore con un passato nelle Istituzioni, come nuovo presidente del gruppo un paio di settimane prima dell\u2019inizio della \u201c tempesta giudiziaria\u201d, ha oramai esaurito la sua componente di novit\u00e0 e di immagine di persona dialogante. Sembrano lontani infatti i giorni del comico defenestramento del \u201ctentacolare\u201d Archin\u00e0, passato da \u201cfedele esecutore\u201d a \u201ccapro espiatorio\u201d nel giro di qualche ora solo perch\u00e9 pare utilizzasse fondi (aziendali) per ammorbidire l\u2019informazione, le orazioni domenicali e qualche rilievo del perito incaricato dai magistrati, ovviamente tutto all\u2019insaputa dell\u2019azienda stessa, anche questo come da italico costume. Sembrano lontani i giorni in cui in maniche di camicia veniva in mensa a dialogare con noi operai, quasi a voler imprimere attraverso una immagine forte nelle nostre teste il \u201cnuovo corso\u201d dell\u2019azienda; a tal proposito <strong>vorrei cogliere l\u2019occasione, se mai il Presidente leggesse Siderlandia, per invitarlo a venirci a trovare nuovamente, in modo da spiegarci l\u2019incomprensibile richiesta di cassa integrazione per 2000 lavoratori dell\u2019area a freddo, dopo le continue rassicurazioni sui livelli occupazionali e soprattutto in considerazione del fatto che gli impianti sottoposti a sequestro sono altri.<\/strong> Fuor di metafora abbiamo capito il giochetto. E se <strong>la partita a scacchi che l\u2019azienda (con il governo) vuole mettere in piedi con la magistratura entra nella sua fase critica, i primi ad essere ingaggiati sono come sempre i pedoni<\/strong>, in ottemperanza al \u201cvecchio stile Riva\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancata accettazione della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale, la foglia di fico sotto la quale la propriet\u00e0 ancora nasconde le sue reali intenzioni sulla volont\u00e0 di mettere a norma secondo gli standard europei gli impianti sottoposti a sequestro e mai quantificate in una cifra congrua alla soluzione del problema, unito all\u2019attacco del ministro dell\u2019ambiente verso la magistratura che anche nel senso comune di noi lavoratori \u00e8 sembrato piuttosto scomposto, alimenta giorno dopo giorno <strong>un clima di incertezza assoluta, che diventa sconcerto se unito alla richiesta di collocazione in cassa integrazione<\/strong>. Se da una parte infatti i magistrati sono dovuti intervenire in maniera cos\u00ec drastica, supportati da dati scientifici ambientali ed epidemiologici prodotti allo scopo di accertare un dolo, dando seguito all\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale prevista dal nostro ordinamento e dall\u2019altra parte l\u2019azienda oppone la messa in opera degli investimenti come subordinata al dissequestro degli impianti incriminati senza quindi rimuovere prima il dolo, spalleggiata in questa strategia dal governo, al centro finiscono i lavoratori stritolati da questo gioco delle parti impostato su conflitti di attribuzione tra poteri dello stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Basterebbe fare solo ci\u00f2 che \u00e8 giusto e necessario<\/strong>, come si fa normalmente in paesi che si considerano democratici e civili. Succede in altre parti d\u2019Europa, dove la presenza di complessi industriali in generale e siderurgici in particolare \u00e8 ben pi\u00f9 pesante, che <strong>gli studi sugli impatti sanitari ed ambientali vengano commissionati e portati avanti dalle agenzie ambientali pubbliche e non dai magistrati, che i risultati producano piani d\u2019azione per rispettare delle leggi obiettivo ambientali europee ed essere pronti a rispettarle dal primo giorno in cui queste entrano in vigore, che si costringano le aziende a prendere tutti i provvedimenti susseguenti<\/strong>, anche quelli pi\u00f9 drastici, a prescindere dagli investimenti necessari allo scopo. Tutto questo \u00e8 successo in Germania tra il 2000 e il 2004, nel Nord Reno-Westfalia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quello io come tanti altri miei compagni di lavoro, alla domanda che spesso noi stessi ci poniamo: \u201c<em><strong>Lavorare in fabbrica significa difendere l\u2019ILVA?<\/strong><\/em>\u201d abbiamo iniziato a risponderci che <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>noi non vogliamo difendere l\u2019ILVA, che la magistratura fa bene ad andare avanti<\/strong><\/span> anche fino alle estreme conseguenze, che il problema esiste, \u00e8 serio e va risolto, che <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>un lavoro vero non provoca danno a se stesso e agli altri<\/strong><\/span>. Sulla nostra pelle stiamo acquisendo la consapevolezza per la quale difendiamo l\u2019idea che \u00e8 possibile produrre acciaio in impianti all\u2019avanguardia dal punto di vista dell\u2019impatto ambientale, perch\u00e9 saremo anche operai ma non ci sentiamo PIGS.<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=7503&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Solcacielo La vicenda dell\u2019ILVA di Taranto rappresenta un plastico esempio di come nel nostro Paese le situazioni, specie quelle paradigmatiche, vengano affrontate con un approccio tale da farci apparire agli occhi degli stranieri come coloro che cercano facili (e a volte improbabili o peggio ancora improponibili) scorciatoie per venire fuori dai pasticci. 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