Stefàno al capolinea? Elezioni e potere a Taranto
14 mag

di Salvatore Romeo (’84)
Comunque dovesse andare il ballottaggio del 20 e 21 maggio la coalizione di Ezio Stefàno ha raggiunto il 54% circa delle preferenze ed esprimerà pertanto la maggioranza nel prossimo consiglio comunale. Apparentemente un’affermazione così robusta dovrebbe garantire – qualora il sindaco uscente vinca su Mario Cito – una stabile situazione di governabilità; in realtà vi sono segnali evidenti che i prossimi cinque anni di consiliatura saranno quanto mai travagliati.
Dall’”uomo solo al comando” all’”uomo di paglia”. Partiamo dal dato più evidente: Stefàno ha subito una sconfitta personale. Nonostante l’elevato livello d’astensionismo lo abbia favorito, il candidato del centro-sinistra non è riuscito a conseguire l’elezione al primo turno. Un cinque per cento di elettori della sua coalizione ha preferito infatti accordare il proprio consenso a un altro candidato, in particolare ad Angelo Bonelli – che di contro ha realizzato un 5% in più rispetto alle liste che lo hanno sostenuto. D’altra parte Stefàno incrementa di soli cinquemila voti circa il risultato conseguito nel 2007, nonostante questa volta potesse contare sull’appoggio dei partiti che all’epoca candidarono Gianni Florido, cioè un potenziale di ulteriori 25 mila voti rispetto a quelli conseguiti alla scorsa tornata. (continua…)


Mario Cito, figlio di Giancarlo, – ex picchiatore fascista, ex parlamentare, ora in carcere per tangenti- l’aveva preannunciato dal palco di Piazza della Vittoria, già venerdì sera, ultimo giorno di campagna elettorale, – con rozza enfasi mussoliniana e saccente retorica provincialista – “ Bonelli è un figlio della lupa e io me ne frego”.






























