{"id":9571,"date":"2013-05-27T23:20:43","date_gmt":"2013-05-27T21:20:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siderlandia.it\/?p=9571"},"modified":"2013-05-28T00:32:13","modified_gmt":"2013-05-27T22:32:13","slug":"ilva-cronaca-di-un-inganno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=9571","title":{"rendered":"ILVA: cronaca di un inganno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong><a href=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ilvaemilioriva.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9572\" title=\"ilvaemilioriva\" src=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ilvaemilioriva-300x223.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ilvaemilioriva-300x223.png 300w, http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ilvaemilioriva.png 718w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>di Salvatore Romeo (&#8217;85)<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando da piccolo giocavo al \u201cmonopoli\u201d, rimanevo sempre alcuni secondi a fissare attentamente la figura del capitalista raffigurato in copertina. I suoi tratti ricalcavano l\u2019immaginario collettivo rispetto alla figura del padrone \u201cottocentesco\u201d: paffuto, vestito di un elegante smoking, cilindro e bastone neri d\u2019ordinanza. Quella figura cos\u00ec bizzarra e sorridente mi suscitava sempre allegria ed ilarit\u00e0. Solo con il tempo ho incominciato a capire chi fossero i \u201ccapitani d\u2019azienda\u201d e come le loro azioni (ed intenzioni) fossero cos\u00ec poco illuminate e cos\u00ec tanto tetre. In questi ultimi mesi si \u00e8 palesato alla ribalta mediatica cittadina e nazionale, uno dei capitalisti (ma senza cilindro) che tanto trovavo buffi da piccolo; il suo nome \u00e8 Emilio Riva. Il vecchio Emilio, fedelmente accompagnato dal figlio Fabio, incarna tutti i precetti della scuola di pensiero pi\u00f9 in voga tra i capitalisti-manager: \u201carraffa arraffa come se non ci fosse un domani\u201d.<!--more--> La strategia \u201cilluminata\u201d del \u201cprofitto senza se e senza ma\u201d ha avuto come principali conseguenze quella di far perdurare una condizione di massiva attivit\u00e0 di sversamento nell\u2019aria e nell\u2019ambiente della citt\u00e0 di Taranto, di ingenti quantit\u00e0 di sostanze altamente inquinanti e nocive per la salute umana, animale e vegetale. Le conseguenze per la ILVA S.p.A. invece sono da ricercarsi nel costante aumento degli utili negli anni pre-crisi che hanno reso possibile un utile netto dal 1995 al 2011 di 1,4 mld di euro [1]. Henry Ford ne sarebbe molto soddisfatto. A destare ulteriore scalpore \u00e8 la notizia che la guardia di Finanza nei giorni passati, ha posto sotto sequestro 1,2 mld di euro alla famiglia Riva; la motivazione investe l&#8217;irregolarit\u00e0 di otto scudi fiscali effettuati dai Riva, nel tentativo di far rientrare in Italia somme di denaro conservate illecitamente in alcuni paradisi fiscali. Da questo quadretto desolante si pu\u00f2 dedurre ci\u00f2 che ogni cittadino di Taranto sapeva gi\u00e0 da tempo e cio\u00e8 che la famiglia Riva non \u00e8 propriamente composta da benefattori (per usare un eufemismo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa vicenda che ha ormai assunto contorni paragonabili ad un film grottesco e drammatico, si \u00e8 arricchita di due nuovi colpi di scena: in primis il\u00a0 25 maggio il gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha fatto sequestrare\u00a0 beni appartenenti alla \u201cRiva Fire\u201d (societ\u00e0 capogruppo della costellazione delle aziende riconducibili ai Riva) per un totale di 8,1 miliardi di euro. I sequestri non hanno interessato per\u00f2 n\u00e9 gli stabili n\u00e9 tantomeno le risorse che sono direttamente od