{"id":9548,"date":"2013-05-27T22:32:11","date_gmt":"2013-05-27T20:32:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=9548"},"modified":"2013-05-27T23:34:11","modified_gmt":"2013-05-27T21:34:11","slug":"fumo-sulla-citta-di-alessandro-leogrande","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=9548","title":{"rendered":"&#8220;Fumo sulla citt\u00e0&#8221; di Alessandro Leogrande"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em><a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fumosullacitta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9550\" title=\"fumosullacitta\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fumosullacitta.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fumosullacitta.jpg 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fumosullacitta-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fumosullacitta-80x80.jpg 80w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/fumosullacitta-200x200.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Salvatore Romeo (&#8217;84)<\/p>\n<p><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presentazione a Taranto di \u201cFumo sulla citt\u00e0\u201d (tenutasi sabato 25 maggio presso Palazzo di Citt\u00e0), ultimo lavoro di Alessandro Leogrande, \u00e8 stata l\u2019occasione per riunire e mettere a confronto un pezzo della nostra comunit\u00e0 sull\u2019analisi del passato e, soprattutto, sulle prospettive di futuro che la riguardano. Dal dibattito sono emersi elementi che \u2013 pi\u00f9 che oggetto di riflessione \u2013 dovrebbero essere assunti quanto prima come linee di azione: assi di una prospettiva di radicale cambiamento dell\u2019esistente. Prospettiva ormai non pi\u00f9 rimandabile.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Cambiare la fabbrica <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fumo sulla citt\u00e0 ha il merito di evidenziare che la crisi ambientale esplosa con intensit\u00e0 inaudita nel corso dell\u2019ultimo anno ha radici profonde nel sistema di potere instaurato all\u2019interno del siderurgico dalla famiglia Riva. Il radicale ricambio generazionale, l\u2019abbattimento dei livelli di sindacalizzazione \u2013 pi\u00f9 in generale, la creazione di una classe operaia dalle caratteristiche \u201cgelatinose\u201d\u00a0 \u00e8 stata la condizione attraverso la quale i nuovi proprietari privati hanno potuto gestire nella maniera criminale emersa dalle indagini della Magistratura il pi\u00f9 grande stabilimento produttivo del paese. In breve, si \u00e8 prodotta quella tipica alienazione \u2013 che Leogrande cita esplicitamente nelle pagine finali del libro \u2013 su cui si era soffermata la riflessione del giovane Marx. Sul lavoro \u2013 che dovrebbe essere la dimensione della sua realizzazione \u2013, l\u2019individuo \u00e8 sottomesso da processi che egli non controlla; solo nel soddisfacimento dei bisogni \u2013 che ai tempi di Marx si riducevano poco pi\u00f9 che al sostentamento proprio ed eventualmente della propria famiglia, ma oggi includono una vasta gamma di bisogni indotti, come l\u2019acquisto di <em>status symbol <\/em>\u2013\u00a0 egli consegue una libert\u00e0 apparente. L\u2019immagine dell\u2019operaio neo-assunto \u2013 anzi, confermato a tempo indeterminato dopo il periodo di formazione lavoro \u2013 che sottoscrive un mutuo per l\u2019acquisto di una casa, e resta legato al posto di lavoro in virt\u00f9 dell\u2019estinzione dello stesso finanziamento, \u00e8 la rappresentazione plastica di questa dinamica. Scompare cos\u00ec dalla prospettiva operaia la questione della sicurezza e della salute propria e dei propri concittadini \u2013 insieme a tutte le altre questioni legate al controllo del processo produttivo e dell\u2019organizzazione del lavoro. In queste condizioni l\u2019azienda \u00e8 libera di fare quel che vuole, fronteggiata al pi\u00f9 dalle organizzazioni sindacali \u2013 la cui incisivit\u00e0 \u00e8 tuttavia minata dal peculiare stato di subalternit\u00e0 dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019errore grave commesso negli ultimi anni da alcune parti politiche e da pezzi consistenti di movimento \u00e8 stato credere di poter cambiare il rapporto fra citt\u00e0 e fabbrica senza tuttavia porsi il problema di cambiare i rapporti di potere interni alla fabbrica, affrontando dunque il tema fondamentale dell\u2019alienazione. E\u2019 urgente invece focalizzare l\u2019attenzione su questo punto e disporsi ad agire di conseguenza. La soluzione della \u201cquestione ILVA\u201d non pu\u00f2 prescindere dal tipo di rapporto di potere che si verr\u00e0 a determinare dentro la fabbrica. Qualunque sia la nuova gestione \u2013 posto che i Riva sono ormai al tracollo \u2013 che ruolo avranno i lavoratori nel controllo dei processi? E in che modo si pu\u00f2 tentare di radicare nella popolazione operaia la convinzione che solo da una sua diretta assunzione di responsabilit\u00e0 rispetto al funzionamento della fabbrica pu\u00f2 venire la chiave per il completo risanamento ambientale? Se si vogliono affrontare concretamente questi temi occorre partire (quanto prima) da quello che esiste qui ed ora: \u00e8 necessario tessere un rapporto costruttivo fra le parti pi\u00f9 avanzate della societ\u00e0 civile \u2013 in particolare, del