{"id":8549,"date":"2013-02-11T01:24:43","date_gmt":"2013-02-10T23:24:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=8549"},"modified":"2013-02-12T00:53:30","modified_gmt":"2013-02-11T22:53:30","slug":"it-aint-me-babe-un-blues-su-bob-dylan","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=8549","title":{"rendered":"It Ain\u2019t Me Babe \u2013 un blues su Bob Dylan"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/bob_dylan.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-8550\" title=\"bob_dylan\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/bob_dylan-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"357\" \/><\/a><\/p>\n<p>di <em><strong>Morris Franchini<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per una volta voglio scrivere delle mie passioni, di quello che \u00e8 la mia libert\u00e0 e la mia prigione. Basta parlare di elezioni, ILVA, problemi vari\u2026voglio essere sempre nel mondo ma non pi\u00f9 del mondo\u2026voglio scrivere di Mr. Robert Allen Zimmerman: Bob Dylan. A questo punto, \u201cipocrita lettore, mio simile e fratello\u201d, ti chiederai il perch\u00e9 di questa mia scelta. Beh, effettivamente la risposta \u00e8 tra le pi\u00f9 banali ma credo che riguardi l\u2019essere umano e \u00a0un viaggio da fare dentro e fuori di esso. Dunque, Bob Dylan \u00e8 nato a Duluth (un piccolo paese del Minnesota \u2013 U.S.A.) il 24 maggio 1941, ed \u00e8 un cantautore e compositore statunitense. Distintosi anche come scrittore, poeta, pittore, attore e conduttore radiofonico, \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti figure degli ultimi cinquant\u2019anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura.<!--more--> Fino a qui nulla di nuovo. Difficile dire chi sia Bob Dylan oggi \u2013 difficile dire chi sia stato Bob Dylan in questi ultimi cinquant\u2019anni, da quando, nel 1961, \u00e8 scappato dal college per fare visita al suo idolo musicale Woody Guthrie. Difficile dire che cosa sia oggi l\u2019 \u201cAmerica\u201d, quanto sia rimasto dell\u2019 \u201cAmerica\u201d che Dylan ha iniziato a cantare negli anni sessanta. Difficile dire in che misura Dylan abbia lasciato traccia nel mondo. Dylan, ormai 71 anni, \u00e8 contemporaneamente solo, sopravvissuto a scene e personaggi di pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa e circondato da umanit\u00e0 varia, che ancora scalpita, grida, ama e fallisce; di definitivo c\u2019\u00e8 la sua grandezza di cantastorie, la sua capacit\u00e0 di trascinare nella tempesta quello che sa fare meglio: giocare con le radici della musica americana (country, blues, folk irlandese, spiritual), descrivere il mondo che vede accalcarsi ai bordi della sua strada: la nascita sociale dell\u2019America, la vita di paese, i drammi familiari, la gioia di cavalcare liberi. Difficile dire dove sia posto il termine di questa strada. Dubito che qualcuno possa realmente capire il funzionamento della mente di Dylan, lui \u00e8 su un\u2019altro pianeta, troppo avanti e troppo distante da noi. Dopo oceani d\u2019inchiostro Dylan \u00e8 ancora un mistero, le sue parole e la sua mente sono state sezionate invano in tutti i modi possibili, migliaia di interpretazioni diverse sono state date agli stessi fatti, tutto \u00e8 rimasto un mistero. Einstein fu capito seriamente dopo pi\u00f9 di settant\u2019anni dall\u2019enunciazione della famosa formula E=MC<sup>2<\/sup>, ma Dylan forse \u00e8 pi\u00f9 difficile, o forse pi\u00f9 facile, certamente agisce su un terreno diverso e le sue \u201cprevisioni\u201d vanno verificate nel tempo, quando parlava di piogge acide la gente rideva, oggi non ride pi\u00f9. Un essere umano dalle tante identit\u00e0, dal quale \u00e8 quasi impossibile discernere la sua vera identit\u00e0 dei personaggi dalla maschera che egli indossa, di separare elementi reali da quelli della