indirettamente imputabili alla produzione dell\u2019acciaieria. Il sequestro \u00e8 stato giustificato dall\u2019applicazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilit\u00e0 diretta delle imprese, legge che dal 2011 (proprio in merito al caso ILVA) \u00e8 stata estesa anche ai reati ambientali. La motivazione rilasciata dalla Todisco \u00e8 molto dura; il magistrato infatti asserisce che \u201c\u2026condotte funzionali al perseguimento di un programma criminoso idoneo ad assicurare allo stabilimento Ilva di Taranto il conseguimento dei profitti derivati dalla prosecuzione tout court dell&#8217;attivit\u00e0 produttiva nella piena consapevolezza della pericolosit\u00e0 ed anzi della concreta devastazione dell&#8217;ambiente e della concreta e gravissima lesione inferta continuativamente alla salute di lavoratori e dei cittadini\u201d. La risposta dell\u2019azienda non si \u00e8 fatta attendere. Ieri infatti (25 maggio) l\u2019intero Cda del gruppo Ilva si \u00e8 dimesso. La motivazione risiede nella totale indispensabilit\u00e0 di ciascun bene sequestrato per la prosecuzione dell\u2019attivit\u00e0 industriale. Risulta difficile immaginare come alcuni beni, ad esempio gli svariati immobili non direttamente imputabili agli stabilimenti produttivi, risultino assolutamente indispensabili al proseguo della produzione industriale. Risulta altres\u00ec difficile non interpretare il gesto compiuto dei vertici dell\u2019Ilva Spa, se non come una minaccia, un ricatto occupazionale che provocherebbe un vero \u201cterremoto \u201c sociale ed economico per la citt\u00e0 e la provincia tutta. Dunque anche il tentativo dell\u2019azienda di incominciare una \u201cnuova fase\u201d di legalit\u00e0 e rispetto delle leggi, a cui si pu\u00f2 riferire l\u2019affidamento di incarichi importanti a Bruno Ferrante ed Enrico Bondi, considerati veri e propri paladini della trasparenza, sembra crollare sorretta da fondamenta di bugie e falsit\u00e0. Primo tra tutte il mancato rispetto del programma di interventi (stipulato circa sei mesi fa) che l\u2019azienda si era impegnata ad eseguire .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione attuale, al netto delle dimissioni e del sequestro dei beni, descrive come la magistratura (o meglio la guardia di finanza dunque lo Stato) entrer\u00e0 in possesso di un ingente quantit\u00e0 di capitale (in realt\u00e0 per il momento \u00e8 stato trovato \u201csolamente\u201d il primo miliardo; i restanti sembrano svaniti nel nulla, scomparsi tra le varie scatole della matriosca della holding Riva Fire). Ma cosa ne sar\u00e0 di queste risorse? Verranno effettuati realmente gli interventi di riqualificazione e messa a norma degli impianti? E chi si far\u00e0 carico del complesso ruolo di supervisore responsabile dell\u2019effettiva realizzazione delle opere? Per quest\u2019ultima domanda da tempo circola una risposta chiara ed univoca: lo Stato. L\u2019idea, appoggiata anche dal segretario della Fiom Landini, \u00e8 quella di affidare allo Stato le sorti del gruppo Ilva, come previsto dalla legge 231 del 2012 la cosi detta legge \u201csalvaIlva\u201d che prevede \u201cl\u2019intervento diretto dello Stato\u201d. Ci\u00f2 che si prospetta \u00e8 un commissariamento della societ\u00e0 (guai a parlare di nazionalizzazione) con lo Stato primo garante dell\u2019inizio e della buona conclusione dei lavori di risanamento. Ulteriore motivazione a favore di questa soluzione sarebbe la possibilit\u00e0 di utilizzare come risorse principali gli 8 miliardi appena sequestrati alla famiglia Riva; in pratica gli interventi sarebbero \u201cad impatto zero\u201d sulla collettivit\u00e0. Gi\u00e0 la collettivit\u00e0. Martoriata, derisa, ingannata. Si ritrova a pagare senza soluzione di continuit\u00e0 il dazio