{"id":7823,"date":"2012-12-03T01:37:44","date_gmt":"2012-12-02T23:37:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=7823"},"modified":"2012-12-03T02:07:16","modified_gmt":"2012-12-03T00:07:16","slug":"riflessioni-di-un-operaio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=7823","title":{"rendered":"Riflessioni di un operaio"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><em>di <strong>Morris Franchini<\/strong><\/em> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7824\" title=\"ilva\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/ilva-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\">Pi\u00f9 passa il tempo e pi\u00f9 mi rendo conto che il \u201ctempo\u201d \u00e8 un amico fidato, capace di dare tutte le risposte, di confermare o smentire, di rafforzare le nostre ragioni o di cancellare le nostre certezze. Ed io mi appello spesso ai ricordi e al confronto con quello che vivo: adesso. Ricordo di aver visto e sentito, tempo fa, durante una trasmissione televisiva il Senatore Tiziano Treu, Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale di un certo Governo di Centro-Sinistra presieduto da un certo professor Romano Prodi.<!--more--> S\u00ec, proprio lui che inaugur\u00f2 lo smantellamento del <strong>welfare state<\/strong> con il pacchetto di riforme definito con il suo stesso cognome\u2026ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<br \/>\nEbbene, costui afferm\u00f2 che il lavoro manuale era destinato a scomparire, travolto dal vortice irresistibile della cosiddetta <strong>New Economy<\/strong>. A distanza di tempo, non solo lui ma tanta altra gente si \u00e8 accorta che ancora esistono gli operai. Maggiormente ora che, ad esempio, con i casi \u201c<strong>FIAT-Marchionne<\/strong>\u201d ed \u201c<strong>ILVA<\/strong>\u201d la cosiddetta \u201c<em>classe operaia<\/em>\u201d \u00e8 tornata agli onori delle cronache nazionali e non. Chi vi scrive \u00e8 proprio un operaio, guarda caso dell\u2019ILVA. Non \u00e8 facile esprimere le proprie riflessioni in un momento come questo, ma prover\u00f2 a farlo.<\/p>\n<p>Sono entrato in questa fabbrica all\u2019alba degli anni segnati dai <em>record<\/em> produttivi fino ad arrivare a questi giorni nei quali ci si sente battuti tra l\u2019incudine e il martello. Eh s\u00ec, \u00e8 sempre quella la storia. Una storia triste dai risvolti <em>noir<\/em>, che ha un nome ed un cognome: ricatto occupazionale e vuoto della politica. Il problema viene da lontano, quando questa citt\u00e0 fu scelta come sito strategico per la produzione dell\u2019acciaio, violentandola ed espropriandola della sua natura. Per oltre trent\u2019anni sono state distrutte ogni possibilit\u00e0 di crescita ed ogni attivit\u00e0 economica e culturale. Si pensi alla perdita dei \u201c<strong>Cantieri Tosi<\/strong>\u201d e della \u201c<strong>Belleli<\/strong>\u201d, ad esempio. \u00c8 stato creato un deserto intorno all\u2019ILVA, senza che quasi nessuno abbia battuto ciglio. In questo contesto il Padrone Riva ha potuto ramificare il suo potere, stringendo a s\u00e9 i suoi dipendenti, legandoli ad un ricatto asfissiante che li porta addirittura ad affermare che \u00e8 meglio morire di tumore che di fame. Un ricatto che li porta ad accettare, il pi\u00f9 delle volte, condizioni di lavoro ai limiti della sicurezza e dello sfruttamento, ad usufruire di diritti solo se si \u00e8 \u201cmeritevoli\u201d. E in questo legame, per nulla amoroso, \u00e8 riuscito a scompattare l\u2019unit\u00e0 stessa dei lavoratori, creando distinzioni e rivalit\u00e0 tra essi. Ma la vera e propria ciliegina sulla torta \u00e8 il fatto che, sulla base di questo ricatto, l\u2019Azienda abbia usato ed usi i suoi dipendenti come scudo o come un vero e proprio esercito da schierare all\u2019occorrenza contro la Magistratura o al nemico di turno. D\u2019altra parte il Padrone Riva, come hanno dimostrato <em>(NdR: e c\u2019\u00e8 ancora da scoprire\u2026l\u2019inchiesta continua\u2026)<\/em> gli inquirenti, ha saputo ben comprare la compiacenza di Istituzioni, di politici, della Chiesa, dei mezzi d\u2019informazione e delle rappresentanze sindacali affinch\u00e9 questo sistema rimanesse bello saldo, affamando la loro golosit\u00e0 di denaro ed aiutando a nascondere le loro manifeste incapacit\u00e0 e la loro sporca indifferenza. S\u00ec, perch\u00e9 tutto \u00e8 stato svenduto qui a Taranto. \u00c8 stata svenduta la salute della popolazione e dei lavoratori con la loro ormai perduta dignit\u00e0 e la