finzione, dell&#8217;illusione, della visione. La sua produzione musicale, letteraria, pittorica e cinematografica \u00e8 un complicato e pressoch\u00e9 irrisolvibile gioco di specchi. Profeta, cantastorie, contestatore, anticonformista, folle, imbroglione, cinico ed individualista, genio assoluto, un ibrido tra un cantante folk bianco e un bluesman che ha venduto la sua anima al diavolo, proprio come Robert Johnson<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Dylan \u00e8 un fuorilegge della canzone. Dylan \u00e8 la fotografia rigorosa del calare degli anni \u201870, quando le illusioni e le utopie di un mondo migliore si infrangevano definitivamente sul campo di battaglia di una guerra infinita e inutile. Ma \u00e8 la musica, allora, a risollevare le sorti di un\u2019umanit\u00e0 stanca, a dar voce ai poveri e ai diseredati. L\u2019errore maggiore, al quale ci hanno abituato sin da piccoli, \u00e8 quello di dare e definire un \u201cnome-significato\u201d a tutte le cose. In realt\u00e0 \u00e8, ormai, un meccanismo eterno al quale sembra che non ci si pu\u00f2 sottrarre. Ma per determinate cose, possiamo veramente liberarci da questo meccanismo, specialmente per quella cosa che viene chiamata \u201cpoesia\u201d. Penso che sia tempo per abbandonare i clich\u00e8 estetici e parlare di attivit\u00e0 intellettuali. La \u201cpoesia\u201d, in realt\u00e0, non sappiamo cosa sia veramente: \u00e8 un ammasso di parole sapientemente collegate tra loro? S\u00ec, ma come e quando viene definita tale? Anche il mio articolo potrebbe essere \u201cpoesia\u201d\u2026 . Dylan \u00e8 cos\u00ec, non lo puoi ingabbiare in un ruolo o in un altro. Cos\u00ec, come ogni persona che dovrebbe essere veramente libera non pu\u00f2 essere identificato in base a quello che fa e a quello che crede e dice. Non puoi definire un essere umano in base, ad esempio, al partito politico nel quale potrebbe militare o alla religione che dice di professare. Dylan afferm\u00f2 nel 1964 \u2013 e da allora questa \u00e8 la sua \u201cnon-filosofia\u201d &#8211; &lt;&lt; Non voglio far parte di nessuna organizzazione. Quella gente era come tutta la gente. Sono incatenati a quello che stanno facendo. Soltanto cercano di aggiungere morale e grandi azioni alle loro catene. Devono conservare le loro posizioni. Non ho nulla a che fare con loro e la gente che frequento non ha nulla a che fare con loro&gt;&gt;. Dylan non \u00e8 un monumento vivente, la sua esigenza di non voler venire bloccato come una farfalla trafitta da uno spillo viene ribadita in quello che si pu\u00f2 definire il suo vero e proprio \u201cmanifesto\u201d ovvero \u201cMaggie\u2019s Farm\u201d: &lt;&lt;Voglio essere quello che sono&gt;&gt;; era il 25 Luglio 1965 quando, al Folk Festival di Newport, Dylan si presenta sul palco per la prima volta accompagnato da un gruppo (la Paul Butterfield Band), attacca con una violenta-distorta \u201cMaggie\u2019s Farm\u201d ed esegue i pezzi elettrici della sua ultima produzione. Il pubblico lo fischia e Dylan esce (secondo alcuni in lacrime) dal palco al culmine della contestazione per rientrare in scena dopo vari minuti convinto dagli organizzatori ad eseguire qualche canzone da solo con la chitarra acustica e l\u2019armonica (cantando una malinconica ed amara \u201cIt\u2019s all over now, baby blue\u201d). Quella era la definitiva rottura con il pubblico dei puristi del folk e di credeva in lui come il portavoce di una generazione, come il moschettiere dei diritti civili, come il martire della contestazione e della rivoluzione. Sempre del 1965 la canzone \u201cSubterranean Homesick Blues\u201d conferm\u00f2 il suo vero e proprio essere col verso &lt;&lt;Non c\u2019\u00e8 bisogno di un Weatherman \/ per sapere da che parte tira il vento&gt;&gt;, dove la parola \u201cWeatherman\u201d non voleva dire soltanto \u201cmeteorologo\u201d ma si riferiva ad un