di decenni di politiche industriali spregiudicate e d opportunistiche, con l\u2019unico intento di ricavare pi\u00f9 denaro possibile dalla \u201cgallina dalle uova d\u2019oro\u201d che rappresenta lo stabilimento di Taranto. Anni di accumulazioni di capitali, sottratti alla collettivit\u00e0 e riconsegnati in maniera indegna ad una famiglia (ed ai suoi lacch\u00e8) simbolo del capitalismo industriale italiano. Si sono susseguiti anni di accordi segreti, scandali ricatti e favori (leggi \u201cad-aziendam\u201d, quote Alitalia, etc) che hanno consacrato la distruzione di una citt\u00e0 e di una classe sociale fondamentale per la citt\u00e0 e l\u2019intera nazione, quella dei lavoratori metalmeccanici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavoratori, \u00e8 sempre utile ricordarlo, sono l\u2019anima dell\u2019azienda, il mezzo attraverso il quale la citt\u00e0 e la provincia hanno prosperato in questi ultimi decenni. E che adesso si ritrovano ad essere doppiamente beffati, da un\u2019azienda che ha gettato via la maschera nero fuliggine che ha ferocemente indossato negli ultimi mesi e da una citt\u00e0 pronta a sacrificare quasi 20000 posti di lavoro in cambio di una chiusura \u201ctout court\u201d degli impianti. Emblematico \u00e8 il tentativo della regione Puglia di cancellare via dall\u2019immaginario collettivo la vertenza Ilva; lo si pu\u00f2 notare dalla campagna pubblicitaria \u201cquesta \u00e8 Taranto\u201d, in scorrono una serie di immagini-stereotipo sulla bellezza del mare e sul buon cibo cittadino, cancellando in un colpo solo il fumo nero dell\u2019acciaieria che nelle notti di tramontana avvolge il sonno dei tarantini, ignari dall\u2019aura nera che li accompagna. Una riflessione doverosa giace silenziosa in seno agli ultimi avvenimenti: \u00e8 davvero giusto lasciare che il destino dell\u2019acciaieria pi\u00f9 grossa d\u2019Europa e dei suoi (nostri) lavoratori sia definito dai pochi politici che hanno gi\u00e0 ampiamente dimostrato di non avere a cuore (per usare un eufemismo) le sorti di una citt\u00e0 in difficolt\u00e0 perenne o forse \u00e8 il caso che si apra una seria discussione che riguardi la cittadinanza tutta, che verta anche sui possibili utilizzi della somma confiscata ai Riva? Ma come spesso accade la citt\u00e0 rimane muta ed indifferente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/impresa-e-territori\/2012-10-10\/ilva-utili-miliardi-investiti-064251.shtml?uuid=AbEHpArG\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/impresa-e-territori\/2012-10-10\/ilva-utili-miliardi-investiti-064251.shtml?uuid=AbEHpArG<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">N.d.r. dopo la redazione dell&#8217;articolo, \u00e8 giunta la notizia delle dimissioni dei capi-reparto dello stabilimento tarantino. Qui maggiori informazioni\u00a0<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2013-05-27\/ilva-capireparto-capiarea-annunciano-211855.shtml?uuid=AbQMBqzH\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2013-05-27\/ilva-capireparto-capiarea-annunciano-211855.shtml?uuid=AbQMBqzH<\/a><\/p>\n<div id=\"wp_fb_like_button\" style=\"margin: 0; float: none\"><iframe src=\"http:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.siderlandia.it\/1\/?p=9571&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;width=450&amp;height=30\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowTransparency=\"true\" style=\"border:none; overflow:hidden; width: 450px; height: 30px;\"><\/iframe><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Salvatore Romeo (&#8217;85) Quando da piccolo giocavo al \u201cmonopoli\u201d, rimanevo sempre alcuni secondi a fissare attentamente la figura del capitalista raffigurato in copertina. 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