movimento ambientalista \u2013 e del movimento operaio. Finch\u00e9 queste componenti resteranno distanti, reciprocamente sospettose o ostili, il cambiamento possibile sar\u00e0 solo in peggio. E\u2019 necessaria una sintesi che ponga al centro la costruzione di una nuova figura di lavoratore \u2013 un lavoratore finalmente consapevole del proprio potere sulla produzione, che miri dunque a condizionarla nell\u2019interesse dell\u2019intera comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Una nuova idea di cittadinanza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo percorso tuttavia rischia di restare lettera morta per via di una criticit\u00e0 che affligge in maniera sempre pi\u00f9 drammatica la societ\u00e0 locale: l\u2019emigrazione di giovani intelligenze, che sta depauperando delle energie migliori la nostra citt\u00e0. La societ\u00e0 civile tarantina, data questa tendenza, rischia di essere ridotta a una riserva sempre pi\u00f9 marginale ed ininfluente. Per ribaltare questo piano inclinato occorre elaborare un nuovo rapporto con l\u2019emigrazione \u2013 e con gli emigranti. E\u2019 necessario tenere il pi\u00f9 possibile saldi i fili che ancora legano le migliaia di Tarantini sparsi per l\u2019Italia e per il mondo alla comunit\u00e0 di origine. Ma non c\u2019\u00e8 da coinvolgere solo gli emigranti in quest\u2019opera di riaggregazione: pi\u00f9 in generale, \u00e8 urgente porre il \u201ccaso Taranto\u201d come grande questione nazionale \u2013 uno dei punti strategici da cui passa il futuro del paese \u2013, impegnando nella sua soluzione le personalit\u00e0 pi\u00f9 valide di cui il paese dispone. Questa concentrazione di capacit\u00e0 deve essere impegnata \u00a0in percorsi e progetti di trasformazione, in modo da compensare il venir meno della pressione demografica \u2013 che in genere favorisce la conservazione dello <em>status quo<\/em> \u2013 con una pressione delle intelligenze \u2013 che ponga le classi dirigenti locali di fronte alle proprie responsabilit\u00e0 nei confronti di un\u2019intera generazione in via d\u2019estinzione e di una citt\u00e0 che cos\u00ec rischia di degradare progressivamente. \u00a0Un\u2019idea di cittadinanza estesa deve diventare quindi la chiave per provare a far rifluire verso Taranto capacit\u00e0 e talenti, mettendoli a disposizione di una prospettiva di ricostruzione. Una prospettiva che, in primo luogo, aggredisca il macroscopico problema della disoccupazione giovanile, cio\u00e8 la radice del vasto movimento di emigrazione, attraverso una progettualit\u00e0 che miri a modificare il modello di sviluppo locale \u2013 puntando ai comparti della conoscenza e alle attivit\u00e0 che possano assorbire giovani con elevati livelli di formazione e costruendo attorno a queste esigenze una dimensione urbana adeguata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Un \u201ccantiere\u201d per il cambiamento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sforzo immane che queste due linee d\u2019azione richiedono obbliga ad un impegno politico serio. Nel corso dell\u2019incontro \u00e8 emerso in pi\u00f9 occasioni l\u2019appello alla costruzione di un \u201ccantiere\u201d delle forze che in citt\u00e0 hanno intenzione di battersi per il cambiamento. Si tratterebbe di un progetto tutto da creare, ma che non partirebbe dal nulla. Si sono gi\u00e0 citate le componenti \u201cilluminate\u201d dell\u2019ambientalismo e del movimento operaio; a queste vanno aggiunti i soggetti che in questi anni si sono battuti sul fronte degli spazi sociali, dei diritti degli studenti e della riqualificazione del polo universitario jonico, del recupero di aree abbandonate della citt\u00e0, della tutela dei migranti, della creazione di nuove economie \u201cdal basso\u201d ecc.; e ancora le singole intelligenze che provano a riflettere criticamente sulle vicende della nostra comunit\u00e0 e ad abbattere la cappa di municipalismo che troppo spesso caratterizza il dibattito locale. Tutti questi sono pezzi che, messi insieme, potrebbero fare massa critica e disegnare un futuro per una citt\u00e0 che rischia di sprofondare e cadere nelle mani del Messia di turno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Da queste brevi riflessioni non pu\u00f2 che derivare un invito a chiunque senta che \u00e8 venuto il momento di reagire alla marea che rischia di travolgerci e distruggerci. Riattiviamo tutti i canali di dialogo possibili; abbandoniamo ostilit\u00e0 e divergenze spesso artificiose. E\u2019 urgente mettersi a disposizione di un qualcosa di pi\u00f9 ampio e importante dei nostri rispettivi cortili. Facciamolo il prima possibile, per non dover continuare a subire, inermi e disorientati, gli eventi che stanno sconvolgendo le nostre vite.\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=9548&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;84) La presentazione a Taranto di \u201cFumo sulla citt\u00e0\u201d (tenutasi sabato 25 maggio presso Palazzo di Citt\u00e0), ultimo lavoro di Alessandro Leogrande, \u00e8 stata l\u2019occasione per riunire e mettere a confronto un pezzo della nostra comunit\u00e0 sull\u2019analisi del passato e, soprattutto, sulle prospettive di futuro che la riguardano. 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