gruppo politico di sinistra radicale nella scena del dissenso americano. Dunque, un essere umano che \u00e8 sempre in costante ricerca di se stesso, che ha raccontato e racconta del suo e del mondo degli altri. La coscienza, l\u2019unica raggiunta, di capire in quale triste divertente teatro ci troviamo e ci agitiamo. Di capire che \u201cla risposta \u00e8 soffiare nel vento\u201d anche se \u00e8 di tempesta, di esserne parte attiva o no e non esserne trasportati dalle tante correnti d\u2019aria. La cosiddetta \u201crealt\u00e0\u201d potrebbe essere multiforme. Dylan si diverte, sorridendo sardonicamente\u00a0 ai \u201csempre convinti\u201d, a chi colora se stesso e le cose sempre con gli stessi colori, a chi crede fermamente mantenendo un vessillo, a chi si dice di \u201csinistra\u201d-di \u201cdestra\u201d-di \u201ccentro\u201d e ai bacchettoni d\u2019ogni et\u00e0 e tipo, giocando a fare il baro da poker. Non esistono verit\u00e0 precostituite, precotte e preconfezionate. La dimensione interna dell\u2019essere umano \u00e8, forse, la ricerca la verit\u00e0 e il cercarla \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 importante del risultato a cui si giunge. Facendo bene e sbagliando allo stesso tempo, accettandosi cos\u00ec come siamo e come potremmo diventare. \u00c8 quanto mai geniale l\u2019epitaffio (scritto nel suo romanzo \u201cTarantula\u201d) scritto da Dylan che si conclude cos\u00ec: &lt;&lt;(\u2026) Qui giace Bob Dylan \/ Distrutto dalla cortesia di Vienna \/ Che ora pretender\u00e0 di averlo inventato \/ La gente cool adesso \/ Pu\u00f2 scrivere Fughe su di lui \/ E Cupido adesso pu\u00f2 scalciare sulla sua lampada a kerosene \/ Bob Dylan ucciso da un Edipo scartato \/ Che \u00e8 andato \/ in giro \/ A esaminare un fantasma \/ E ha scoperto che \/ Anche il fantasma \/ Non era una persona soltanto<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>&gt;&gt;.<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Robert Johnson nacque nel 1911 sulle rive del Mississippi. Qui cominci\u00f2 a suonare, apprendendo i primi rudimenti da due bluesmen locali, Charlie Patton e Willie Brown. Si spos\u00f2 all\u2019et\u00e0 di diciassette anni, ma la moglie mor\u00ec di parto l&#8217;anno successivo. Dopo questo evento tragico Johnson si immerse sempre pi\u00f9 nella musica, prendendo lezioni da un musicista arrivato a Robinsonville, Son House. Johnson non era affatto un prodigio, anzi sembra che non avesse alcuna particolare dote musicale. In seguito smise il suo lavoro di contadino e prese a girovagare. Fin\u00ec a Hazelhurst, Mississippi, la sua citt\u00e0 natale, alla ricerca del vero padre, Noah Webster. Non riusc\u00ec a rintracciarlo ma trov\u00f2, invece, il suo vero mentore, uno sconosciuto bluesman di nome Ike Zinneman. Zinneman amava raccontare che aveva imparato a suonare la chitarra di notte, al cimitero, tra le tombe, tanto che alcuni lo credevano Satana. Chiunque fosse, Zinneman fu un ottimo maestro per Johnson. Dopo un anno Robert ritorn\u00f2 a Robinsonville dove Son House e gli altri musicisti rimasero molto stupiti del suo grande miglioramento. Da quel momento in poi Johnson suon\u00f2 continuamente per il resto della sua vita, viaggiando per il Sud e costruendosi rapidamente una solida reputazione di musicista, gran bevitore e donnaiolo. La sua vita, tormentata dalle donne, dall\u2019alcool e dalla povert\u00e0, si spense di colpo nel 1938, all\u2019et\u00e0 di 27 anni, in circostanze non troppo chiare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Traduzione di Fernanda Pivano<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=8549&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Morris Franchini Per una volta voglio scrivere delle mie passioni, di quello che \u00e8 la mia libert\u00e0 e la mia prigione. 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