sanit\u00e0 e la bellezza dell\u2019ambiente, \u00e8 stata svenduta la storia di una citt\u00e0. \u00c8 vergognoso ed incivile scegliere tra la salute e il lavoro. Tra noi lavoratori c\u2019\u00e8 la paura ossessiva di perdere il lavoro, pur consapevoli delle scelte criminali di tanti anni, dei danni creati alla salute e all\u2019ambiente, al tanto dolore che c\u2019\u00e8. C\u2019\u00e8 la paura di trovarsi di fronte ad un vuoto politico ed economico che nessuno riuscir\u00e0 a colmare con scelte coraggiose e brillanti. S\u00ec, perch\u00e9 la politica sembra essere assente e priva di iniziative. Manca un vero e proprio piano strategico per l\u2019occupazione e la crescita economica. Tutti parlano dell\u2019importanza dell\u2019acciaio di Taranto per il \u201c<em>Sistema-Paese<\/em>\u201d ma dimenticano di mettere la priorit\u00e0 alla vita stessa. Tutti parlano di necessit\u00e0 legate al PIL nazionale, sul tenere in vita lo stabilimento \u2013 senza se e senza ma &#8211; e non pensano a soluzioni alternative e a possibili riconversioni, mettendo la priorit\u00e0 ad una visione di territorio vivibile e funzionale. Tra di noi moltissimi, ormai non credono pi\u00f9 nemmeno nel sindacato. Infatti sento spesso dire: <em>\u00abNon ci sentiamo rappresentati. Ci cercano solo per il voto delle rappresentanze in fabbrica. Dovrebbe essere diverso, invece. Dovrebbero parlare di pi\u00f9 con noi\u00bb<\/em>. Qualcuno rincara dicendo \u00ab<em>Con noi dovrebbe parlare l\u2019azienda. Noi vorremmo un dialogo diretto con il Signor Riva, ma \u00e8 quasi impossibile. Vorremmo dirgli che abbiamo contribuito a far crescere l\u2019ILVA. \u00c8 il caso di ricordarselo ora che le cose vanno male<\/em>\u00bb. Il problema \u00e8 che tutto il sistema \u00e8 saltato: dall&#8217;ILVA alle relazioni industriali fino alla maniera di fare sindacato&#8230;\u00e8 tutto da rivedere. Ci sentiamo soli, ci sentiamo essere chiamati \u201c<strong>assassini<\/strong>\u201d e \u201c<strong>complici<\/strong>\u201d da sedicenti ambientalisti\u2026gi\u00e0, gli ambientalisti che si dividono fra loro e sembra che facciano a gara a chi si pone meglio sulla scena. \u00c8 questo il guaio: la divisione\u2026perch\u00e9 di fatto Taranto \u00e8 una citt\u00e0 divisa. Questo vuol dire essere tra l\u2019incudine e il martello, questa \u00e8 la sensazione e queste sono le mie riflessioni. Bisogna superare il conflitto <strong>\u201cambiente-lavoro\u201d<\/strong>, che fino ad oggi ha visto gli operai contrapposti al resto della popolazione. Ricercare l\u2019unit\u00e0 di fronte ai problemi comuni, dunque! La nuova \u201cclasse operaia\u201d deve avere la coscienza di rappresenta la storia \u201cviva\u201d di una classe economica e sociale il cui corpo \u00e8 composto da pi\u00f9 di un miliardo di lavoratori nel mondo. Un vero e proprio \u201c<strong>gigante<\/strong>\u201d che, a tentoni, sta cercando la sua strada, impegnato in mille battaglie, lusingato da mille sirene, utilizzato da mille padroni. Ma, accomunato da un comune destino e da una comune lotta che la distanza, la diversit\u00e0 delle lingue, la pluralit\u00e0 delle culture e dei miti non hanno potuto incrinare. Dobbiamo, cittadini riappropriarci della politica, non pi\u00f9 delegare ma essere parte attiva! Perch\u00e9 la politica deve dare tutte le risposte. Perch\u00e9 la Politica non \u00e8 il teatrino di quattro buffoni che si agitano in salotti di ogni tipo, no, la politica \u00e8 fatta e dev\u2019essere continuata a fare da persone reali con i loro bisogni reali! Abbiamo il dovere di investire tutte le nostre forze nel rilancio dell\u2019unione della popolazione tarantina e non, nell\u2019elaborazione di basi politiche, programmatiche ed organizzative che possono riaprire un percorso credibile, dare forza a quel movimento reale che opera per cambiare lo stato di cose presente. Lo dobbiamo a noi, ai nostri figli e alla nostra bellissima terra.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\"><em>Riflessioni libere di un operaio libero<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=7823&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Morris Franchini Pi\u00f9 passa il tempo e pi\u00f9 mi rendo conto che il \u201ctempo\u201d \u00e8 un amico fidato, capace di dare tutte le risposte, di confermare o smentire, di rafforzare le nostre ragioni o di cancellare le nostre certezze. Ed io mi appello spesso ai ricordi e al confronto con quello che vivo: adesso. 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